Crea sito
Press "Enter" to skip to content

kriya yoga, una via per tutti

suryanamaskara 0

Babaji Kriya Yoga Master

Non dovremmo considerare le tecniche di kriya yoga come pratiche di concentrazione o di meditazione, perché il loro scopo non è il controllo mentale.

[banner corners=”rc:0″]
La bellezza del kriya yoga sta nel fatto che non dovete fare altro che rimanere rilassati e lasciare che la mente si muova naturalmente e spontaneamente.
La consapevolezza interiore allora si risveglierà e, a tempo debito, la mente diverrà concentrata automaticamente.
Siamo tutti aspiranti di calibro differente.
Alcuni di noi sono tamasici, altri sono rajasici e pochissimi sono sattvici. Certamente non siamo del tutto sattvici, né del tutto rajasici, né del tutto tamasici. Una di queste tre qualità è predominante in noi, ma abbiamo anche tracce degli altri due guna.
La mente tamasica ha tracce di rajo guna; man mano che si evolve, trattiene tracce di tamas, pur divenendo prevalentemente rajasica e sviluppa anche tracce di sattva.
Evolvemdosi ulteriormente diviene più rajasica e può avere o non avere tracce di sattva e di tamas.
Successivamente diviene prevalentemente sattvica con tracce di rajo e tamo guna quà e là.
Poi, nel quinto stadio dell’evoluzione, la mente diviene totalmente sattvica, e manifesta raramente rajo e tamo guna.
Questi cinque stadi sono come pioli di una scala, rappresentano l’evoluzione di chitta o mente.
Il piolo più basso è conosciuto come mente inerte, il secondo piolo è la mente dissipata, il terzo è la mente oscillante, il quarto è la mente concentrata e il quinto è la mente controllata.
Ora, se appartenete ad una delle prime tre categorie, come è per la maggior parte di noi, dopo aver praticato hatha yoga, dovreste iniziare con il kriya yoga.
Se invece fate parte di una delle ultime due categorie, dopo hatha yoga, se volete potete iniziare con il kriya yoga, oppure potete seguire la via del raja yoga oppure ogni altra via che richiede la concentrazione per mezzo della forza di volontà.
Quando siete al livello sattvico potete trattare con la mente per mezzo della mente stessa, ma quando siete ai livelli tamasico e rajasico, se cercate di trattare la mente attraverso la mente, creereste una crisi mentale.
Su questa terra vi sono pochissime persone sattviche.
La maggior parte di nooi ha una mente molto inquieta e distratta e troviamo impossibile focalizzarla a lungo su un oggetto o su un tema.
Sapete cosa accade se accendete una candela quando c’è vento?
La stessa cosa succede alla maggior parte delle persone quando cercano di concentrarsi.
Le fluttuazioni della mente disintegrano completamente la concentrazione.
Perciò, le pratiche di kriya yoga furono progettate proprio per le persone che non riescono a controllare, concentrare e stabilizzare la mente, e per coloro che non possono sedere in una posizione per un periodo prolungato di tempo.
Sia che siate sattvici, rajasici o tamasici, dovreste intraprendere prima le pratiche di hatha yoga.
Una persona tamasica ha bisogno dell’hatha yoga per risvegliare la mente, il corpo e la personalità.
Una persona rajasica necessita dell’hatha yoga per equilibrare le energie solari e lunari del corpo e della mente.
Una persona di temperamento sattvico ha bisogno dell’hatha yoga per risvegliare la kundalini.
Hatha yoga è per tutti.
E se avete praticato asana, pranayama, mudra e bandha per due o più anni, allora siete pronti per il kriya yoga.
Hatha yoga è la base per il kriya yoga.

Le pratiche

Vi sono molte pratiche di kriya yoga, ma una combinazione di venti kriya è considerata essere molto importante e potente.
Queste venti pratiche sono divise in due gruppi.
Un gruppo, ossia le prime nove, deve essere eseguito ad occhi aperti, e l’altro gruppo, composto da undici pratiche, viene eseguito ad occhi chiusi.
Per il primo gruppo di pratiche l’istruzione principale è: “Non chiudete gli occhi.”
anche se vi sentite molto rilassati e sentite la tendenza ad interiorizzarvi, non dovete chiiudere gli occhi.
Potete sbattere le palpebre, riposarvi, interrompere le pratiche per un minuto, ma ogni pratica deve essere fatta ad occhi aperti.
Questa è un’istruzione molto importante per la pratica del kriya yoga.
La prima pratica di kriya yoga si chiama viparita karani mudra.
Viparita significa invertire, karani significa azione, perciò viparita karani mudra è un metodo per creare una azione opposta a qualcosa.
Nell’Hatha Yoga Pradipika e nei testi tantrici vi è un’affermazione meravigliosa a proposito di questa azione contraria: “Dalla luna emana il nettare. Quando il sole consuma il nettare, lo yogi invecchia. Il suo corpo decade ed egli muore. Perciò, per mezzo di una pratica costante, lo yogi dovrebbe cercare di invertire il procedimento. Il nettare che fluisce dalla luna (bindu visarga) in direzione del sole (manipura chakra), dovrebbe essere invertito e diretto ai centri superiori.” Cosa succederà allora?
L’Hatha Yoga Pradipika prosegue: “Quando riuscite ad invertire il flusso di amrit o nettare, questo non verrà più consumato dal sole ma verrà assimilato dal vostro corpo puro.”
Quando il vostro corpo è stato purificato dall’hatha yoga, dal pranayama e da una dieta pura, questo nettare viene assimilato dal corpo e, come risultato, fate esperienza di uno stato mentale superiore.
Quando il nettare ritorna alla sorgente, nei centri superiori del ceervello, e non viene consumato dal sole, iniziate a sentire una certa tranquillità e calma.
Anche se pochi attimi prima la mente era distratta, confusa, vagante e vacillante, all’improvviso tutte queste attività cessano e fate esperienza di una luminosità totale.
Gli occhi sono aperti, potete sentire i rumori e vedere tutto quanto è attorno a voi, ma la mente rimane immobile.
Sembra come se il tempo, lo spazio e l’oggetto abbiano cessato di esistere e l’intero universo abbia cessato di funzionare.
L’ipotesi, o punto di vista principale è che in questo stadio potete influenzare le strutture del corpo e creare un cambiamento nelle forze energetiche.
E creando un cambiamento nelle secrezioni fisiche, modificando le proporzioni chimiche e le proporzioni di energia nel corpo, potete creare un effetto sulla mente che si può chiamare shanti, dharana, dhyana o samadhi.
Questo significa che anche quando la mente è totalmente indisciplinata e non riuscite a tenerla ferma nemmeno per un secondo, se avete la capacità di creare la proporzione corretta di secrezioni nelle diverse aree di corpo-mente, allora si può raggiungere lo stato superiore.
Sapete cosa succede se assumete una dose di ganja (marijuana)?
Fate qualche tirata e vedrete cosa succede nella vostra mente.
Rallenta, e le onde cerebrali cambiano da theta a beta, da alfa a delta.
Vi sentite improvvisamente calmi e pacifici.
Cosa è accaduto alla vostra mente?
Non avete lottato con essa.
Consumando ganja o qualche altro allucinogeno, le proprietà chimiche del corpo grossolano cambiano.
Il cuore rallenta, il ritmo del respiro si modifica, le onde cerebrali si modificano e la mente diventa calma e stabile.
Si può raggiungere lo stesso stato con il kriya yoga?
Si, questo è esattamente ciò che raggiungiamo per mezzo del kriya yoga.
Le varie pratiche di kriya yoga, in particolare viparita karani mudra, amrit pan, khechari mudra, mula bandha, maha mudra, maha bheda mudra ecc., regolano il sistema nervoso, armonizzano le forze praniche del corpo, rendono equilibrata la quantità e gli effetti degli ioni positivi e negativi, ma soprattutto vi aiutano a raggiungere uno stato di pace e tranquillità ssenza prendere la mente a bastonate, a calci e comunque con la violenza.
Tutto ciò è il risultato della circolazione di certe sostanze chimiche naturali non utilizzate dal corpo.
Amrit è una di queste sostanze e può essere fatta fluire per mezzo della pratica di khechari mudra.

Khechari mudra

Khechari mudra è una tecnica semplice ma molto importante che viene utilizzata nella maggior parte delle pratiche di kriya yoga.
Consiste nel piegare la lingua indietro e appoggiarla contro il palato superiore.
Con il passare del tempo la lingua si allunga e può essere inserita nella cavità nasale.
Allora alcune ghiandole connesse con il passaggio cranico e con bindu visarga vengono stimolate eamrit, o nettare, inizia a fluire.
Quando amrit fluisce, fate esperienza di un tipo speciale di ebbrezza.
Potrebbe servire qualche anno per perfezionare khechari mudra e per stimolare il flusso di amrit, ma ne vale veramente la pena.
Quando vi sedete per la meditazione, la mente è perfettamente calma, non può muoversi e voi non potete pensare.
Vi è shunyata, l’esperienza del nulla totale.
Se state praticando il mantra, potete sentire che è come se qualcun altro stesse facendo la pratica e voi ne siete solo i testimoni.
Questa è considerata un’esperienza molto importante, perchè vi mette simultaneamente in contatto con le percezioni interiori ed esteriori rimanendo completamente consapevoli di voi stessi.
Raggiungete uno stato in cui siete simultaneamente consapevoli del mondo della mente, dei sensi, degli oggetti, e del mondo di pace interiore, di tranquillità e di rilassamento.
Come può muoversi la mente quando vi è una perfetta armonia nel sistema nervoso, il funzionamento coronarico è in stato di inerzia, la temperatura del corpo si abbassa enel cervello predominano le onde alfa?
Questa è la filosofia del kriya yoga.

Preparazione per il kriya yoga

Se per mezzo delle pratiche di yoga che avete fatto siete pervenuti al punto per cui, per quanto abbiate raggiunto la concentrazione, abbiate fatto esperienza della pace interiore e possiate mantenere la calma totale del corpo, della mente e dello spirito per un periodo prolungato, sentite che c’è qualcosa in più da raggiungere, allora siete decisamente pronti per il kriya yoga.
Pace mentale, rilassamento e un’esatta comprensione, sono i frutti della vita spirituale, non il fine in sé stesso.
Lo scopo ultimo dello yoga è di mutare la qualità dell’esperienza e la qualità della mente e delle sue percezioni.
Quello a cui l’uomo aspira è raggiungere con lo yoga l’espansione della mente e la libereazione dell’energia, e in essenza questo è il tantra e lo scopo ultimo del kriya yoga.

Da “Kundalini Tantra”, Swami Satyananda Saraswati, edizioni Satyananda Ashram Italia 1984