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Il digiuno in Ayurveda – concetto, canoni, benefici

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digiuno in Ayurveda

Introduzione

La parola digiuno in termini medici può essere definita come astinenza volontaria dal consumo di cibo per periodi di tempo variabili. Il digiuno è usato come terapia per diverse condizioni patologiche. È anche parte di pratiche spirituali in molte religioni.

Quasi tutti i sistemi medici nel mondo riconoscono i benefici terapeutici del digiuno.

L’Ayurveda ha sistematizzato ed elaborato esaurientemente questi benefici.

Il digiuno svolge un ruolo chiave nel garantire l’efficacia e il successo della terapia di disintossicazione ayurvedica (trattamenti Panchakarma).

Ippocrate, il padre della medicina occidentale, credeva che il digiuno permettesse al corpo di rinnovare le sue capacità di auto-guarigione. Molti medici occidentali ritengono che “digiunare è il più grande rimedio, il medico interiore”. Il digiuno è raccomandato in quasi tutte le religioni come mezzo di purificazione spirituale.

L’India, terra di rilevanti civiltà antiche e di preziosi patrimoni di conoscenze mediche, è la dimora dell’Ayurveda, il sistema di conoscenza autenticato e codificato relativo alle scienze della vita, alla salute e alla cura.

L’Ayurveda è l’arte suprema della medicina olistica, che riconosce l’importanza della salute nel perseguire Purushartha, il quadruplice obbiettivo della ricerca umana, ovvero Dharma (rettitudine), Artha (ricchezza), Kama (gratificazione dei desideri) e Moksha (salvezza).

I classici spiegano che il corpo fisico e il corpo mentale costituiscono l’ambiente in cui agiscono i dosha somatici (Vata, Pitta, Kapha) e i dosha mentali (Rajas e Tamas), il cui eventuale squilibrio si traduce in varie malattie.

La terapia è duplice e comprende langhana o terapia di svuotamento e brihmana o terapia nutriente.

La terapia di svuotamento è definita come quella che porta alla riduzione delle virtù corporee e causa la leggerezza del corpo.

Comprende quattro tipi di eliminazione (emesi, purgazione, clistere decotto e inalazione nasale), controllo della sete, esposizione al vento, esposizione al sole, consumo di stimolanti digestivi, digiuno ed esercizio fisico.

Fisiologia del digiuno

Secondo i ricercatori durante il digiuno avvengono dei cambiamenti così riassumibili:

  • Il corpo usa le riserve epatiche di glicogeno per l’approvvigionamento energetico.
  • Inizia un processo di eliminazione delle tossine accumulate nell’organismo.
  • Aumenta il numero di globuli bianchi.
  • Il sistema immunitario viene attivato.
  • L’infiammazione degli strati interni del sistema digestivo diminuisce.
  • Si verifica una perdita di massa muscolare.

Il fegato converte i grassi immagazzinati e i tessuti non essenziali in chetoni per soddisfare la fornitura di energia al cervello e al cuore. Il processo è chiamato chetosi.<>/p>

Questo stadio è raggiunto al terzo giorno di digiuno negli uomini e al secondo giorno nelle donne.

In questa fase la sensazione di fame svanisce e molte persone sperimentano un aumento del livello di energia.
Tra il quarto e il settimo giorno, i livelli ormonali sono bilanciati, i grassi in eccesso e i tessuti danneggiati vengono bruciati e si sperimenta un senso di chiarezza mentale.

L’Ayurveda raccomanda digiuni regolari di breve durata.
Digiuni prolungati alterano i dosha e portano squilibrio alle funzioni corporee.
Il metodo, la durata e il tipo di astensione dall’assumere cibo sono determinati dopo aver analizzato il livello di accumulo di tossine (ama), la forza digestiva, la vitalità dei dosha e la costituzione corporea.

Diversi metodi di rinuncia al cibo sono raccomandati in ayurveda:

  • Consumare cibi leggeri come il kitchari (che può essere una semplice zuppa di riso e lenticchie).
  • Bere succhi di frutta o succhi di verdura.
  • Bere solo acqua calda o tisane.
  • Astenersi completamente dal cibo e dall’acqua.

Un sano digiuno porta ad una sensazione di leggerezza nel corpo, chiarezza nella mente e maggiore energia.
Aiuta a regolarizzare il movimento intestinale e alleviare la stitichezza.
Una lingua pulita e un alito fresco indicano che il digiunante ha condotto la sua scelta deliberata in modo corretto e adeguato.

È molto importante rimanere calmi durante il digiuno.
I testi di Ayurveda raccomandano strettamente di evitare lo sforzo fisico e lo stress mentale durante il digiuno.

Benefici per la salute del digiuno

  • Miglioramento di acne, brufoli e altri disturbi della pelle come eczema e psoriasi.
  • Riduzione dei dolori articolari in artrite reumatoide e gotta.
  • Maggiore facilità a superare le dipendenze da droghe.
  • Luminosità della pelle.
  • Maggior livello di energia corporea e immunità.
  • Ringiovanimento dei tessuti del corpo.
  • Perdita di peso e controllo dell’obesità.

I classici ayurvedici delineano il digiuno come Upavasa, definendolo come astinenza dalle quattro azioni mediante cui si assume cibo: masticare, leccare, deglutire e bere, in forma sistematica e sotto controllo medico.

Controindicazioni durante il digiuno

  • Applicare olio sul corpo e sul cuoio capelluto.
  • Abbellire se stessi.
  • Dormire di giorno.
  • Indulgere in attività sessuali.
  • Camminare per lunghe distanze.
  • Fumare e consumare bevande alcoliche.
  • Festeggiare prima e dopo il digiuno.

I farmaci da somministrare durante il digiuno devono essere leggeri, caldi, asciutti, sottili, ad azione rapida, taglienti e di consistenza fluida.

Principi del digiuno in Ayurveda

L’intensità di un fuoco che brucia si riduce man mano che le particelle di cenere rimangono su di esso.

Allo stesso modo, i dosha che si trovano in uno stato di squilibrio, in particolare l’Aamashaya (i visceri digestivi), riducono l’intensità o danneggiano Agni (il fuoco digestivo) e causano alterazioni digestive, producendo Aama (tossine metaboliche) le quali, ostruendo i canali del corpo, sono la causa principale di tutte le malattie.

L’astensione dal cibo, con l’assenza di cibo nelle viscere, promuove la digestione delle tossine metaboliche, riaccende il fuoco digestivo, rimuove il blocco nei canali e quindi aiuta a minimizzare la malattia.

Segni e sintomi di un corretto digiuno

  • Eliminazione corretta di urina, flatulenza e feci.
  • Sensazione di leggerezza nel corpo.
  • Sensazione di freschezza e purezza di cuore, gola e bocca.
  • Corretta eruttazione.
  • Scomparsa della sonnolenza e dello sforzo.
  • Comparsa di sudore.
  • Comparsa di fame e sete con gusto per il cibo.
  • Tranquillità della mente.

I classici ayurvedici sul digiuno

Il classico Astanga Hridaya di Vagbhata spiega meravigliosamente i benefici del digiuno e aggiunge sensazione di chiarezza degli organi di senso, maggiore capacità digestiva, entusiasmo e riduzione dei segni e dei sintomi delle malattie.

Segni e sintomi di digiuno inadeguato

  • Dosha kapha aumentato.
  • Eccessiva salivazione.
  • Espettorazione frequente.
  • Perdita di gusto.
  • Malessere.

Segni e sintomi di digiuno eccessivo

  • Dolore alle articolazioni.
  • Tosse, secchezza della bocca.
  • Anoressia, perdita di appetito, sete eccessiva ed eruttazione eccessiva.
  • Compromissione del potere dell’udito e della vista.
  • Perdita di forza e memoria.

Controindicazioni

I classici dell’Ayurveda spiegano che il digiuno è controindicato in:

  • Malattie dovute ad un aumento del dosha Vata.
  • Soggetti con fame e sete eccessive.
  • Soggetti deboli o debilitati, soggetti molto giovani o molto vecchi, donne in gravidanza.
  • Persone affette da emozioni estreme come rabbia e gelosia.

Il digiuno come trattamento

Il digiuno è indicato nel trattamento di malattie come febbre, congiuntivite, vomito, tosse, diarrea, malattie della pelle, herpes, disturbi urinari, obesità, diabete, ascesso, disturbi splenici e disturbi della testa e del collo.

Il testo classico Sushruta Samhita (Raccolta di Sushruta) spiega il digiuno nel contesto dell’indigestione e delle malattie dovute alla presenza di Aama o tossina metabolica.

Il digiuno è considerato il trattamento di elezione nelle malattie di intensità più lieve: “Proprio come l’aria atmosferica e il calore asciugano i piccoli corpi d’acqua sulla superficie della terra, l’atto del digiuno aumenta l’aria e le componenti ignee nel corpo, che a loro volta asciugano i dosha lievemente in squilibrio”.

Il digiuno dovrebbe essere associato all’assunzione di una dieta stimolante digestiva in malattie con intensità moderata, mentre nei soggetti con malattie di intensità massima dovrebbe essere associato a terapie disintossicanti.

Durata del digiuno

La durata del digiuno dipende dal dosha coinvolto; ha una durata più lunga nei disordini di Kapha e più breve in quelli dovuti al Vata dosha.

I classici mettono in evidenza il fatto che un abile medico dovrebbe consigliare il digiuno al soggetto fino a quando appaiono niraama lakshanas come riduzione dei sintomi, corretta escrezione, corretta salivazione e leggerezza del corpo e della mente.

Periodi indicati

Un individuo sano può trarre massimi benefici dal digiuno praticato in Shishira Rtu (tardo Inverno). Questa stagione è anche la più adatta per il digiuno terapeutico e anche per le malattie dovute al Vata dosha in squilibrio.
Inoltre, l’ora del giorno, la stagione, i tratti caratteristici di una particolare terra, la gravità della malattia, la forza del paziente e l’età, sono tutti elementi da considerare quando si consiglia il digiuno.

Livelli di terapia in Ayurveda

L’Ayurveda considera l’essere umano come unità di corpo, mente e spirito, pertanto crede in tre livelli di terapia:

  1. Yukti vyapashraya – Trattamento razionale e pianificato in modo oggettivo per mezzo di farmaci e rimedi per disturbi fisici.
  2. Satvavajaya – Misure di autocontrollo psicologico come la meditazione e la pratica di yama e niyama.
  3. Daiva vyapashraya – Misure di carattere spirituale come azioni ritualizzate, preghiera, ripetizione di Mantra.

Il digiuno è previsto a tutti i livelli di terapie.

Il digiuno nello Yoga

Le Scritture sullo Yoga spiegano che un digiuno adeguato può determinare l’unione di corpo, mente e spirito, la triplice entità che costituisce la totalità dell’essere umano, favorendo così la capacità di raggiungere un livello più alto di coscienza.

L’Ayurveda considera Upavasa anche come “aho ratri bhojana abhavaha”, cioè lo stato di privazione notturna del cibo e c’è anche menzione di Upavasa come “sarva bhoga vivarjitaha”, cioè il ritiro da tutti i piaceri terreni (Il corpo umano può purificarsi e ringiovanire ogni notte dato che il sonno notturno è un mini-digiuno di alcune ore).

Inoltre, gli Yoga Sutra di Patanjali comprendono otto arti principali, di cui il quinto membro, Pratyahara, significa letteralmente “controllo di ahara” o del cibo.

Yoga Shastra descrive tre livelli di cibo:

  1. Cibo fisico, che nutre il corpo fisico.
  2. Percezioni e sensazioni, che nutrono la mente.
  3. Associazioni di idee, che nutrono lo spirito e influenzano i guna satva, rajas e tamas.

Il digiuno tocca tutta la triplice totalità della vita umana.

Conclusione

Nell’attuale scenario globale, gli esseri umani sono costantemente esposti a numerose sostanze tossiche attraverso l’acqua, l’aria, il cibo e i farmaci, e inoltre sono soggetti a disturbi dello stile di vita e a sovraccarico sensoriale.

Ciò promuove l’accumulo di tossine nel corpo.
In tal modo, il naturale processo di eliminazione e pulizia non è sufficiente per mantenersi in salute. Questo mette in risalto l’importanza del digiuno in contesti sia di prevenzione sia terapeutici.

L’Ayurveda sostiene che “langhanam paramoushadam” (il digiuno è la suprema medicina), cioè la terapia di deplezione, che include Upavasa (digiuno), è la migliore modalità di trattamento che un medico dovrebbe adottare.

Testi come Charaka Samhitha, Astanga Sangraha e Astanga Hridaya dedicano interi capitoli a questo argomento, mentre Sushruta Samhitha, Bhavaprakasha e Bhaishajya Rathnavali elaborano il soggetto più diffusamente.

Questo articolo è la traduzione ed adattamento di due articoli in lingua inglese:

Traduzione e adattamento di Vincenzo “Papamystic” Rauzino per Suryanamaskara