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Japa Yoga, il sentiero del Mantra

suryanamaskara 0

Japa Yoga

Introduzione

Japa Yoga è un sistema yoga usato per indurre Pratyahara e inteso a condurre eventualmente al Samadhi, il più semplice e sicuro tra i sistemi meditativi, che può essere praticato da tutti, in qualsiasi condizione di tempo e luogo.

La parola japa ha il significato di “ruotare”.

Japa Yoga vuol dire unione del sé con la più alta Esistenza mediante la rotazione della consapevolezza.

Il Mantra

Japa Yoga richiede innanzitutto un Mantra.

Un Mantra è un raggruppamento coerente di vibrazioni sonore vocali che hanno un effetto mentale e psichico.

La tradizione prevede che il miglior Mantra sia quello ricevuto da un guru o in sogno.

Un punto importante è che la mente sia completamente permeata da questo mantra.

Quando il mantra è recitato verbalmente o ripetuto mentalmente, quel particolare raggruppamento di vibrazioni sonore stabilisce una determinata configurazione che si stabilizza e crea risonanze con il circostante campo mentale.

Questa configurazione sonora è capace di creare un simbolo psichico che infine si manifesta a livello fisico.

Il Mala

Il secondo requisito per molti tipi di Japa Yoga è il Mala o rosario.

Un mala è un laccio in cui sono infilati dei grani, solitamente in numero di 108 e separati l’uno dall’altro da un nodo speciale conosciuto come brahmagranthi o nodo del creato.

Il mala contiene un grano extra, distinto dagli altri 108, noto come sumeru o sommità del mala, che interrompe la sua continuità.

Il significato del grano sumeru è spesso sconosciuto ai moderni praticanti del Japa Yoga, ma la sua importanza non può non essere enfatizzata.

Lo scopo del sumeru

Quando si pratica il Japa, si tiene il mala partendo dal sumeru e afferrando il primo grano; quando il mantra è terminato, le dita passano al grano successivo, e si ripete il mantra.

Durante la pratica, spesso la mente tende a distrarsi, o a causa di pensieri estranei nel caso di principianti, o a causa di fenomeni psichici inconsci nel caso di praticanti più avanzati.

La rotazione del mala avviene automaticamente, continuando senza necessità di contare, con l’unico compito di ruotare il mala di un grano ad ogni ripetizione del mantra, finché le dita raggiungono il grano extra, il sumeru, che riporta la consapevolezza allo stato del Japa, perchè in quel momento si è conclusa una rotazione di 108.

La rotazione della consapevolezza

Il Japa induce una rotazione della consapevolezza centrata sul mantra che rende la mente concentrata e rilassata, condizione che tende a portare le facoltà fisiche e mentali allo stato ottimale.

È necessario sottolineare che durante la pratica del japa la mente non dovrebbe essere forzata a concentrarsi sulla ripetizione del mantra.

Piuttosto la ripetizione del mantra dovrebbe sembrare un processo naturale che scaturisce dall’interno, con la mente a fare da osservatore distaccato del procedimento spontaneo.

Quando pensieri estranei si introducono nella mente durante la pratica del japa (e questo accade sicuramente), la mente del praticante dovrebbe essere capace di lasciarli andare, sviluppando uno stato di testimone disinteressato, senza distrarsi dalla pratica.

Tipi di japa

Japa si suddivide in quattro tipi:

  1. Vaikhari (udibile)

    Il principiante dovrebbe praticare il suo mantra in vaikhari japa o japa udibile, e con la produzione di vibrazioni vocali il cervello verrà gradualmente reso più fermo e carico.

    Dopo poche settimane di questa pratica, la mente si acquieterà.

    Con la pratica del japa si può stabilire una condizione psichica in cui la concettualizzazione di un simbolo psichico è molto facile da ottenere.

    Se si incontrano difficoltà quando si vuole meditare su un oggetto particolare, si pratichi vaikhari japa per circa un’ora e poi ci si segga in meditazione.

  2. Upanshu (sussurrato)

    Qui il mantra viene mormorato e solo il praticante può ascoltare: c’è il movimento delle labbra e della lingua, ma quasi nessun suono.

    Questo stadio è più sottile del vaikhari japa, e conduce la mente verso il japa mentale.

    Upanshu Japa di solito viene fatto da persone che intendono praticare il mantra per molte ore al giorno per uno scopo specifico.

    Secondo il Mantra Shastra, la scienza del mantra, un mantra può correggere gli errori del destino.

    Che ciò sia vero o no, molte persone ci credono, e ci sono mantra usati per scopi fisici o materiali.

  3. Manasik (mentale)

    Manasik Japa non dovrebbe essere praticato se prima non si è padroneggiato Vaikhari e Upanshu Japa

    Senza queste due pratiche preliminari, Manasik Japa non può dare nessun progresso sostanziale se la mente non è ferma.

    Manasik Japa è la forma di japa più sottile ma anche la più comune.

    Per persone che ne sono pronte, è anche la forma più potente.

    I saggi e le scritture affermano che la pratica ferma e devota di Manasik Japa è sufficiente per condurre al Samadhi.

  4. Likhit (scritto)

    Likhit Japa è solitamente prescritto all’aspirante che ha praticato con successo altre forme di japa conseguendo un certo grado di concentrazione.

    La pratica di likhit japa consiste nello scrivere il mantra per centinaia di volte con diversi colori.

    Le lettere dovrebbero essere il più possibile piccole, ben proporzionate e scritte con la massima cura e senso della bellezza.

    Più piccole sono le lettere, più grande è la concentrazione.

    Likhit Japa è sempre in combinazione con Manasik Japa perché la scrittura di un mantra richiede simultaneamente la ripetizione mentale di esso.

Se si ha un mantra, un buon metodo per praticare consiste nel dividere le pratica in tre parti in Vaikhari, due parti in Upanshu e una parte in Manasik.

La tradizione prevede che una volta che si è stati iniziati a un mantra, esso va mantenuto per tutta la vita.

Japa Yoga è un sentiero lungo, ma chiaro e sicuro.

Japa anusthana

Anusthana significa osservanza, esecuzione, realizzazione di un atto, la decisione di compiere un determinato atto con assoluta disciplina.

Quando è associato al japa questo atto è chiamato japa anusthana

Japa anusthana è praticato per due scopi: o per conseguire progressi spirituali mediante una disciplina fisica, mentale e psichica, oppure per il conseguimento di propositi egoistici sul piano della consapevolezza fisica.

Vaikhari Japa Anusthana

Spesso gruppi di aspiranti praticano in coro Vaikhari japa anusthana.

In alcune località dell’India vengono recitati in gruppo dei mantra senza interruzione per anni.

A Rishikesh c’è un luogo dove viene recitato il Maha Mantra in continuazione ventiquattr’ore al giorno dal 1943.

Per tutti questi anni non ci sono state interruzioni, nemmeno per un minuto.

La recitazione o japa dei mantra può creare delle concentrazioni di correnti energetiche molto potenti.

Manasik Japa Anusthana

La pratica più popolare e anche la più effettiva per l’aspirante spirituale è quella di fare japa col mantra ricevuto dal guru.

Prima di cominciare, l’aspirante decide l’obbiettivo, ad esempio la recitazione di diecimilaottocentomantra al giorno per dieci giorni.

Egli deve tener conto del numero di mala che scorre e non fermarsi finché non raggiunge il numero stabilito.

Sumirani Japa

Sumirani è un tipo di japa praticato con un mala a ventisette grani senza grano sumeru.

È una pratica importante che deve essere eseguita come anusthana (risoluzione) per ventiquattr’ore al giorno per un dato periodo, durante il quale l’aspirante non deve mai abbandonare il mala.

Lo scopo di questo anusthana non è quello di ripetere il mantra.

Il mantra dovrebbe scaturire automaticamente dall’interno con la rotazione incessante del mala a ventisette grani, che non dovrebbe fermarsi neppure nel sonno.

Regole e suggerimenti per il Japa

  • Scegliete un mantra, preferibilmente ricevuto da un guru. Se non avete un mantra, usate Om, che è il mantra universale valido per tutti. Ripetetelo da centootto a milleottanta volte al giorno, cioè praticate da uno a dieci mala.
  • Usate un mala di tulsi o rudraksha per il vostro guru mantra. Per i mantra tantrici si può usare un mala di grani di cristallo.
  • Usate solo il medio e il pollice della mano destra per ruotare il mala; l’indice e il mignolo non dovrebbero toccare il mala.
  • È preferibile praticare japa in una stabile asana meditativa come padmasana o siddhasana. La mano destra col mala può poggiare sul ginocchio destro col mala posto sul pavimento di fronte al ginocchio, oppure può essere tenuta al centro del petto. In quest’ultimo caso il mala può essere tenuto in un sacchetto di tessuto appeso ad un nastro tenuto a tracolla, oppure la mano destra può essere tenuta su da un nastro di tessuto appeso al collo.
  • Il mala non deve essere esposto alla vista altrui. Tenetelo in un sacchetto di tela o di seta quando non lo usate. Un mala usato per il japa non va indossato.
  • Non superate il grano sumeru mentre ruotate il mala. Girate il mala e percorretelo nell’altro senso.
  • Fate japa mentalmente per un po’ di tempo. Se la mente inizia a vagare, fate vaikhari per un po’ e tornate al japa mentale appena possibile.
  • Pronunciate il mantra correttamente e distintamente. Non recitate troppo in fretta o troppo lentamente. Aumentate la velocità solo quando la mente inizia a vagare.
  • Non rivolgete la mente ad alcun oggetto mondano mentre fate japa. Sentite che il potere del mantra purifica il vostro cuore e rende ferma la vostra mente.
  • Tenete segreto il vostro mantra; non rivelatelo mai a nessuno.
  • Tenete viva mentalmente la corrente del mantra per tutto il tempo, qualsiasi cosa stiate facendo.
  • Quando è possibile, praticate rivolti a nord o a est.
  • Il Japa ha lo scopo di portare alla superficie, in forma di immagini e pensieri, gli elementi, le paure e i desideri nascosti e inconsci. Quando questi pensieri e immagini emergono, siatene testimoni distaccati e non perdete la traccia del mantra.

Purificazione

Il Japa conduce alla condizione di chitta shuddhi o purificazione mentale, in cui i samskara (impressioni passate) e i vasana (desideri futuri) sono neutralizzati in modo naturale. Chitta shuddhi è cruciale negli stadi preliminari della vita spirituale perché se i samskara e i vasana non vengono rimossi in questa fase, diventeranno un grande ostacolo nelle fasi successive del sentiero spirituale.

Ostacoli nella meditazione

Si dice che ci siano tre grandi ostacoli alla meditazione: impurità, ignoranza, distrazione. Essi possono essere facilmente rimossi mediante la pratica del japa, che impone attenzione costante e ininterrotta sul mantra.

Durante la pratica del japa non dovrebbe essere avvertita alcuna tensione o sforzo.

Solo con una rilassata consapevolezza del japa la mente può distaccarsi dal suo stato di estroversione e procedere verso lo stato di Pratyahara.

Conclusioni

La nostra vera natura non è il nostro normale stato mentale di ansietà, eccitazione e tensione.

La nostra vera natura è il samadhi, pura consapevolezza, tranquillità, equanimità.

Possiamo usare il paragone dello specchio oscurato da strati di sporcizia.

Una volta pulito lo specchio, la sua capacità riflettente sarà rivelata.

È il continuo movimento della mente che causa infelicità e complessi, che sono solo costruzioni mentali.

Calmate e purificate la mente mediante la vostra sadhana (disciplina spirituale) e fate esperienza del vero sé.

Nella meditazione non stiamo cercando di forzare la mente: ciò che vogliamo è semplice e rilassata consapevolezza.

Non combattete contro i pensieri, non cercate di sopprimerli: cercate solo di esserne testimoni distaccati.

La pratica del japa vi porterà allo stadio di Pratyahara e, attraverso Dharana e Dhyana, vi condurrà al Samadhi.

Traduzione e adattamento di Papamystic per Suryanamaskara da
“Meditations from the Tantras” – Swami Satyananda Saraswati, Yoga Publications Trust, Munger, Bihar, India