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Prana, la forza vitale

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campo pranico

Nello Swara yoga, così come in tutti gli altri tipi di yoga, grande importanza viene data agli aspetti sia teorici che pratici del respiro. Secondo la Shiva Swarodaya: “Si deve conoscere il prana e le sue variazioni, le nadi o percorsi energetici, e i diversi tattwa o elementi del macrocosmo.
Attraverso l’applicazione di tale conoscenza, lo swara yogi può conoscere tutti gli eventi dell’universo che sono sia di buon auspicio che di cattivo auspicio. Egli arriverà a realizzare che il potere dello swara, intrinsecamente il prana, opera in tutta la creazione, e che in ultima analisi, anche la forma di Shiva è swara, respiro e prana.”

Prana individuale e prana cosmico

Nella maggior parte dei testi yogici il termine prana è associato alla forza vitale o bioenergia. Molte persone utilizzano la parola prana per indicare l’ossigeno, confondendola con la suddivisione del prana vayu che regola il cuore e i polmoni. Ma quando si parla di prana nel senso più alto, ci si riferisce all’aspetto cosmico del termine, piuttosto che al respiro fisico o agli ioni atmosferici.
Prana è una parola sanscrita derivante da due radici: pra è un prefisso usato per indicare costanza e na significa movimento.
Pertanto, il prana è una forza in costante movimento, una vibrazione in movimento in avanti e indietro senza alcuna interruzione. Dobbiamo essere molto precisi quando usiamo la parola prana, perché ha due aspetti – cosmico e individuale. Il prana cosmico è molto sottile e può essere percepito solo dalla mente universale, mentre il prana individuale legato al corpo è più grossolano e più tangibile. In ordine di creazione, prana emana dalla realtà non manifesta conosciuta come hiranyagarbha, l’uovo o grembo aureo. A livello fisico si manifesta come esistenza individuale. Lo swara yoga sviluppa la consapevolezza della manifestazione e dell’esistenza del prana all’interno del nostro proprio essere così che possiamo arrivare a realizzare la sua dimensione cosmica.

L’energia intrinseca del respiro

Nello yoga, la respirazione è considerata un processo molto importante perché è il mezzo principale di acquisizione di prana nel corpo. gli Shastra (Scritture) spiegano come il prana dà coscienza e vita a ogni creatura che respira. Nelle Upanishad denominate Taittiriya, Brahmana e Maitri e nella Shiva Swarodaya, il respiro è indicato come il veicolo del Brahman o coscienza cosmica. Infatti, la Prashna Upanishad, che mira in particolare a chiarire la natura della creazione, spiega che “Prana scaturisce dall’Atman ed è inseparabile da esso, come l’ombra è inseparabile da colui che proietta l’ombra.” (Cap. 3)
Anche la Bibbia suggerisce che all’uomo sia stata data coscienza e vita attraverso il respiro: “Il Signore Dio plasmò l’uomo con polvere del suolo e soffiando nelle sue narici un alito di vita, lo fece diventare un’anima vivente.” (Gen. 2,10) Questa è un’espressione simbolica del processo di emergenza della materia e della vita insieme attraverso prana e coscienza.
La parola ‘polvere’ simboleggia la materia, ‘soffiando nelle sue narici un alito di vita’ si intende la comparsa di prana nella materia. Il respiro stesso, essendo impartito da sé cosmico, contiene la forza cosmica in esso. Così, attraverso la pratica di Swara yoga, stiamo cercando di sperimentare l’ aspetto più grossolano di prana, al fine di risalire alla sua fonte originale.
La materia ha molti stadi di esistenza e manifestazione. Ad un dato livello è inerte, ma nel processo di evoluzione essa manifesta la vita, più tardi la coscienza, quindi emerge energia e la manifestazione finale è conoscenza ed esperienza. Questa è la verità sia in fisica che in metafisica.

Energia nella materia

Secondo lo swara yoga il corpo è un magazzino di energia vitale, una dinamo in cui scorrono correnti elettriche infinite. L’uomo comune vede questo corpo come una combinazione di carne, sangue e ossa. Ma gli yogi hanno conosciuto e gli scienziati hanno colto un barlume di una forza più profonda dietro gli elementi fisici, e questa forza è prana. Il prana è la forza che rende vivo un corpo, è più sottile del nucleo di un atomo e la moderna tecnologia non è ancora in grado di imbrigliarla.
La maggior parte delle persone considerano il sistema pranico all’interno del corpo un qualcosa di puramente fisiologico, ma le indagini scientifiche si stanno avvicinando sempre più alla verità dello Swara yoga. I ricercatori stanno scoprendo ciò che gli yogi sanno molto bene, cioè che ci sia un collegamento energetico tra il corpo fisico e il corpo psichico. Inoltre, sono arrivati alla conclusione che l’energia pranica e l’energia materiale possono trasformarsi l’una nell’altra. Conoscete la famosa equazione di Albert Einstein, E = mc2, che suggerisce che la materia è energia allo stato potenziale. Questa è un’antica verità contenuta nei Veda.
C’è un piccolo esperimento scientifico che possiamo usare per illustrare più chiaramente il concetto. Se si guarda un pezzo di osso ad occhio nudo, tutto quello che vedete è un osso. Ma se guardate un pezzo di osso sotto un microscopio elettronico, primo luogo si vedono cellule viventi, quindi molecole, poi atomi, poi ancora il nucleo atomico. Si scopre il fantastico comportamento dell’energia. Il pezzo di osso che sembrava essere materia senza vita non era affatto morto, piuttosto i nostri occhi erano incapaci di rilevare l’energia che vive all’interno di esso.
Pertanto, utilizziamo le pratiche di Swara yoga per rendere la nostra capacità di percezione abbastanza sottile da percepire questa energia intrinseca.
Oggi, scienziati che hanno approfondito lo studio dei campi di energia sostengono che anche la cosiddetta materia inerte è permeata da questa energia sottile.
Quindi prana non implica solo vita, ma esistenza stessa. Dove la mobilità e la stabilità sono combinate, c’è prana. Se un oggetto è privo di prana, esso cesserà di esistere. Così la scienza è giunta alla conclusione che ogni cosa esistente è una struttura composita di energia e materia.
Swara yoga è un mezzo per sviluppare una comprensione più profonda della nostra struttura energetica e per sapere come mantenere questa struttura in uno stato di armoniosa funzionalità.

Fotografare l’energia vitale

La scienza moderna si è imbattuta in una scoperta importante che sembra poter dimostrare che l’energia nel corpo emette un alone di luce. I Veda affermano chiaramente che ogni oggetto ha un campo pranico che appare come una massa di luce. In antichi dipinti di grandi santi, sadhu e guru, come Rama, Krishna, Cristo, Maometto, Zarathustra e altri, un’aura spesso circonda la testa e a volte le mani di questi personaggi: certo, si tratta della fantasia dell’artista, ma l’aureola o aura non è immaginaria, nè è presente solo nei grandi santi.
Con l’ausilio della fotografia Kirlian, ricercatori hanno dimostrato l’esistenza di un alone simile a un campo elettromagnetico che può essere misurato e fotografato. Le misurazioni delle variazioni della frequenza e dell’ampiezza del campo elettronico sembrano confermare le osservazioni delle attività e dei colori cangianti dell’aura (1). Questo è molto significativo per lo swara yoga perché si correla con l’attività dei campi pranici che emanano dal corpo e al modo in cui prana si manifesta nel corpo in colori particolari a seconda della frequenza di vibrazione. Testando persone con questa apparecchiatura i Kirlian hanno trovato che ogni essere vivente ha un’aura. Questa aura non indica il grado di realizzazione spirituale, sebbene sia decisamente più estesa in soggetti spiritualmente più progrediti e con qualità sattviche sviluppate. Anche un criminale ha un aura, e un assassino o un ladro possono essere rilevati in base al tipo di aura ed emanazioni praniche.
Alcune persone hanno la capacità psichica di percepire l’aura. Questa capacità esiste in ogni essere umano, e può essere sviluppata: richiede una certa modalità di visione e, soprattutto, uno stato d’essere appropriato.
Swara yoga sviluppa specificamente la capacità della mente di concentrarsi su stati di esistenza più sottili e immateriali, iniziando dalla consapevolezza del respiro e della vibrazione pranica nel corpo.

Fotografia Kirlian e prana

Effetto Kirlian
Una delle principali scoperte scientifiche che hanno portato il tema del prana alla consapevolezza del pubblico è stata la fotografia Kirlian, da Semyon Davidovitch Kirlian, un riparatore di macchine fotografiche russo che scoprì l’effetto nel 1939, e da allora i ricercatori hanno fotografato molti diversi tipi di oggetti. Essi hanno scoperto che tutte le forme di vita emettono una particolare aura, e che anche gli oggetti inanimati possono avere un alone. Questo è importante in swara yoga, che suggerisce la concentrazione su alcuni simboli per consentire di percepire il flusso pranico nel corpo.
Centinaia di esperimenti sono stati fatti con la fotografia Kirlian per mostrare differenze di aura, per esempio, in monete tenute da persone diverse, o in foglie cadute naturalmente o tagliate. Sono state fatte fotografie di pollici di persone sane, malate, depresse, euforiche, ecc. Sono state fatte fotografie della mano di un uomo e di una donna separatamente e successivamente le stesse mani di un uomo e di una donna che si tenevano per mano. Si è riscontrato che l’aura dell’uomo era contratta mentre quella della donna era espansa. Gli esperimenti hanno portato i ricercatori a concludere che l’aura, o la radiazione elettromagnetica del corpo, cambia continuamente. Essa può espandersi, contrarsi, e può interagire con altri campi energetici.
Lo Swara yoga da lungo tempo è giunto alle stesse conclusioni.
I nostri pensieri e stati d’animo influenzano i nostri ritmi pranici, che è la stessa cosa che i ricercatori nel campo della fotografia Kirlian hanno riscontrato. Secondo le proprie reazioni mentali ed emotive, l’aura si espande o si contrae (2). Ad esempio, quando una persona è calma e rilassata, le emanazioni praniche sono costanti e allungate, ma quando la persona diventa ansiosa, l’aura diventa avvampata e frastagliata. Le fotografie Kirlian di soggetti a cui veniva chiesto di manifestare diverse emozioni e pensieri, mostravano cambiamenti caratteristici nell’aura. L’aura si modificava anche quando veniva chiesto al soggetto di concentrarsi sull’aura stessa. Allo stesso modo, concentrandosi sul proprio prana, lo swara yogi ne modifica il flusso a volontà.
I ricercatori hanno anche osservato che poco prima della morte l’aura svanisce completamente. In Swara yoga si dice che quando non vi è alcuna indicazione di presenza di prana, ne consegue la morte.
C’è una pratica di swara yoga, denominata chayopasana (evocazione rituale dell’ombra), secondo cui l’adepto può prevedere la morte o malattia, guardando la sua ombra e poi guardando verso il cielo, dove può vedere una forma generata dalla persistenza (con i colori complementari) delle immagini sulla rétina. Se non appare l’immagine complementare nel cielo, può essere prevista la morte, e se solo alcune zone di essa si riflettono, la malattia. Questo perché poco prima della morte il prana e i campi bioplasmici o morfogenetici si ritirano, e quindi anche l’aura si ritira. Al momento della morte non c’è prana, aura, vita.
Così gli swara yogi hanno ideato pratiche diverse per aumentare la capacità pranica e il campo bioenergetico. Queste pratiche ci permettono di percepire la sottigliezza della nostra esistenza in relazione all’universo. Prana è la base della vita, e grazie allo swara yoga sviluppiamo la capacità cosciente di controllarlo ed evitare di dissiparlo.

Ioni e campi elettromagnetici

Durante l’ultima metà del ventesimo secolo, gli scienziati hanno investigato i fenomeni pranici e, infine, sembra che abbiano trovato una spiegazione plausibile. Proprio come lo yoga dichiara che il prana universale permea l’intera creazione, gli scienziati moderni dichiarano la stessa cosa riguardo le onde elettromagnetiche. Le indagini mostrano che l’atmosfera è carica di energia elettromagnetica, che è vitale per la conservazione della vita. Lo Yoga afferma che dove c’è vita, c’è prana; e ciò che la scienza ha scoperto è che ovunque c’è vita, ci sono interazioni elettriche (3).
Nei testi yoga prana è identificato con i fulmini, ciò implica che le sue proprietà hanno una certa somiglianza con l’energia elettrica. Prana è anche descritto come dotato di proprietà magnetiche, dato che ha aspetti positivi e negativi. Pertanto, al fine di comprendere le basi dello swara yoga, è utile discutere un po’ la natura dei campi elettromagnetici.

Un magnete vivente

magnete vivente
Studi scientifici hanno portato la scienza moderna e l’uomo più vicino allo yoga. Lo Swara yoga discute delle correnti energetiche positive e negative che scorrono nel corpo, e la scienza ha dimostrato l’esistenza di tali flussi, che sono inoltre influenzati dagli ioni e dal campo elettromagnetico nell’atmosfera (4).
L’energia elettromagnetica che circonda la Terra rende il pianeta un gigantesco magnete, con il polo nord positivo e il polo sud negativo. ogni polo attrae le particelle elettromagnetiche di segno opposto e respinge quelle dello stesso segno, creando circuiti di energia intorno al pianeta. I particolari movimenti di queste correnti elettromagnetiche influenzano l’equilibrio energetico in ogni forma di vita. Inoltre, il ciclo di queste correnti influisce notevolmente su tutto il nostro essere, e la particolare natura delle particelle cariche influenza i nostri processi mentali e fisici.
Lo Swara yoga ha una spiegazione un po’ più profonda e comprensiva. Qui il corpo è considerato come un magnete vivente. La testa è il polo positivo ed i piedi sono il polo negativo. Per essere più precisi, si può dire che le correnti di energia circolano in particolare nella regione della colonna vertebrale, con la base della colonna vertebrale come polo negativo e la parte superiore come polo positivo.
Questo campo magnetico crea un flusso costante di energia tra i due poli. Per questo motivo è sconsigliabile dormire con la testa verso ovest, perché l’energia deve allinearsi con il campo energetico terrestre.
Nonostante l’influenza esterna di energia e di prana sulla struttura interna degli organismi viventi, le pratiche di Swara yoga regolano i meccanismi pranici interni, consentendo loro di funzionare armoniosamente indipendentemente dalle condizioni esterne.
Oggi la scienza sta appena incominciando a scoprire l’esistenza dei campi bioelettromagnetici (5).
La scienza occidentale comincia solo ora a concepire l’organismo umano (ed il cervello e il sistema nervoso centrale, in particolare) come un trasmettitore e ricevitore vivente di energia (6). Solo il semplice processo del battito cardiaco genera un’onda di 1-3 cicli al secondo. Potete immaginare quali sottili scambi di energia avvengono costantemente tra il vostro essere (inteso come complesso corpo-mente-spirito) ed il cosmo esterno. Pertanto, è di grande importanza mantenere l’armonia e l’equilibrio nel nostro ambiente interno così come in quello esterno.
Il sadhaka (colui che pratica una disciplina spirituale) pratica non solo per se stesso, ma anche per il resto dell’universo, da cui egli non si sente separato.

Indagare il campo energetico

Quando i ricercatori hanno esaminato la natura e la portata dei campi elettromagnetici, hanno scoperto che essi determinano il movimento di particelle microscopiche, dotate di carica elettrica positiva e negativa, chiamate ioni. La presenza di ioni nel corpo influenza specifiche funzioni fisiche e mentali (7). Pertanto, se è possibile controllare queste energie, è possibile controllare il corpo e la mente.
Una predominanza di ioni negativi è stato osservatoha un effetto stimolante e vitalizzante sul corpo, mentre una predominanza di ioni positivi deprime il sistema (8). Per esempio, quando le persone sono esposte a un eccesso di ioni positivi, diventano letargiche e se l’eccesso di ioni positivi è costante, questa condizione può causare irritazione, mal di testa e difetti respiratori. Quando il livello di ioni negativi aumenta, l’intero sistema è rivitalizzato e riattivato (9). È stato provato che le particelle ioniche sono essenziali per l’atmosfera e per la vita. Se esse sono assenti, anche la vita è assente.
La presenza di ioni positivi e negativi nell’organismo influenza il sistema nervoso, la frequenza respiratoria, la digestione e la regolazione del sistema endocrino (10), che a sua volta influenza il modo in cui pensiamo e reagiamo a certe situazioni della vita.
Pertanto, l’assorbimento di ioni positivi e negativi nell’aria che respiriamo è una funzione importante del sistema respiratorio. Così lo Swara yoga considera la respirazione come un’esperienza elettrizzante.

Alla ricerca di ioni negativi e prana

Quando lasciate la città e tutti i suoi complessi industriali e andate in una stazione di collina, in una foresta, in riva al mare o presso un fiume, vi sentite sempre rinvigoriti.
Ciò è dovuto all’abbondanza naturale di ioni negativi che si concentrano nell’atmosfera di tali regioni. Quando diciamo ‘una boccata d’aria fresca’, ciò che realmente intendiamo è ‘una boccata di ioni negativi’. L’aria fresca in città può contenere ioni positivi in abbondanza, per cui una ventata di quell’aria fresca non ci farà bene.
La tecnologia moderna sta sconsideratamente distruggendo l’equilibrio naturale degli ioni nell’atmosfera, soprattutto nelle aree più urbanizzate. La carenza di ioni negativi è un importante fattore che contribuisce all’aumento della depressione fisica e mentale che le persone stanno soffrendo oggi. Quando la mente e il corpo sono depressi, come si può aspettare di vivere o pensare correttamente? Pertanto, lo Swara yoga o qualsiasi altro tipo di yoga consiglia al sadhaka di respirare aria pura e vivere in un ambiente semplice, al fine di avvicinarsi al Sé.

Il naso, porta di accesso al mondo interiore

Il naso svolge un ruolo fondamentale nel processo di respirazione, assorbimento di prana e circolazione di energia. Si tratta di un importante nodo di comunicazione energetica tra il mondo esterno e quello interno. Quando l’aria esterna viene a contatto con i passaggi nasali, le cellule nervose situate nella mucosa trasmettono impulsi ai circuiti cerebrali. Lo Swara yoga sostiene che mediante la manipolazione cosciente del respiro che fluisce dentro e fuori attraverso il naso si possono regolare i meccanismi interiori del corpo e sviluppare il controllo completo su tutte le attività praniche e mentali.
Studi scientifici hanno dimostrato che molte funzioni autonome e volontarie sono legate al respiro e a strutture biologiche situate alla base del naso. In realtà, è stato riportato che i nervi nella mucosa nasale sono collegati con gli organi viscerali, escretori e riproduttivi. Una respirazione scorretta e irregolare può determinare un disturbo in qualsiasi di questi organi e viceversa (10). Nella Hatha Yoga Pradipika si dice che “singhiozzo, asma, tosse, mal di testa, orecchie, occhi e altre malattie correlate sono generati da disturbi del respiro” (2:17).
Si è anche visto che l’ostruzione dei passaggi nasali può rallentare la frequenza cardiaca e la circolazione del sangue, impedendo così una corretta ossidazione dei tessuti. Ulteriori complicazioni sono alterazione del flusso del fluido linfatico e disturbo della riserva alcalina nel sangue e nei tessuti cellulari, che porta ad una concentrazione di cloro e calcio (11). È interessante notare che la percentuale di fibre nervose autonome nella cavità nasale si dice che sia venti volte maggiore che in altre parti del sistema nervoso centrale. Pertanto, il naso può essere descritto come un ‘organo periferico del sistema nervoso autonomo’ (12).
Quello che respiriamo e come respiriamo influenza le nostre emozioni e viceversa. La Hatha Yoga Pradipika afferma parimenti che “quando la respirazione è disturbata, anche la mente diventa disturbeata. Il controllo del respiro permette la stabilità della mente” (2:2).

Il cervello olfattivo

il cervello olfattivo e il sistema limbico
Associato alla facoltà di respirazione è il senso dell’olfatto. Questo è un altro aspetto importante da considerare quando parliamo del naso e delle sue funzioni. Impulsi nervosi attivati da molecole chimiche odorose vengono inviati dal naso al sistema limbico, una parte del mesencefalo che trasforma la percezione in esperienza cognitiva. Questo centro regola anche le nostre risposte emotive a stimoli provenienti dall’ambiente esterno (13). Di solito siamo inconsapevoli di questo processo, a meno che non ci sia un odore intenso nelle vicinanze. Il senso dell’olfatto opera ad un livello non verbale e subliminale.
Quando il naso percepisce un odore chimico reale, certi impulsi vengono inviati al nervo olfattivo e al rinencefalo, centro che elabora risposte istintive di paura, aggressività, dolore e comportamento sessuale. Infatti, nella maggior parte dei vertebrati primitivi il cervello registra le informazioni perlopiù attraverso l’olfatto. Così il rinencefalo è conosciuto come il ‘cervello olfattivo’.
L’olfatto attiva molte delle nostre reazioni naturali e spontanee, ma poiché abbiamo anche facoltà superiori di consapevolezza e di intelletto, la sua influenza su di noi è molto minore che in altri primati.
Tuttavia, si è scoperto che particolari odori di una persona o di un oggetto determinano molte reazioni emotive nelle persone.
Le donne in particolare sono più sensibili agli odori, soprattutto durante l’ovulazione (14). Questo fatto ha portato la scienza a scoprire il collegamento tra l’olfatto e la produzione di ormoni sessuali.
Secondo il Tantra, l’olfatto è anche collegato al chakra Muladhara, il centro energetico situato alla base della colonna vertebrale. Questo centro è la sede dell’energia spirituale allo stato potenziale, Kundalini. Al fine di risvegliare Muladhara, si utilizza la pratica yogica di nasikagra drishti, in cui si guarda la punta del naso.
Questo suscita la sensazione di odori psichici, in particolare di legno di sandalo. Diversi gli odori stimolano diversi centri di energia, e il sandalo si dice che attivi il centro nella parte inferiore della colonna vertebrale. È anche l’odore del corpo sottile. Quindi, anche se questa pratica è basata su un processo fisiologico, consente alla consapevolezza di diventare più sensibile alle vibrazioni sottili. Essa può anche contribuire al risveglio della Kundalini, il generatore ad alta energia che illumina le zone finora inesplorate del cervello responsabili dell’intuito, della conoscenza metafisica e dell’auto-realizzazione.

Il circuito nasale

Swara yoga spiega che i due circuiti energetici principali, ida e pingala, possono essere regolamentati e controllati attraverso il respiro. Se queste correnti non funzionano correttamente, ciò diventa abbastanza evidente nel respiro. Studi del potenziale elettrico della mucosa nasale (15) suggeriscono l’esistenza di una relazione tra cariche elettriche dell’epitelio olfattorio e stati psicofisiologici. In accordo con lo Swara yoga, possiamo dire sembra che ci sia una relazione tra il passaggio dell’aria attraverso la narice sinistra e correnti elettromagnetiche esistenti lungo il lato sinistro della colonna vertebrale e, viceversa, il rapporto tra la respirazione attraverso la narice destra e correnti elettromagnetiche che passano lungo il lato destro della colonna vertebrale. Questo è molto importante in swara yoga perché ida, il canale negativo, emana e termina sul lato sinistro, ed ha una maggiore controllo sulla metà sinistra del corpo. Viceversa, pingala, il canale positivo, emana e termina sul lato destro e la sua influenza è maggiore nella metà destra del corpo. Quindi, se c’è disturbo nel ritmo o nei cicli del respiro, ci sarà probabilmente qualche squilibrio nell’intero sistema.
In Swara lo yoga si è visto che ida e pingala operano alternativamente e che scorrono in un ciclo ritmico.
I ricercatori hanno notato che cicli e bioritmi ormonali specifici possono essere rilevati da cambiamenti della mucosa del naso (16). Pertanto, al fine di mantenere l’armonia e l’equilibrio di corpo, mente e prana, lo Hatha Yoga Pradipika afferma: “Se l’aria viene inalata attraverso la narice sinistra, dovrebbe essere espulsa attraverso quella destra. Dopo aver inspirato attraverso la narice destra e trattenuto il respiro, bisognerebbe espellere l’aria attraverso la sinistra” (2,10). Questa particolare pratica, che è conosciuta come nadi shodhana, favorisce la regolarità in tutto il sistema ed è estremamente importante in Swara yoga per armonizzare il flusso pranico.


Questo articolo è la traduzione e l’adattamento dei capitoli 2, 3 e 4 del testo di Swami Muktibodhananda: “Swara Yoga – The Tantric Science of Brain Breathing” – Yoga Publications Trust, Munger, Bihar, India
Swami Muktibodhananda: "Swara Yoga - The Tantric Science of Brain Breathing"


Bibliografia

1- ‘Electronic evidence of auras/chakras in UCLA study’, Brain/Mind Bulletin, March 20, 1987, 3(11).
2- ibid.
3- Saxton, H., The Fields of Life – Our Links with the Universe, Ballantine Books, New York, 1972.
4- Gauquelin, M., The Cosmic Clocks, Paladin, 1973.
5- Ravitz, L.J., Annals of the New York Academy of Sciences, 98(4): 114—20, 1962.
Motoyama, H., ‘The mechanisms through which paranormal phenomena take place’, Religion and Parapsychology, 1975, 2.
6- Playfair, G.L. & Hill, S., The Cycles of Heaven, 2nd edn, Pan Books Ltd., 1979.
op. cit, Gauquelin.
7- Kruegar, A. & Smith, R., ‘The physiological significance of positive and negative ionization in the atmosphere’, Man’s Dependence on the Earthly Atmosphere, Macmillan, New York, 1962.
8- op. cit., Playfair & Hill.
‘Diamond, M.C., Psychology Today, June 1980.
9- op. cit., Playfair 8c Hill.
10- Riga, I.N., ‘The neuro-reflex syndrome of unilateral nasal obstruction’, Revue D’Oto-Neuro- Opthalmologie, 1957, 29(6).
11- ibid.
12- ibid.
13- Engen, T., ‘Why the aroma lingers on’, Psychology Today, May 1981.
14- Hopson, J., ‘Smell, the provocative sense frontier’, Psychology Today, May 1981. ‘Menstrual rhythms synchronized among close companions, room-mates’, Brain/Mind Bulletin, April 20, 1981, 6(8).
15- Bhole, M.V. & Karambelkar, P.V., ‘Significance of nostrils in breathing’, Yoga Mimamsa, 1968, X(4):l-12.
16- op. cit., Playfair & Hill.


Note


Hiranyagarbha:
(हिरण्यगर्भः, Hiraṇyagarbha – Hiranya = oro, garbha = semi, uova, utero, embrione) è l’Embrione d’Oro, l’Uovo d’Oro, l’Utero d’Oro, individuato nel Rig Veda (X.121) come causa dell’universo. Paradossalmente, essa ha sia un maschile e un aspetto femminile. E ‘indicato come “lui”, ma è anche la “matrice” della realtà manifesta.
Fin dall’inizio il termine Hiranyagarbha ha avuto significati polivalenti e talvolta contraddittori. Nel Rig Veda X.82 è l’uovo cosmico che, all’inizio del mondo, separa l’universo in due emisferi, una parte superiore che forma il cielo e un “tuorlo” che diventa il sole. Questa visione viene elaborata nei Purana, dove altri elementi dell’uovo costituiscono elementi dell’universo manifesto: l’albume, per esempio, diventa l’oceano.
Fonti:
Encyclopedia of Hinduism,
Wikipedia, the free encyclopedia



Fotografia Kirlian:
L’effetto Kirlian è un particolare effetto ottico-fotografico caratterizzato dalla presenza di un alone luminoso attorno a un oggetto osservato e/o fotografato, ottenuto applicando una tensione elettrica di valore elevato (ovvero di decine di Kilovolt) all’oggetto stesso, quindi impressionato su di una pellicola fotografica; nella fisica classica e nell’elettrotecnica, questo fenomeno viene comunemente attribuito ed associato al noto effetto corona, e cioè la ionizzazione dei gas in presenza di elevato campo elettrico, che genera a sua volta delle visibili sfumature colorate e luminose attorno all’oggetto osservato.
Tale effetto fu scoperto nel 1939 dal russo Semyon Davidovich Kirlian, un riparatore di macchine fotografiche e di apparecchiature elettriche presso l’ospedale della città. Pare che, durante la riparazione di un generatore ad alta tensione fu investito da una scarica elettrica ad alta tensione elettrica (alternata ad alta frequenza), ma di bassa intensità (circa 0.1 A, quindi non dannoso), sufficiente a dare luogo a dei piccoli aloni luminosi che brillavano dalle sue dita e dagli elettrodi stessi del generatore.
Esperto e appassionato degli studi del suo predecessore Nikola Tesla sull’alta tensione elettrica, per indagare ulteriormente sul fenomeno decise di eseguire esperimenti fotografici in merito.
Dapprima su delle monete, poi sulla sua mano, che egli interposte sotto un elevato campo elettrico di minimo 6000 Volt e 0.1 Ampere, utilizzando delle allora antiquate lastre fotografiche in vetro, opportunamente oscurate di carta nera e su un tavolo di legno come isolante, quindi ancora isolato elettricamente dal terreno attraverso una seconda base in legno. Nella foto, la mano apparve con degli aloni colorati sulle punte delle dita, che egli stesso attribuì all’aura vitale, e cioè la presunta energia invisibile degli esseri viventi, mai dimostrata dalla fisica classica.
Kirlian coinvolse anche sua moglie, Valentina Khrisanovna Kirliana, nei successivi studi e nelle ricerche. I due coniugi continuarono a fotografare parti di esseri viventi, sia animali che vegetali, morti o vivi, sempre attraverso un apparecchio fotografico sotto elevato campo elettrico da lui stesso costruito, e sempre più perfezionato, chiamato successivamente “Camera Kirlian” (alcune volte anche Kirliangrafia) e ottenendo lo stesso risultato positivo. Quando però si accorse che anche gli oggetti inanimati sprigionavano sempre lo stesso tipo di alone ne rimase deluso, poiché l’ipotesi di attribuzione della causa del fenomeno all’ipotetica “aura vitale” doveva essere riformulata.
Arrivò quindi il 1948, e Kirlian decise di depositare, in ogni caso, la sua scoperta all’ufficio brevetti di Mosca, che fu registrata come «determinato effetto ottico-fotografico, ottenuto mediante strumentazione e attraverso impiego di energia elettrica, osservabile sugli stessi oggetti fotografati».
http://it.wikipedia.org/wiki/Effetto_Kirlian

http://www.mednat.org/bioelettr/campo_energetico.htm
http://www.naturopataonline.org/bioenergia/500-la-fotografia-kirlian-e-l-aura.html
http://www.xmx.it/corpisottiliekirlian2.htm
http://www.fosfeni.com/z_effetto_kirlian.html
http://www.gris-imola.it/new_age/foto_Kirlian.php



Soglia olfattiva inferiore durante la fase ovulatoria del ciclo mestruale.
Lo studio ha investigato se la soglia di rivelazione olfattiva fosse correlata con la fase del ciclo mestruale. Trecentotrentadue donne di 13-49 anni sono state testati durante le fasi follicolare, ovulatoria, luteale o mestruale, e 15 donne di 20-43 anni sono state testate in ciascuna di queste fasi attraverso un ciclo completo. In tre gruppi di controllo sono stati testati ogni volta; 83 donne in post-menopausa di 47-86 anni, 60 ragazze in età prepuberale di 5-12 anni, 183 uomini di 17-30 anni. Soglie di rilevamento degli odori sono stati determinati utilizzando bottiglie da annusare contenenti concentrazioni da log 9.5 a log 6.0 di acetato di amile presentati in ordine crescente. Le soglie differivano significativamente in tutto il ciclo ed erano più basse durante l’ovulazione e più alto durante la fase mestruale. Le soglie per tutti i gruppi di controllo erano superiori per le donne co ciclo attivo durante la fase ovulatoria. I risultati confermano che la soglia olfattiva è legata alla fase del ciclo mestruale e quindi, eventualmente allo stato ormonale.
Fonte: http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/12853171



In anatomia comparata, la parte essenzialmente olfattoria del telencefalo dei Vertebrati. È rappresentato da due diverticoli della parte anteriore e ventrale degli emisferi, i lobi olfattori. Ciascun lobo olfattorio si prolunga nel tratto olfattorio e termina in un rigonfiamento (bulbo olfattorio).
Nell’Uomo, in cui è poco sviluppato, comprende l’ippocampo, il lobo olfattivo, le formazioni settali, principalmente il setto pellucido e la sostanza perforata anteriore, il nucleo dell’amigdala e una porzione di claustro.
Indagini elettrofisiologiche, esperimenti di stimolazione e di ablazione dimostrano che nell’Uomo le formazioni rinencefaliche intervengono in misura largamente maggiore nella vita emotiva piuttosto che nell’attività olfattoria.
Fonte: http://www.treccani.it/enciclopedia/rinencefalo/