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Kundalini e il cervello: seconda parte

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sahasrara
Risveglio totale e parziale
Un genio è colui che è riuscito a risvegliare una o più delle aree dormienti del cervello.
Quelle persone che hanno un lampo di genio sono coloro che hanno un momentaneo risveglio in particolari circuiti del cervello.
Ma non è un risveglio totale.
Quando il cervello intero si risveglia, diventate un piccolo dio, un’incarnazione della divinità.
Vi sono differenti tipi di geni: bambini prodigio, poeti ispirati, musicisti, inventori, profeti ecc..
In queste persone è avvenuto un risveglio parziale.
Sahasrara è la sede reale di kundalini
Sebbene le descrizioni classiche sottolineino con grande enfasi il risveglio della kundalini in muladhara chakra, è diffuso il concetto errato secondo cui la kundalini debba essere lì risvegliata e poi debba essere fatta salire attraverso i chakra risvegliandoli a turno.
In realtà, la sede della kundalini è sahasrara.
Muladhara è solo un centro o un interruttore di manipolazione come gli altri chakra, anche se in genere, per la maggior parte delle persone, risulta più facile operare su di esso.
Ciascun chakra è indipendente, non sono collegati uno all’altro.
Questo significa che se la kundalini shakti si risveglia in muladhara, va direttamente in sahasrara, in un centro particolare del cervello.
Allo stesso modo, da swadhisthana la shakti passa direttamente a sahasrara, da manipura va direttamente a sahasrara e così via.
La kundalini può essere risvegliata in un singolo chakra o può essere risvegliata contemporaneamente nell’intera rete di chakra.
Da ciascun chakra l’impulso elettrico del risveglio sale fino a sahasrara.
Però il risveglio non è sostenuto e quei centri del cervello ritornano ad essere silenti.
Questo è quello che si definisce il ritorno della kundalini in muladhara.
Se la kundalini si risveglia in un singolo chakra, verranno portate alla coscienza le esperienze tipiche di quel chakra.
Questo può avvenire anche quando si fanno le pratiche relative ad un singolo chakra.
Per esempio le pratiche per swadhisthana faranno aumentare la gioia; quelle per manipura la sicurezza in sé stessi; la stimolazione di anahata farà espandere l’amore; le pratiche per vishuddhi risveglieranno la discriminazione e la saggezza; le pratiche per agya faranno aumentare il flusso dell’intuizione, della conoscenza e forse anche delle capacità extrasensoriali e così via.
Se il sistema nervoso è stimolato intensamente, si possono manifestare altre facoltà in seguito al risveglio generale del cervello.
Questo probabilmente è il risultato della stimolazione di un’area della terminazione inferiore del cervello chiamata formazione reticolare.
La funzione di quest’area è di risvegliare l’intero cervello o di rilassarlo, come nel sonno.
La struttura reticolare e le aree ad essa collegate hanno un ritmo inerente responsabile dei nostri cicli di sonno/veglia, ma sono anche in gran parte attivate sia dalle sensazioni provenienti dall’esterno come la luce, i suoni, il tatto ecc., che da quelle provenienti dall’interno attraverso il sistema nervoso autonomo.
E’ quest’ultimo che sembra essere responsabile del risveglio generale provocato dalle pratiche di kundalini yoga e da altre potenti pratiche yogiche come kumbhaka, o ritenzione del respiro.

kundalini e il cervello: prima parte

Da “Kundalini Tantra”, Swami Satyananda Saraswati, edizioni Satyananda Ashram Italia 1984