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Fondamenti dello Swara Yoga

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Immagine che mostra l'evidenza del ciclo nasale. La parte decongestionata è a destra; La parte con i turbinati gonfi è a sinistra.Fonte: http://it.wikipedia.org/wiki/Ciclo_nasale

Swara Yoga in breve

Quando usiamo la parola ‘swara’, stiamo parlando di qualcosa di più dell’aria che fluisce nelle narici, stiamo anche parlando del flusso di prana, un aspetto del respiro molto sottile. Fino ad ora, la conoscenza dello swara è stata ricercata solo da una piccola minoranza di persone, perchè sebbene sia la funzione più importante del corpo, la respirazione è un processo generalmente ignorato, che è in atto per 24 ore al giorno, che se ne sia consapevoli o meno. Il respiro è il tesoro più prezioso per l’uomo, perché senza di esso non si può resistere per più di tre minuti. Si dice che l’uomo nasce solo e muore solo, ma si dovrebbe dire piuttosto che l’uomo nasce con il suo respiro e con il suo prana sottile, che è l’essenza del respiro, e con essi si diparte da questo mondo. Il respiro è il compagno dell’anima per l’uomo. Pertanto, le Upanishad si riferiscono allo swara come atmaswarupa o brahmaswarupa, deducendo che l’uomo è una parte di Brahman o coscienza universale. Se si riesce a capire la vera realtà del respiro, si può realizzare l’Atma o Sé.
La respirazione è quindi più che una semplice azione fisica.
Ogni respiro ha un significato implicito ed un particolare messaggio codificato. Per l’aspirante spirituale il respiro fornisce un veicolo attraverso il quale si può raggiungere l’obiettivo finale.
La respirazione ordinaria è una funzione meccanica eseguita dal corpo fisico, ma nello Swara yoga è un processo che può essere manipolato e controllato.

Il ciclo nasale

Prendetevi un attimo per ascoltare il vostro modo di respirare. È estremamente probabile che stiate respirando utilizzando una sola narice. Strano, ma questo è il nostro modo di respirare, con una narice per volta. Raramente usiamo entrambe le narici nello stesso momento.
Quando si osserva il respiro, vi accorgerete che una narice solitamente rimane aperta per un certo periodo di tempo e il respiro va e viene solo attraverso quel lato. Poi, impercettibilmente, quella narice si chiude e la narice opposta si apre.
Non si respira contemporaneamente da entrambe le narici, ma da una sola per volta, mentre l’altra rimane in uno stato di ipofunzionalità finchè non viene il suo turno.
Il ciclo nasale è l’alternarsi ritmico delle due narici come sede del passaggio dell’aria respirata. La narice attraverso cui passa l’aria è in uno stato di decongestione, mentre quella a riposo si trova congestionata.
Tale ritmo è regolato dal sistema nervoso autonomo (simpatico e parasimpatico).
Recenti scoperte nel campo delle neuroscienze hanno dimostrato che il ciclo nasale è legato in maniera complessa al ritmo ultradiano di alternanza dell’attività degli emisferi cerebrali.
Tuttavia, sebbene la sua esistenza sia riconosciuta, il fenomeno ha suscitato in generale poca curiosità nei ricercatori della medicina occidentale moderna.
Viceversa, la conoscenza dell’alternarsi del respiro attraverso le narici è di importanza centrale in varie pratiche mediche arcaiche quali pranayama e yoga, oltre che in vari sistemi moderni di medicina naturale.

Breve storia delle osservazioni della scienza occidentale sul ciclo nasale

Le prime osservazioni storicamente documentate sul processo di relativa congestione/decongestione delle narici vennero compiute dal fisiologo tedesco Kayser verso la fine del secolo diciannovesimo. Kayser descrisse questo fenomeno come “ciclo nasale”, collegandolo all’alternarsi del tono vasomotorio periferico sui due lati del corpo. Kayser notò altresì come il ciclo nasale fosse collegato ad altre manifestazioni: la relativa dilatazione/contrazione delle pupille, la maggiore o minore attività delle ghiandole salivari e le secrezioni mucose nasali. Questi risultati di Kayser sono contenuti in una serie di articoli che rappresentano il primo documento scientifico che attesta la conferma delle conoscenze della medicina yogica da parte della scienza occidentale. Il ciclo nasale venne in seguito studiato in diversi laboratori sparsi per il mondo; e fu oggetto di articoli su varie riviste scientifiche; ma fu solo nel 1951 che uno studioso di nome Beickert riprese l’esplorazione simultanea di diverse manifestazioni fisiologiche correlate tra loro e soggette al controllo del sistema nervoso.
Beickert fece delle osservazioni simili a quelle di Kayser, descrivendo le suddette manifestazioni fisiologiche come “ritmi bipolari dell’innervazione vegetativa” (halfsided rhythms of vegetative innervation); e andò al di là delle conclusioni di Kayser suggerendo l’esistenza di simili cicli anche nella circolazione cerebrale (un’ipotesi che tuttavia non riuscì a dimostrare), e riscoprendo anche un articolo di Springorum e Centenaro, del 1957, che conteneva dei risultati sperimentali che dimostravano l’andamento ciclico del flusso renale.
Il ciclo nasale veniva nel frattempo studiato soprattutto dagli otorinolaringoiatri, con finalità più applicative che teoriche. Tali ricerche erano infatti orientate alla terapia delle ostruzioni nasali croniche, sia monolaterali che bilaterali, e per alleviare le congestioni nasali. Ciò portò ad una conoscenza più approfondita dell’anatomia e della fisiologia che stanno alla base del ciclo nasale. Venne ad esempio constatata l’alternanza del predominio delle innervazioni del sistema simpatico e di quelle del sistema parasimpatico, che sono presenti nelle mucose delle due narici, sottolineando come questo avvicendamento determini il ciclo nasale. Il predominio del simpatico sulla narice destra causa la vasocostrizione e la conseguente decongestione di tale via nasale, facendo aumentare il flusso d’aria; tale predominio si accompagna al prevalere del parasimpatico nella narice sinistra che ne provoca la congestione.
Il ciclo nasale non è solo un marker dell’attività emisferica cerebrale, ma può essere impiegato anche per cambiare volontariamente localizzazione all’attività di importanti centri nel cervello e nel sistema nervoso autonomo coinvolti nel controllo cibernetico della maggior parte degli organi interni, dei tessuti e delle cellule del corpo.
Alcuni ricercatori ipotizzano che questo legame tra naso, cervello e mente possa costituire la modalità con cui l’antica pratica del controllo del respiro nello yoga consentiva a sua volta il controllo delle funzioni vegetative. (Brown, 1991; Rossi, 1991).
Queste riflessioni hanno ispirato la tesi di dottorato di Darlene Osowiec (1991), che affermava come reali le ipotetiche associazioni tra ritmo nasale ultradiano, ansia, sintomi di stress e processi di auto-affermazione della personalità.
La ricercatrice ha scoperto che esiste una correlazione positiva statisticamente significativa tra

  1. individui auto-affermativi con bassi livelli di ansia e di sintomi stress-correlati e ciclo nasale regolare e
  2. individui non auto-affermativi con alti livelli di ansia e di sintomi stress-correlati e irregolarità del ciclo nasale.

Swara yoga è la scienza che rivela la realtà alla base del ciclo nasale. Il flusso del respiro di ogni essere umano è in relazione con il movimento della luna, del sole, dei pianeti.

I tre swara

Il respiro fluisce prevalentemente attraverso una narice per un periodo che può variare da 30 minuti a qualche ora, poi la narice attiva si congestiona ed entra in attività la narice opposta. Durante la transizione da una narice all’altra vi è un breve periodo di pochi minuti in cui il respiro fluisce attraverso entrambe le narici contemporaneamente. Tale alternanza è determinata dal rigonfiamento e restringimento dei turbinati, formazioni ossee rivestite da mucosa presenti in entrambe le cavità nasali, che svolgono funzioni di riscaldamento, depurazione, umidificazione e regolazione del flusso di aria inspirata. In particolare il turbinato inferiore offre un’ampia superficie mucosa densamente vascolarizzata, giocando un ruolo importante in questo processo.
Fosse nasali sezione sagittale-mediale e sezione sagittale-laterale
Fosse nasali sezione frontale
Esiste un rapporto diretto tra l’attività degli emisferi cerebrali ed il ritmo ultradiano del ciclo nasale. All’aumento di attivazione cerebrale in un emisfero è associata la dominanza della narice controlaterale. Il ciclo ultradiano di dominanza emisferica gioca un ruolo fondamentale nelle prestazioni cognitive, nei processi di memoria, nella percezione visiva, nell’umore e nel comportamento individuale e sociale.
In realtà, non è un caso che lo swara scorre a volte attraverso la narice destra e in altri momenti
attraverso la sinistra.
Nel corpo umano i tre swara corrispondono a tre modalità di funzionamento della totalità dell’essere – intesa come unità di forza vitale, mente e spirito.
Mente, forza vitale e spirito combinati costituiscono l’essere umano. In Swara yoga, la mente è conosciuta come chitta, la forza vitale come prana e lo spirito come atma. Chitta controlla i nervi sensoriali: gli occhi, il naso, la lingua, le orecchie e la pelle. Prana controlla i cinque organi di azione: organi della fonazione, mani, piedi, organi riproduttivi e organi escretori. Atma è il testimone interno.

Quando la narice sinistra scorre, l’energia mentale, chitta, è predominante.
Quando la narice destra scorre, la forza vitale, prana, è predominante.
Quando entrambe le narici sono attive, l’energia spirituale, atma, è in azione.

Condotta adeguata allo swara

Lo Swara yoga ci permette di capire la natura del respiro e ci dà preziose indicazioni sulla giusta condotta da seguire in relazione allo swara attivo in un determinato momento o, viceversa, sulle corrette tecniche per modificare la modalità del ciclo nasale armonizzandolo al modello comportamentale più consono alla circostanza.

La respirazione dalla narice sinistra favorisce la modalità chitta, ovvero un modello di azione di tipo mentale, quindi azioni come pensare, memorizzare, progettare.
La respirazione dalla narice destra favorisce la modalità prana, ovvero un modello di azione di tipo fisico, quindi azioni come camminare, parlare, urinare, mangiare, digerire.
La respirazione da entrambe le narici favorisce la modalità atma, ovvero un modello di azione di tipo spirituale, quindi azioni come pregare e contemplare.

Tutte le nostre azioni possono essere classificate in queste tre principali categorie, ed ogni tipo di azione è presieduto da uno specifico flusso dello swara.
Lo Swara sinistro presiede azioni mentali, lo swara destro su azioni fisiche, entrambi gli swara insieme presiedono azioni spirituali.
Quando entrambe le narici sono aperte, la mente diventa unintenzionale – ci si può facilmente lasciare assorbire nel processo di meditazione.
Pertanto, in Swara yoga la prima regola è azione corretta per lo swara appropriato. A questo scopo ci si dovrà allenare a mantenere il controllo sul proprio swara in accordo con l’azione che si sta eseguendo, o, al contrario, a regolare l’azione in armonia con lo swara.
Così, lo Swara yoga mira ad armonizzare mente e corpo con lo spirito.

Sushumna, Ida e Pingala

Il fluire del respiro è connesso con la creazione di un flusso di energia nel corpo. Nello Yoga la parola flusso può essere resa con Nadi. Le due narici permettono tre differenti flussi di energia. Questi sono conosciuti come Ida, Pingala e Sushumna.
La narice sinistra è collegato alla rete di Ida nadi, la narice destra a Pingala, l’attività contemporanea di entrambe le narici è connessa col canale centrale della colonna vertebrale, Sushumna.
Le correnti energetiche create dai respiri destro e sinistro agiscono come le correnti positive e negative in un circuito elettrico. Lo swara sinistro è il polo negativo, mentre il destro è il polo positivo. Quando la narice destra è in azione, si si dice che Pingala stimola l’organismo, la forza vitale, il prana. Quando la narice sinistra scorre, Ida stimola le facoltà mentali, il chitta. Nel periodo di transizione tra una narice e l’altra, che generalmente si protrae per pochi minuti, entrambe le narici diventano attive contemporaneamente, e si dice che Sushumna nadi stimola il potenziale spirituale o atma.
Sushumna nadi è la causa di azioni di natura spirituale.
L’obiettivo di ogni sistema yogico e tantrico è di attivare Sushumna nadi.
Sushumna si trova al centro della colonna vertebrale e si fonde con ida e pingala sopra la radice del naso in Agya chakra, il punto dietro il centro tra le sopracciglia. è attraverso Sushumna che la Shakti Kundalini, la forza spirituale, deve essere incanalata. Quando entrambe le narici sono attive ed equilibrate, il passaggio di Sushumna si apre.
Quando Sushumna scorre, chitta e prana diventano equilibrati, i pensieri sono placati e la mente è calma. Per questo, lo swara associato a Sushumna e al funzionamento di entrambe le narici insieme è noto anche come Shunya Swara. Shunya significa vuoto. Per lo yogi questo è il tipo più significativo di swara perché è proficuo nella pratica di dhyana o meditazione.
Sviluppare Shunya Swara è l’obiettivo dello Swara yoga.

Qual è il significato del flusso di ogni swara e perché cambia? Lo Swara yoga mira a rispondere a queste domande. Le Scritture sullo swara (Swara Shastra) dicono che la conoscenza personale e dettagliata del proprio swara può essere ottenuta solo da un guru, ma esse (le Scritture) ci danno qualche suggerimento. Dicono che swara è prana, la forza vitale. È il mezzo per la trasmissione di prana shakti in tutto il corpo. Pertanto, esercita un’influenza che va al di là del piano di esistenza grossolano, e raggiunge i regni sottili e spirituali.
La Mundaka Upanishad paragona lo swara alla corda di un arco mediante il quale la coscienza, come una freccia, può essere scoccata per perforare l’Atman o spirito universale. La respirazione non solo mantiene il corpo fisico, è un mezzo diretto per l’evoluzione della coscienza. Per quanto riguarda la scienza medica, è collegata con la funzione puramente biologica del sistema respiratorio. Questo è corretto, ma Swara yoga offre una visione più profonda, perché l’esistenza dell’uomo non è limitata al corpo fisico. Oltre al corpo fisico esiste l’energia; oltre l’energia, la mente; oltre mente, la coscienza; al di là della coscienza, la supercoscienza.

Bibliografia

  • Swami Muktibodhananda: “Swara Yoga – The Tantric Science of Brain Breathing” – Yoga Publications Trust, Munger, Bihar, India
    Swami Muktibodhananda: "Swara Yoga - The Tantric Science of Brain Breathing"
  • Il ciclo nasale, l’attività cerebrale e il sistema nervoso autonomo
    di Andrea Di Chiara, Odontoiatra
    Dal sito di AIPRO – Associazione Italiana per la Prevenzione della Respirazione Orale
    http://www.aipro.info
    Link: http://www.aipro.info/drive/File/02.pdf.pdf

Note


Mundaka Upanishad, secondo mundaka, secondo khanda, v. 4
La Mistica sillaba Om è l’arco;
il Sé è la freccia;
Brahman è il bersaglio,
da colpire con immobile certezza.

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