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Shri Chakra – In viaggio verso il triangolo centrale e il Bindu

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Shri Chakra

La struttura dello Shri Chakra

Shri Chakra è fondamentalmente un “cosmogramma”, ossia una rappresentazione grafica dei processi universali di emanazione e riassorbimento ridotti al loro schema essenziale.

Il diagramma dello Shri Chakra è principalmente una Matrice (cioè un grembo) di nove triangoli interdipendenti.

Cinque di questi triangoli hanno il loro apice rivolto verso il basso: sono le Shakti trikona, i triangoli che rappresentano cinque forme di energia femminile. Gli altri quattro triangoli con l’apice verso l’alto sono le Shiva trikona, che al contrario rappresentano l’aspetto maschile, la Consapevolezza.

Aspetti triadici dello Shri Chakra

Nel complesso, Sri Chakra è una triade, ed essendo anche una triade di triadi, di conseguenza è anche legato al numero nove. Il triangolo centrale è la sede di Tripura, la Dea delle tre città. Inoltre il mantra di ciascuno dei nove recinti di Sri Chakra è composto da tre lettere; la Dea Madre è venerata nelle sue tre forme; l’energia Kundalini nell’individuo è triplice e anche i processi fenomenici derivanti dall’unione di Shiva e Shakti sono tre.

Ancora di più, la base dello Shri Chakra è il suo mantra di quindici lettere in tre gruppi: a e i la hrim; ha sa ka ha la hrim; sa ka la hrim. La sedicesima lettera Shrim è presente in una forma sottile.

D’altra parte, ci sono anche tre sezioni dello Shri Chakra, corrispondenti alle tre sezioni (kuta) del mantra, e ciascuna di queste dimensioni ha un’ulteriore divisione in tre unità. Ognuna di queste nove unità è chiamata avarana dello Sri Chakra.

Altri parallelismi

Altre interpretazioni sono sempre in termini di tre e nove. I tre gruppi che costituiscono il mantra sono chiamati Kuta (picchi) o Khanda (segmenti).

Sono interpretati variamente in gruppi di tre come:

  • Agni (fuoco), Surya (sole) e Chandra (luna);
  • Srishti (creazione), Shtithi (conservazione) e Laya (dissoluzione);
  • Iccha (volontà), Gyana (conoscenza) e Kriya (azione);
  • Sattva, Rajas e Tamas ;
  • Jagrat (veglia), Svapna (stato di sogno) e Sushupthi (sonno profondo);
  • Gyatra (conoscitore), Gyana (conoscenza) e Gyeya (conosciuto);
  • Atma (sé individuale), Antaratma (sé interiore) e Paramatma (Sé supremo);
  • Passato, Presente e Futuro.

I nove mandala o āvaraṇa dello Shri Chakra

Il Bhupura

Shri Chakra - Bhupura

Questo āvaraṇa rappresenta i muri di cinta o recinzione dello spazio personale del praticante. Le tre linee del bhupura dello Shri Chakra hanno ognuna una serie di aspetti secondari o sottodivisioni della dea.

La prima linea o primo muro del Bhupura

Sulla linea esterna ci sono dieci Siddhiśakti, di cui otto stanno a guardia dei quattro punti cardinali principali e dei quattro intermedi.

Esse sono:

  • Aṇimāsiddhi (Aṇimā è la capacità di diventare più piccolo di un atomo);
  • Laghimāsiddhi (Laghimā significa capacità di fluttuare nell’aria rendendo il corpo leggero);
  • Mahimāsiddhi (Mahimā è il potere di diventare enorme);
  • Iśitavasiddhi (Īśitava è il potere della creatività e della capacità di governare);
  • Vaśitasiddhi (Vaśitva è il potere di soggiogare sia oggetti viventi che oggetti insenzienti);
  • Prākāmyasiddhi (Prākāmya è la capacità di portare a termine qualsiasi compito in pochissimo tempo);
  • Bhuktisiddhi (Bhukti siddhi, non menzionato da Patañjali, è il potere di godere di ciò che è raggiunto. Questo siddhi è discusso solo nelle scritture tantriche
  • Icchāsiddhi (Icchā siddhi è anch’esso non compreso negli aṣṭamasiddhi cui fa riferimento Patañjali. Icchā siddhi significa potere di ottenere qualsiasi forma, da una formica a un elefante.
  • Prāptisiddhi (Prāpti è il potere di andare ovunque, anche in altri mondi);
  • Sarvakāmasiddhi (Sarvakāma è il potere di portare a compimento di tutti i desideri).

Sono macchiate di vermiglio, indossano ghirlande rosse, portano cappio e pungolo, sono luminose e belle come fiori di loto rossi, e rappresentano le perfezioni (siddhi) o poteri sovrannaturali che si conquistano con lo Yoga.

Come è noto, Patañjali dice nel suo Yogasūtra che queste siddhi sono possibili solo se si sviluppa il più alto livello di concentrazione e la capacità di connetterai con un elemento (come aria, acqua, ecc.).

Seconda linea del Bhupura

Sulla linea di mezzo ci sono otto Shakti conosciute come Aṣṭamātṛ (Le otto Madri).

Esse sono:

  • Brāhmīmātṛ, che indossa il giallo, ha quattro braccia, è bella. Una mano dissipa la paura, una dà coraggio, una tiene un vaso ingioiellato e una fa il gesto della purificazione.
  • Māheśvarimātṛ, che è vestita di bianco, ha tre occhi, tiene tridente, teschio, ascia e vaso contenente cagliata acida.
  • Kaumārīmātṛ, che indossa il giallo, tiene freccia, giavellotto, e fa i gesti di disperdere la paura e di concedere favori.
  • Vaiṣṇavīmātṛ
  • Vārāhīmātṛ, che è di colore scuro, indossa molti ornamenti e gemme, tiene conchiglia, disco, dissipa la paura, concede benefici. Ha la testa di un maiale, con in mano aratro, mazza, spada e scudo.
  • Māhendrīmātṛ, che è nera e porta un loto blu brillante.
  • Cāmuṇḍāmātṛ, che è nera, tiene tridente, damaru (tamburo a clessidra), ascia e latte in una ciotola.
  • Mahālakṣmīmātṛ, che indossa il giallo, tiene il serpente, lo scudo, la campana e il latte in una tazza a forma di teschio.

Terza linea del Bhupura

Sulla linea interna ci sono dieci Mudraśakti. Esse sono:

  • Sarvasaṅkṣobhiṇī (che agita tutto);
  • Sarvavidrāviṇī (che scioglie tutto);
  • Sarvākarṣiṇī (che attrae tutto);
  • Sarvavaśaṅkarī (che controlla domina tutto);
  • Sarvonmādinī (che rende tutto folle);
  • Sarvamāhāṅkuśā (che dirige su tutto);
  • Sarvakhecarī (che fa volare tutto attraverso lo spazio);
  • Sarvabīja (il seme di tutto);
  • Sarvayoni mudraśakti (il grembo di tutto);
  • Sarvatrikhaṇḍā (la triade di tutto – essenzialmente, la triade di conoscitore, oggetto di conoscenza e processo del conoscere).

Una forma della Triplice Devi nota come Tripurācakreśvarī governa tutte queste 28 shakti in questo āvaraṇa conosciuto come Trailokya mohana chakra (Chakra che attrae i tre mondi).

Ella ha quattro braccia, è color cristallo, è ornata di perle e regge un libro, una ciotola e un bellissimo loto. il suo Vidya è Am Am Sauh.

Aṇimāsiddhi è la siddhi devi, Sarvasaṁkṣobhiṇi è il mudra del potere di agitazione e Prakaṭayoginī è la yoginī detta “Ovvia”.

È interessante notare, per inciso, che non ci sono divinità maschili in nessuno degli āvaraṇa dello Shri Chakra.

Concludendo, la natura di questo mandala più esterno è il fuoco, la gemma è il topazio, il tempo è di 24 minuti (360 respiri).

I tre cerchi tra il primo e il secondo āvaraṇa

Tra il primo recinto e il secondo ci sono tre cerchi noti come trivṛtta o trivalaya che si riferiscono a tre dei quattro Puruṣārtha. Il quarto puruṣārtha, cioè Mokṣa (liberazione) può essere raggiunto solo nel triangolo centrale dello Shri Chakra.

Il Loto di sedici petali

Shri Chakra - secondo circuito

Il secondo āvaraṇa è un mandala di sedici petali di loto (ṣoḍaśadala padma) chiamato Sarvāśā-paripūraka chakra, il Realizzatore di tutti i desideri.

In primo luogo, la divinità che presiede a questo āvaraṇa è Tripureśīcakreśvarī e il suo vidya è Aim Klim Sauh.

Laghimāsiddhi è la Siddhi Devi. Sarvavidhrāviṇī è la mudrāśakti che scioglie tutto e Guptayoginī è la Yoginī.

Le Shakti del secondo āvaraṇa

Questo āvaraṇa è venerato in senso antiorario, e in ogni petalo è una Nityakalādevī:

  • 1. Kāmākarṣiṇī nityakalādevī;
  • 2. Buddhyakarṣiṇī;
  • 3. Ahaṁkārākarṣiṇī;
  • 4. Śabdākarṣiṇī;
  • 5. Sparśākarṣiṇī;
  • 6. Rūpākarṣiṇī;
  • 7. Rasākarṣiṇī;
  • 8. Gandhākarṣiṇī;
  • 9. Cittākarṣiṇī;
  • 10. Dhairyākarṣiṇī;
  • 11. Smṛtyāākarṣiṇī;
  • 12. Nāmākarṣiṇī;
  • 13. Bījākarṣiṇī;
  • 14. Ātmākarṣiṇī;
  • 15. Amṛtākarṣiṇī;
  • 16. Śarīrākarṣiṇī nityakalādevī.

Significato delle sedici Shakti

Questi sedici petali si riferiscono a più cose:

  • Infatti ogni petalo ha una vocale incorporata in esso. Ci sono sedici vocali in sanskrito. Poiché questo ṣoḍaśadala padma contiene tutte le sedici vocali, questo chakra produce parole, il loro suono (pronuncia) e significato.
  • Questi sedici petali rappresentano inoltre i cinque prāṇa (prāṇa, apāna, vyāna, udāna samāna), cinque jñānendriya (organi di percezione – orecchio, pelle, occhio, lingua, naso), cinque karmendriya (organi d’azione – bocca, piedi, mani, organo di procreazione e organo di escrezione) e la mente.
  • Si dice altresì che queste sedici śakti rappresentano sedici tithi o giorni lunari.
  • E ancora queste sedici śakti rappresentano le sedici kalā della luna.
  • Nelle loro capacità individuali, queste nityakalādevī rappresentano i seguenti sedici attributi: desiderio, intelletto, ego, suono, tatto, forma, gusto, odore, processi mentali, coraggio (coraggio mentale), ricordi (memoria), nomi e forme, crescita, il sé interiore (jīvātman), l’eternità e il corpo grossolano.

Brevemente, questo āvaraṇa è della natura del sole, la gemma è lo zaffiro, il dhatu è il rasa, il tempo è tre ore (2700 respiri).

Il loto di otto petali

Shri Chakra - terzo circuito

Il terzo āvaraṇa (tṛtīyāvaraṇam = terzo circuito) dello Shri Chakra è chiamato Sarva saṁkṣobhaṇa cakra, che tutto agita. Questo āvaraṇa è un loto di otto petali (aṣṭadala padma) ed è presieduto da Tripurasundarī Cakreśvarī il cui vidya è Hrim Klim Sauh.

Viene descritta come ondeggiante a causa dell’intossicazione provocata dall’amore, e con gli occhi pieni di gioia.

Lei sorride con passione e mostra i mudra che dissipano le paure e concedono i benefici.

Mahimā siddhi è la siddhi Devi, Sarvākarṣiṇī è la mudra śakti e Guptatarayoginī è la Yoginī.

Le otto Devi “senza corpo”

Le Devi di questo circuito, i cui nomi iniziano con anaṅga (=senza corpo), si omaggiano iniziando dal lato occidentale invece che dal lato orientale del secondo āvaraṇa, e stavolta in senso orario:

  • Ovest, Anaṅga kusumā devī;
  • Nord, Anaṅga mekhalā devī;
  • Est, Anaṅga madanā devī;
  • Sud, Anaṅga madanāturā devī;
  • Nord ovest, Anaṅga rekhā devī;
  • Nord est, Anaṅga veginī devī;
  • Sud est, Anaṅga aṅguśā devī;
  • Infine Sud ovest, Anaṅga mālinī devī.

Le otto shakti in ciascuno degli otto petali del mandala sono descritte come shakti del Discorso, del Tenere, del Camminare, dell’Espellere, del Piacere, dell’Abbandono, della Concentrazione e del Distacco.

Sono descritte come blu zaffiro, con il cappio, il pungolo, il gesto che allontana la paura e il loto blu.

Trasmettono un senso di erotismo puramente mentale, dunque indipendente dal corpo fisico (anaṅga = senza corpo).

In sintesi, la gemma è l’occhio di gatto, il dhatu è mamsa (carne e muscoli), il tempo è giorno e notte (21600 respiri).

Infine, il mandala ha la natura della luna.

Il dispensatore di ogni prosperità

Shri Chakra - quarto circuito

Quella figura geometrica complessa composta da quattordici triangoli, immediatamente all’interno del loto a otto petali, è il quarto circuito o āvaraṇa (turiyāvaraṇa) dello Shri Chakra o Shri Yantra.

Questo āvaraṇa è chiamato Sarva saubhāgya dāyaka cakra, che significa “Il chakra datore di ogni tipo di prosperità”, materiale ma ancora più importante, ricchezza spirituale.

La divinità che presiede a questo “recinto” è Tripuravāsinī Cakreśvarī, rossa e bella, e il suo vidya è Haim Hklim Hsauh; Sarvavaśaṅkarī è la Mudrāśakti e Saṁpradāyayoginī è la Yoginī.

Ishitva siddhi è la siddhi Devi. Lo stato mentale è Ishwara Vichara.

Le quattordici Shakti del turiyāvaraṇa

Le quattordici Shakti associate a ciascuno dei triangoli di questo circuito sono descritte come orgogliose, sfrenate, giovani, di colore della cocciniglia, ornate di gemme.

Le si omaggia in senso antiorario iniziando da Est nel seguente ordine:

  1. Sarvasaṁkṣobhiṇī śakti
  2. Sarvavidraviṇī
  3. Sarvākarṣiṇi
  4. Sarvāhlādinī
  5. Sarvasaṁmohinī
  6. Sarvastaṁbhinī
  7. Sarvajṛṁbhiṇī
  8. Sarvavaśaṅkarī
  9. Sarvarañjanī
  10. Sarvonmādinī
  11. Sarvārthasādhinī
  12. Sarvasaṁpattipūraṇī
  13. Sarvamantramayī
  14. Sarvadvandvakṣayaṅkarī śakti

Esse tengono il cappio, il pungolo, lo specchio, la coppa piena di nettare.

Rappresentano le quattordici più importanti nāḍī del corpo: alaṁbhuśā, kuhū, viśvodarā, vāraṇā, hastijihvā, yaśovati, payasvinī, gāndhārī, pūśā, śaṁkhinī, sarasvatī, iḍā, piṅgalā e suṣumna.

In conclusione, la gemma è il corallo, il dhatu o costituente corporeo è rakta (sangue).

Breve digressione

Giunti alla fine del quarto āvaraṇa, abbiamo incontrato 66 śaktī (28 nel primo āvaraṇa, 16 nel secondo, 8 nel terzo e 14 nel quarto), alle quali abbiamo reso omaggio con un corretto atteggiamento mentale.

I primi 3 āvaraṇa simboleggiano lo sviluppo o manifestazione o shristi e rappresentano l’aspetto Shiva dello Shri Chakra.

Il gruppo centrale (4°, 5° e 6° āvaraṇa) simboleggia invece la conservazione o sthiti e rappresenta l’aspetto Shakti.

Infine, il gruppo interiore (7° āvaraṇa, 8° e Bindu) simboleggia la dissoluzione o riassorbimento o samhara.

Il Bindu rappresenta l’aspetto trascendentale della dea madre.

Il quinto circuito dello Shri Chakra

Shri Chakra - quinto circuito

Il quinto āvaraṇa (pañcamāvaraṇa) è una figura geometrica complessa composta da dieci triangoli chiamato Sarvārtha sādhaka chakra, ma esso è anche chiamato Bahirdasara (Il decuplo esterno).

Sarvārtha significa realizzazione di tutti gli scopi e oggetti della vita e, in particolare, autorealizzazione e conseguente liberazione dal processo di trasmigrazione.

Questo āvaraṇa è presieduto da Tripurāśrī Chakreśvarī.

Oltre a ciò, Sarvonmādinī è la Mudrāśakti, Kulotīrṇayoginī è la Yoginī, la siddhi è Vashitva e lo stato mentale è Gurupa Sadanam.

Le dieci Shakti del quinto recinto e i dieci prana

I dieci prāṇa provengono da questo āvaraṇa e ogni respiro vitale è rappresentato da una śakti.

Esse sono oggetto di omaggio in senso antiorario a cominciare dal lato orientale, e i loro nomi sono:

  • Sarvasiddhipradā devī;
  • Sarvasaṁpatpradā devī;
  • Sarvapriyaṅkarī devī;
  • Sarvamaṅgalakāriṇī devī;
  • Sarvakāmapradā devī;
  • Sarvaduḥkhavimocinī devī;
  • Sarvamṛtyupraśamanī devī;
  • Sarvighnanivāriṇī devī;
  • Sarvāṅgasundarī devī;
  • Sarvasaubhāgyadāyinī devī.

Queste devi rappresentano i dieci respiri vitali: prāṇa, apāna, vyāna, udāna, samāna, nāga, kūrma, hṛkara, devatatta e dhanañjaya.

Ognuno di questi prāṇa occupa determinate parti nel corpo umano:

  • Prāṇa è nel petto e presiede alla respirazione;
  • apàna è nell’ombelico ed è la causa della procreazione e dell’escrezione;
  • vyāna è nelle narici, nello stomaco ed è la causa della circolazione del sangue e della linfa;
  • udana ha la sua dimora nella gola e circola nelle braccia e nelle gambe;
  • samāna causa il fuoco digestivo (jaṭharāgni).

Questi cinque sono i prāṇa primari, mentre i cinque successivi sono i prāṇa secondari:

  • nāga si manifesta nel vomito;
  • kūrma nell’ammiccare gli occhi;
  • hṛkara nella digestione;
  • devatatta nello sbadigliare e nel dormire;
  • dhanañjaya è la causa di suoni sottili all’interno del corpo e non lascia il corpo nemmeno dopo la morte; infatti continua a rimanere nel cadavere, lo fa decomporre e solo dopo alcuni giorni abbandona il corpo attraverso la sommità del cranio.

Altre caratteristiche del quinto circuito

Altre caratteristiche salienti del quinto āvaraṇa sono la gemma, che è la perla, il dhatu che è shukra dhatu (seme e ovuli), il periodo, che è il tithi (cioè il giorno lunare).

Sesto āvaraṇa

Shri Chakra - sesto circuito

Anche il sesto āvaraṇa (ṣaṣṭhāvaraṇa) è una figura formata da dieci triangoli, come il precedente, ma si trova al suo interno, ed è chiamato Antardasara per distinguerlo da quello.

Il suo nome è Sarva rakṣākara chakra, cioè “Il chakra che protegge tutti”, e invero esso protegge il praticante dal rischio di ricadere in basso dal livello spirituale fin qui raggiunto.

Tripuramālinī Cakreśvarī è la divinità femminile che vi presiede, e il suo vidya è Hrim Klim Blem.
Tiene il cappio, il pungolo e il teschio, e fa il gesto che dissipa la paura. Lei è di luminosità vermiglio.

Sarvamahāṅkuśā e Nigarbhayoginī sono, rispettivamente, la Mudrāśakti la Yoginī, mentre la Siddhi è Prakamya.

Allo stesso modo dei precedent āvaraṇa, anche qui la venerazione deve essere eseguita in senso antiorario, sempre cominciando da Est, nei confronti di dieci śakti di seguito elencate:

  • Sarvajñādevī;
  • Sarvaśaktidevī;
  • Sarvaiśvaryapradādevī;
  • Sarvajñānamayīdevī;
  • Sarvavyādhivināśinīdevī;
  • Sarvāthārasvarūpādevī;
  • Sarvapāpaharādevī;
  • Sarvānandamayīdevi;
  • sarvarakṣāsvarūpiṇīdevī;
  • Sarvepsitaphalapradādevī.

Esse rappresentano i dieci fuochi digestivi all’interno del corpo.

A proposito, è interessante notare come le qualità di ogni circuito dello Shri Chakra diventano via via sempre più sottili man mano che ci avviciniamo al centro.

Allo stesso modo dei circuiti più esterni che abbiamo già incontrato nel nostro percorso, anche a questo vengono assegnati una gemma, lo smeraldo, un dhatu o costituente corporeo che è Majja (midollo), un tempo o periodo che è la quindicina lunare (ossia il periodo tra una luna nuova e una piena), uno stato mentale che è Upadesha.

Il chakra che rimuove tutte le infermità

Shri Chakra - settimo circuito

Il settimo āvaraṇa (saptamāvaraṇa) è noto come Sarva roga hara chakra, che significa appunto “che distrugge (hara) tutte (sarva) le malattie (roga).

Questo circuito dello Shri Chakra è una figura geometrica composta da otto triangoli che circonda il triangolo centrale dello Yantra.

Tripura Siddha, il cui vidya mantra è Hrim Shrim Sauh, presiede a questo āvaraṇa, ed è descritta come distruttrice del veleno.

Le sue yogini hanno il colore dei fiori di melograno, indossano abiti rossi, ognuna ha cinque frecce e un arco.

Anche in questo circuito, come gli altri già visti, ciascun triangolo contiene una divinità femminile.

Le otto vāgdevī

Le otto divinità del settimo circuito sono:

  • Vaśinī vāgdevī;
  • Kāmeśvarī vāgdevī;
  • Modinī vāgdevī;
  • Vimalā vāgdevī;
  • Aruṇā vāgdevī;
  • Jaini vāgdevī;
  • Sarveśvarī vāgdevī;
  • Kaulinī vāgdevī.

Sono chiamate vāgdevī o vācdevī perché presiedono alla parola (Vāc = esprimere, parlare).

Queste shakti sono le governanti del freddo, del calore, della felicità, del dolore, del desiderio e dei tre guna Sattva, Rajas, Tamas. Sono anche chiamate le otto Vasini e governano gli otto gruppi di lettere dell’alfabeto sanskrito.

Oltre a ciò, queste otto vācdevī rappresentano anche puryaṣṭaka che consiste in:

  1. cinque organi d’azione (karmendriya),
  2. cinque organi dei sensi (jñānaendriya),
  3. antaḥkaraṇa (quattro in numero – manas, buddhi, chitta e ahaṃkāra o ego),
  4. cinque prāṇa (prāṇa, apāṇa, etc),
  5. cinque elementi (ākāśa, aria, ecc.),
  6. desiderio,
  7. ignoranza e
  8. karma.

Il significato di questo circuito è il suo potere di sradicare la malattia più basilare, ossia l’ignoranza metafisica di essere già per sempre liberi.

Lo stato benedetto si raggiunge quando le distinzioni tra processo della conoscenza, soggetto conoscente e oggetto conosciuto si dissolvono.

La Yogini è Rahasya Yogini, la Mudra è sarva khechari, la Siddhi è Bhukthi, lo stato mentale è Manana. La gemma è il diamante (Vajra), il tempo è il mese lunare.

Questo circuito corrisponde alla fronte (lalata) della dea madre.

Con questo āvaraṇa si completa l’adorazione delle divinità secondarie dello Shri Chakra.

Riepilogando, fino ad ora sono state omaggiate 94 śakti (28 + 16 + 8 + 14 + 10 + 10 + 8, rispettivamente dal primo al settimo circuito).

Le quattro armi

Tra il mandala di otto triangoli e il triangolo centrale ci sono quattro armi di colore rosso: arco, frecce (bāṇa), cappio (pāśa) e pungolo (aṅkuśa).

Sono le armi sia della dea madre come Kameshwari sia di Shiva come Kameshwara, che essi usano per liberare il praticante dalle afflizioni mentali dovute al mancato controllo dei sensi.

Le Tithi Nityā Devī

Prima di procedere all’ottavo āvaraṇa, dovremmo conoscere le Tithi Nityā Devī.

Esse sono:

  • Kāmeśvarinityā (nityā deve essere aggiunto a tutti i nomi);
  • Bhagamālini;
  • Nityaklinnā;
  • Bherunḍā;
  • Vahnivāsini;
  • Mahāvajreśvarī;
  • Śivadūtī;
  • Tvaritā;
  • Kulasundarī;
  • Nityā;
  • Nīlapatākā;
  • Vijayā;
  • Sarvamaṅgalā;
  • Jvālāmālinī;
  • Citrā.

Le tithi nityā devī rappresentano i quindici giorni lunari o tithi.

Tecnicamente parlando, ci sono solo quattordici tithi, il quindicesimo essendo la luna piena (pūrṇimā) o luna nuova (amāvāsyā).

Si dice anche che durante śuklapakṣa (luna crescente), le tithi nityā devī dovrebbero essere adorate in senso antiorario, al contrario, durante il kṛṣṇapakṣa (luna calante), dovrebbero essere venerate in senso orario.

Ogni tithi nityā devī ha il proprio yantra, mantra, mūlamantra, āvaraṇa pūjā, ecc.

Il triangolo centrale

Shri Chakra - triangolo centrale

L’ottavo āvaraṇa o aṣṭamāvaraṇa, noto come Sarva siddhi pradā chakra, ossia quello che conferisce tutti i risultati, è il triangolo più interno, formato dalle prime tre tithi nityā devī, vale a dire Kāmeśvarī (Signora dell’Amore), Vajreśvari (Signora Adamantina) e Bhagamālinī (Grembo Fiorito), ognuna rappresentante un angolo.

Questo triangolo non si interseca con altri triangoli: è Kama Kala, la dimora della dea madre.

All’interno di questo triangolo c’è il Bindu. Questo è il triangolo da cui è nato l’intero universo. Questo è lo stadio in cui si può sperimentare il più alto livello di Beatitudine.

Questo āvaraṇa è presieduto da Tripurāṁbācakreśvarī, il cui vidya è Hsraim Hsrklim Hsrsauh.

È anche conosciuta come Sampatprada Bhairavi, effluente ramata, come 1000 soli, con tre occhi, un viso come la luna, adornata di gemme bianche, bella, dal seno florido, ebbra, sfrenata, giovane, orgogliosa, con le sue quattro mani tiene un libro, un rosario, fa il gesto che disperde la paura (abhaya mudra) e quello che concede favori (varada mudra).

Sarvabīja è la Mudrāśakti e Atirahasyayoginī (atirahasya significa altamente segreto) è la Yoginī.

Lo stato mentale è Nitidhyasana, la gemma è Gomaya (sterco di vacca), il tempo è un ritu (due mesi).

C’è un velo (tiraskaraṇi) al centro del triangolo, è il velo di mahāmāya (il Potere Divino di illusione). Questo velo può essere rimosso solo dalle tre Devi e solo su comando di Lei.

Le tre Devi del triangolo centrale dello Shri Chakra

Le tre Devi in questo āvaraṇa sono adorate in senso antiorario, cominciando da est, procedendo verso sud e poi verso nord:

  1. Mahā Kāmeśvarī, che protegge l’angolo orientale, il punto del triangolo rivolto verso il basso. Lei rappresenta il fuoco, l’aspetto creativo divino (potere di Brahmā), l’energia divina che permea l’universo e il sé individuale (jīvātman o anima individuale), Icchā śakti.

    Essa è Rudra Shakti, è di colore bianco, impreziosita da canfora, ornata di perle, cristalli e varie altre gemme.

  2. Mahā Vajreśvarī, che rappresenta il sole, antarātman (l’essere interiore, il proprio bagaglio karmico), Jñāna śakti e il potere di Viṣṇu, l’aspetto Divino del sostentamento.

    È la Vishnu Shakti, luminosa come polvere rossa (kumkuma), adorna di fiori e gemme, come il sole dell’alba. Le sue palpebre sono spalmate con polvere di zaffiro, tiene in mano un arco di canna, frecce fiorite, elargisce favori e dissipa la paura.

  3. Mahā Bagamali, che rappresenta distruzione, annientamento, Kriyā śakti, presenza del Sé nel sé individuale, noto anche come Paramātma.

    È la Brahma Shakti, effulgente come l’oro fuso, ornata con gemme inestimabili, tiene il cappio, il pungolo e mostra i gesti della conoscenza e del concedere doni.

Al cospetto della Dea

Quando le Devi sono soddisfatte del livello spirituale conseguito dall’aspirante, esse rimuovono il velo di tiraskaraṇi per lasciargli vedere Lalitā Mahātripurasundarī.

Giunto dinanzi a Sua Trascendente Maestà Lalita Maheshvari Mahatripurasundari, l’aspirante sa di essere giunto alla meta. La Dea lo chiama per nome, lo fa avvicinare e sedere sulle sue ginocchia.

La beatitudine che egli sperimenta può essere paragonata a quello che prova un neonato quando si trova nelle braccia della sua mamma.

Il praticante non desidera più nemmeno entrare in Bindu e unirsi a Shiva: vuole restare per sempre con Lei.

Il Bindu

Shri Chakra - Bindu

Il nono involucro non è propriamente un involucro o recinto che dir si voglia. È il punto centrale senza dimensione, Bindu.

È questo Bindu in realtà lo Shri Chakra.

Si dice che il punto centrale sia composto da tre punti o gocce (Bindu traya) che rappresentano Luna (Soma), Sole (Surya) e Fuoco (Agni). Uno si trova in alto e simboleggia la testa della divinità, mentre una coppia di punti in basso simboleggiano il seno della Madre. Il punto centrale si espande nei tre, ed è così che Bindu diventa il triangolo centrale dello Shri Chakra.

Il nono āvaraṇa (navamāvaraṇa) è anche conosciuto come Sarvānandamayachakra. Sarvānandamaya significa beatitudine assoluta, che non può essere spiegata affatto. È molto importante notare che Śrī Mahātripurasundarī è la Cakreśvarī di questo āvaraṇa. Questo perché presiede Bindu, dove Śiva è seduto.

Il suo vidya (Kamaraja vidya) è:

क ए ई ल ह्रीं ।
ह स क ह ल ह्रीं ।
स क ल ह्रीं ॥

ka e ī la hrīṁ |
ha sa ka ha la hrīṁ |
sa ka la hrīṁ ||,

più una sedicesima sillaba segreta, śrīṁ (श्रीं).

La Siddhi è Prapthi, lo stato mentale è Savikalpa Samadhi, la gemma è il rubino, il dhatu è i capelli, il tempo è l’anno.

Sarvayoni è la Mudrāśakti e Parāparāti-rahasya-yoginī è la Yoginī (Parāparāti-rahasya significa estremamente segreto).

Nessuno ha accesso a questo Bindu tranne Parāśakti. Tutti gli atti del Divino hanno origine da questo Bindu, poiché solo qui avviene l’unione procreativa Divina di Śiva e Śakti.

Giunti al traguardo

Nel nono āvaraṇa dello Shri Chakra, avviene l’unione di Śiva e Śakti. La loro unione varia in base al krama. Se è sṛṣṭikrama (creazione), rimangono solo entrambi, se è il saṁhārakrama, l’aspirante è insieme a Lei che, come una madre, tiene le mani del praticante e lo consegna al padre. Durante lo sṛṣṭikrama, assume la forma di Kāmakalā e la loro unione è simbolizzata nella forma di un Liṅga, dove la parte inferiore rappresenta Śakti e la parte superiore rappresenta Śiva.

Kamesvara e Kamesvari

Bindu è pieno di luce splendente e pieno di divine fragranze. Parāśakti è ora seduta dalla parte di Śiva. La carnagione cristallina di Śiva ora assomiglia al colore della luna nascente in un giorno di luna piena. Questo è il Bindusthāna, il luogo da cui l’universo ha origine e si dissolve. È Prakāśa Vimarśa Sāmarasya Rūpinī. Prakāśa si riferisce a Śiva, (prakāśa significa luce, principio della rivelazione del Sé) e Vimarśa è Śakti (vimarśa significa riflesso e si riferisce a quella parte di prakāśa, che rende visibili gli oggetti mondani, lo stato di manifestazione dell’universo), mentre sāmarasya è l’unione procreativa di Śiva e Śakti (sāmarasya è spiegato come l’identità della Coscienza, in cui ogni differenziazione tra soggetto e oggetto è scomparsa).

Significa uno stato di non-dualità, in cui tutte le differenziazioni si dissolvono in uno stato di completezza in cui il devoto alla fine riposa. La beatitudine, nel Tantra, si spiega come riposo in sé stessi (Svarupa pratishta).

Conclusione

Viaggiare dal muro periferico esterno verso Bindu è un’ascesa attraverso vari livelli di coscienza, superando una miriade di ostacoli, di condizionamenti e paure lungo il cammino. Mentre procede verso il centro dello Shri Chakra, i pensieri del devoto vengono gradualmente affinati, e la sua mente viene gradualmente liberata dai vincoli della realtà convenzionale. La Devi è sentita o visualizzata nel suo cuore e poi estratta attraverso il respiro e installata nello Yantra, dove viene venerata.

In tutto questo Shiva è inerte, non ha la capacità di agire. Solo quando unito a Devi può “agire”.

Questo si basa sull’idea sottile e pratica di Shiva come pura coscienza, testimone della triplice manifestazione della sua Shakti. Questa Shakti, l’essenza stessa dei tre guna Sattva, Rajas e Tamas, è la causa di ogni manifestazione nell’universo e nell’essere umano.

L’isola dei gioielli, al cui centro si trova lo Shri Chakra, è il corpo umano grossolano con i suoi 9 costituenti o dhatu. Ognuno è figurativamente descritto come una gemma – diamante, smeraldo, zaffiro, rubino ecc. Il mare di nettare (seme / uovo) è la base per il sorgere del corpo umano. Quest’isola di gemme è un posto molto piacevole, pieno di giardini, con un bellissimo palazzo, circondato da una brezza delicata che trasporta una fragranza fresca e seducente.

Nella visione tantrica di Shri Vidya, la liberazione è un processo molto piacevole, da godere pienamente.

Questa isola paradisiaca è molto, molto vicina.

yogini
Traduzione e adattamento di Papamystic per Suryanamaskara

Fonti