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Samskara e Karma: come gestirli attraverso la metafora dell’arciere

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samskara e karma - la metafora dell'arciere

Per comprendere il significato del Karma e per ridurre il suo controllo su di noi bisogna introdurre un nuovo concetto, quello di Samskara.

Karma è la legge di azione e reazione, causa ed effetto. l Karma è l’effetto, la causa è Samskara.

I Karma sono le azioni, e queste azioni provengono da impressioni profonde che sono modelli di condotta abituali: i Samskara.

Samskara e Karma agiscono insieme

I nostri atti e il nostro linguaggio hanno delle conseguenze; queste, a loro volta, producono ulteriori impressioni che vanno a depositarsi nel substrato mentale, come sabbia e ciottoli trasportati nel letto di un fiume dalla corrente.

samskara e karma

Di conseguenza è necessario lavorare non solo su atti e linguaggio (Karma), ma anche e contemporaneamente sui nostri modelli di condotta (Samskara).

Tre tipi di Karma

Si dice che il Karma sia di tre tipi: Sanchita, Agami o Kriyaman e Prarabdha.

Nella letteratura vedantica c’è una bella analogia per spiegare questo: la metafora dell’arciere.

La metafora dell’arciere

Un arciere ha la sua faretra piena di frecce. Queste frecce sono il suo Sanchita Karma o karma accumulato, costituito da tutte le azioni accumulate nelle precedenti vite.

L’arciere prende una freccia dalla sua faretra, la mette nel suo arco e decide di lanciarla. Questo è il Kriyaman o Agami Karma, che consiste nelle che si compiono ora e che determinano la nostra condizione futura.

tre tipi di karma

Una volta che la freccia viene rilasciata dal suo arco, l’arciere non ha più alcun controllo su di essa.

La freccia continua a passare attraverso l’aria e cade a terra quando la sua energia è completamente esaurita.

Il Prarabdha Karma, che consiste nelle azioni che trovano maturazione nel presente e creano l’attuale situazione dell’individuo, è come la freccia sulla quale il cacciatore non ha più controllo.

Come agiscono i tre tipi di Karma

Ora consideriamo un arciere che si esercita nella disciplina del tiro con l’arco: in un qualsiasi istande durante la sua pratica egli ha:

  • delle frecce nella sua faretra;
  • una freccia già incoccata e che sta per essere lanciata;
  • delle freccie che sono state già lanciate e in quel determinato istante sono già arrivate al bersaglio (quale che sia) o sono ancora in volo.

Egli ha il controllo sulle frecce nella sua faretra (Sanchita) e sulla freccia che sta per lanciare (Agami), ma non può controllare le frecce che ha già scoccato (Prarabdha): dorà sperimentare le conseguenze delle azioni passate che hanno iniziato a produrre effetti.

La conoscenza può distruggere o modificare sia i Sanchita karma che gli Agami karma, mentre invece il Prarabdha karma deve essere vissuto in quanto presente: un uomo virtuoso soffre ed un furfante vive in prosperità, un bimbo nasce deforme ed un altro sano, una donna vive novant’anni ed un’altra muore bambina.

In tutti questi casi il Prarabdha karma opera con precisione meccanica per ristabilire l’equilibrio Karmico del soggetto.

Un essere senziente (umano o non umano) deve necessariamente fare esperienza delle conseguenze di quei karma che appartengono alla classe del Prarabdha karma o dei “karma germogliato”, che sia un Mahayogi o un uomo comune o un essere subumano o un animale, nessuno può sfuggire alla forza di un karma “prarabdha”, ma può neutralizzarlo soltanto facendo personale esperienza – e con il giusto atteggiamento – delle conseguenze di detto atto.

Uno strumento molto utile

La metafora dell’arciere è uno strumento molto pratico per la vita quotidiana.

La mente ricorda facilmente il linguaggio figurato, che serve come promemoria per essere un bravo arciere e scoccare bene le proprie frecce sotto forma di pensieri, parole e azioni.

Lavorando sui nostri pensieri, sulle nostre parole e sulle nostre azioni, si instaurerà in noi un circolo virtuoso:

  • Nuove decisioni: la qualità delle nostre decisioni influisce sulla qualità delle nostre azioni, cioè sulla nostra capacità di arcieri.
  • Conseguenze nuove: scegliere un adeguato bersaglio per le nostre frecce determina anche la qualità del risultato di tali azioni.
  • Ulteriori impressioni profonde: quei risultati scaveranno nel letto del nostro subconscio come profonde impressioni (samskara) che determineranno nuovi percorsi per la nostra vita, e quindi per il nostro Karma.
  • Nuove frecce: questi samskara saranno come frecce nuove e più potenti che ad un certo punto condurranno a pensieri, parole ed azioni nuove, più chiare e potenti, che a loro volta porteranno a ulteriori conseguenze positive.

Imparare ad avere una buona mira

Ricordare di agire come un abile arciere è molto utile per prendere decisioni che più tardi avranno conseguenze positive sulla nostra vita mentale, emotiva e spirituale.

La chiave sta nel cominciare ora con “un buon tiro” con la freccia che abbiamo incoccato in questo momento, pur accettando che alcune delle nostre frecce precedentemente sparate stanno causando conseguenze dolorose e inevitabili, che devono essere gestite con saggezza.

Karma e samskara

La parola Karma significa letteralmente “Azioni”, che sono semplicemente la riproduzione di modelli psichici e neuro-muscolari latenti, o samskara, che vengono memorizzati nella profondità della mente.

I samskara sono come solchi in cui l’energia vitale scorre allo stesso modo di un corso d’acqua che segue il percorso più breve col minimo dispendio di energia.

Fasi del flusso karmico

Il flusso del karma agisce in almeno tre fasi:

  1. Impressioni da azioni del passato: in primo luogo, ci sono le impressioni profonde risultanti dalla memoria di precedenti azioni e il feedback ricevuto in input dai sensi (frecce nella faretra).
  2. Queste impressioni passano in primo piano: in secondo luogo, queste impressioni profonde vengono alla ribalta della vita ad un certo punto nel tempo, indipendentemente dal fatto che siano illuminate dalla consapevolezza cosciente (frecce incoccate nell’arco).
  3. I samskara spingono all’azione: in terzo luogo, sotto la spinta delle impressioni subconsce, pensieri, parole, azioni si sprigionano, con o senza scelta consapevole (frecce in volo).

Frecce nella faretra (Sanchita karma)

Impressioni accumulate:

I Karma nella faretra sono le impressioni profonde (samskara) accumulate nel corso di tutta la nostra storia.

Alcune frecce sono state aggiunte alla faretra (nuovi Karma) e altre sono già state lanciate (vecchi Karma) e non sono più nella faretra.

La formula del karma

Il totale delle frecce (Samskara) nella nostra faretra è il bilancio tra le frecce nuove aggiunte, meno quelle che sono state scoccate.

Queste frecce nella nostra faretra di impressioni profonde e modelli di condotta sono chiamate Sanchita Karma.

Karma attuale = Samskara vecchi + Nuovi samskara aggiunti – Vecchi samskara germinati.

Il fattore tempo

Il processo di espressione dei vecchi samskara si svolge mentre nuovi samskara vengono aggiunti, ci vuole tempo prima che il nostro bilancio karmico inizi a migliorare.

Il cambiamento non avviene in una notte (a meno che non intervenga il Guru o la Grazia Divina).

Propensioni in agguato

I vecchi samskara si esprimono e diventano azioni appena se ne presenta l’occasione, e insieme ad essi molte propensioni, modelli di condotta o samskara sono lì in attesa di un’opportunità per entrare in azione.

Anche se non possiamo sapere esattamente cosa sono, osservando le nostre azioni possiamo dedurre alcune di queste predisposizioni.

Neutralizzare mediante l’auto-osservazione

Un buon lavoro di preparazione, bilanciamento e auto-osservazione ci porterà a essere un buon arciere.

Osservando e riconoscendo i nostri modelli di condotta e reazione mentre sono in atto dentro di noi, molti di essi semplicemente svaniranno, una volta che verrà da noi riconosciuta la loro natura.

Impressioni colorate e incolori

La Scienza dello Yoga parla di samskara colorati (klishta) e modelli di pensiero non colorati (aklishta), a seconda che siano o meno accompagnati da emozioni.

Quando questi modelli di parola, pensiero e azione profondamente colorati sono regolati e il grado di saturazione della loro colorazione è stato ridotto, è più facile riconoscere la Vera Luce.

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Frecce in volo (Prarabhda karma)

Le frecce in volo sono i Prarabhda Karma che hanno già iniziato a esprimersi, nel nostro mondo interiore oppure nel mondo esterno.

Un corso inevitabile

Una freccia in volo non può essere richiamata. Deve completare il proprio viaggio. Nuove decisioni possono migliorare il bilancio complessivo delle frecce in volo.

Tuttavia, pensieri, discorsi e azioni che sono ormai in movimento non possono essere richiamati: le frecce ormai si muovono verso la loro fruizione.

Imparare ad accettare le conseguenze

La lezione per il ricercatore della realizzazione del sé è quello di accettare che ci siano conseguenze fisiche, mentali, emotive, sociali, culturali, familiari e finanziarie di tutte le nostre azioni precedenti.

Le conseguenze devono essere accettate come un dato di fatto, qui e ora, da cui partire nella nostra ricerca spirituale.

Frecce pronte a partire (Kriyaman karma)

Le frecce incoccate sono le più importanti

Quelle frecce che abbiamo in mano sono cruciali: sono quelle su cui possiamo esercitare una libera scelta.

Le scelte che possiamo fare qui e ora sono chiamate Kriyaman Karma (anche Agami Karma o Vartamana Karma).

Diventare più consapevoli

È importante divenire consapevoli dei bisogni, dei desideri, delle attrazioni o avversioni, delle nostre motivazioni alla base delle nostre decisioni, esse possono trasformarsi in scelte consapevoli, piuttosto che rimanere abitudini inconscie.

Decidere qual è il bersaglio

Dove puntare le nostre frecce è una questione estremamente importante.

Se non sappiamo qual è l’obiettivo, è piuttosto difficile mirare bene.

Le nostre frecce saranno sparate quasi a caso, seguendo ogni voglia, desiderio, capriccio, attrazione o avversione che si affaccia alla mente cosciente.

Comprendere lo scopo della vita

decidere qual è il target significa comprendere lo scopo della vita.

L’arciere ha uno scopo: colpire il bersaglio dell’esistenza.

Il bersaglio dell’esistenza è l’Esperienza del Sé.

arciere
Traduzione e adattamento di Papamystic per suryanamaskara.altervista.org

Fonti