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Riflessione sui centri psichici: anahata chakra – 3° parte

suryanamaskara 0

anahata chakra

Sviluppare un nuovo modo di pensare

Quando anahata chakra sboccia e si risveglia, dovete avere buonissimi sangha o associazioni.Non dovreste mai essere associato a persone che dipendono dal loro fato. Piuttosto dovreste associarvi a coloro che dipendono dalla fede. Dovreste avere una fede incrollabile nel potere della vostra volontà. Anche di fronte a terribili contrasti, siate inflessibili. Allora riuscirete. La forza di volontà non è mai risultata di suggestione. Se siete ammalati e dite cento volte sto bene, sto bene, sto bene…questa è autosuggestione.
Non è volontà.
La volontà è qualcosa più di questo. “Anche se mio figlio sta soffrendo la peggiore delle malattie, e i medici hanno dichiarato che sta per morire, io so che non morirà.” Questo è il modo in cui dovete pensare e usare la vostra volontà.
Quindi, la prima preparazione per il risveglio di anahata è cambiare completamente il vostro modo di pensare. Se siete il tipo di persona i cui pensieri e desideri spesso diventano realtà, anche quando le condizioni sembrano essere contrarie alla loro realizzazione, allora è necessario sviluppare una certa quantità di prudenza assieme ad un nuovo modo di pensare. Dovete diventare estremamente ottimisti e positivi, sempre pieni di speranza. Non dovete mai soffermarvi in uno stato negativo della mente. Fisicamente, mentalmente e spiritualmente dovete essere completamente in pace con voi stessi, con le persone vicine e con tutta la gente in genere. Sebbene il mondo sia pieno di conflitti, contraddizioni e animosità profonde, dovete sempre sentire una grande pace in tutto il vostro essere. Non siate mai negativi, in nessuna situazione della vita. Anche se incontrate un assassino, un giocatore d’azzardo o un corruttore, per voi egli è sempre una brava persona. Per voi ogni situazione è buona e il futuro è sempre splendente. In ogni circostanza questa deve essere la vostra attitudine. Non fa nessuna differenza se siete in mezzo alla povertà, sofferenza, malattia, conflitto, divorzio, crisi emozionale e discordia. È tutto parte del bene, quindi accettatelo.
Dovete pensare solo una cosa risolutamente: “il mondo intero è in me”, oppure “Io sono in chiunque”. Quando divenite capaci di sviluppare questo tipo di attitudine universale, la kundalini punterà in avanti e penetrerà nel quinto chakra, vishuddhi, il centro dell’immortalità. Questa è l’importanza e il significato di anahata. Probabilmente il mantra migliore per il centro del cuore è Om Shanti. “Om” è la vibrazione cosmica universale che permea l’intera creazione e “Shanti” vuol dire pace.

Amore senza aspettative

Anahata chakra risveglia emozioni raffinate nel cervello e il suo risveglio è caratterizzato da un sentimento di amore universale e illimitato per tutti gli esseri. Naturalmente ci sono molte persone nel mondo che praticano bontà e carità, ma sono egoiste. La loro carità non è espressione di anahata chakra e di compassione spirituale, è compassione umana. Quando avete una compassione umana, aprite ospedali e mense o date vestiti, soldi e medicine in carità, ma questa è carità umana.
Come possiamo capire la differenza tra carità umana e carità spirituale?
Nella carità umana c’è sempre un elemento di egoismo. Se desidero fare di voi un indù dandovi delle cose, questa è una manifestazione di carità umana. O se desidero farvi miei discepoli, posso mostrarvi grande benevolenza, ma questa è una bontà umana. Invece, quando anahata si risveglia, tutte le vostre azioni sono controllate e rette dall’altruismo e voi svilupperete una compassione spirituale. Capite che l’amore non ammette contrattazioni: esso è libero da ogni aspettativa.
Ogni forma di amore è contaminata dall’egoismo, anche l’amore che avete per Dio, perché vi aspettate qualcosa da lui. Forse, a questo mondo, l’amore meno egoista è l’amore materno. Naturalmente non è del tutto disinteressato, ma dato che i sacrifici di una madre sono così grandi, il suo amore è minimamente egoistico.
amore materno
Le qualità di anahata chakra possono essere risvegliate con vari metodi. Il simbolo di anahata chakra è un loto blu e nel suo centro vi sono due triangoli intersecati. Questo loto rappresenta l’apertura del cuore dell’uomo. Musica, arte, scultura, letteratura, poesia, tutti questi sono aiuti importanti per lo sviluppo di anahata chakra. Quando anahata si apre, la vostra comprensione verso tutti gli esseri cambia completamente.
C’è una storia a questo proposito.
In India si svolge un pellegrinaggio tradizionale durante il quale i sadhaka vanno verso nord alle sorgenti del Gange, dove prendono un po’ d’acqua e poi la portano attraverso il continente nel sud dell’India. Una volta giunti a destinazione, vanno in un tempio e versano quell’acqua santa sopra uno shivalingam. La distanza che devono coprire in questo pellegrinaggio è di circa tremila miglia.
Una volta un santo aveva quasi completato questo pellegrinaggio e stava portando un recipiente pieno di acqua del Gange. Mentre stava entrando nel recinto del tempio per bagnare lo shivalingam, incontrò un asino che disperatamente languiva per la sete. Egli immediatamente aprì il suo recipiente e diede l’acqua all’asino. I suoi compagni di viaggio gli gridarono: “Ehi, cosa stai facendo? Hai portato quest’acqua da così lontano per bagnare il Signore Shiva e ora la stai dando a un animale qualunque?” Ma il santo non la vide in quel modo. La sua mente stava lavorando ad una frequenza divina, molto più elevata.
Ecco un altro esempio. Una volta il Signore Buddha stava facendo una passeggiata serale. Si imbattè in un vecchio e fu molto commosso dalle sofferenze della vecchiaia. In seguito vide un morto e ancora una volta si commosse molto. Quante volte vediamo una persona anziana? Ci commuoviamo come lo fu lui? No, perché la nostra mente è diversa. Il risveglio di un chakra cambia la frequenza della mente e immediatamente influenza il nostro comportamento quotidiano e le relazioni con le persone e con l’ambiente circostante.

Da “Kundalini Tantra”, Swami Satyananda Saraswati, edizioni Satyananda Ashram Italia 1984

Note

La parola sangha, in sanscrito e in pāli, significa “assemblea”, “compagnia”, “comunità”.