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Anatomia e fisiologia degli asana – gli asana educativi

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asana educativi

ASANA EDUCATIVI

Gli obbiettivi fondamentali degli asana educativi si possono riassumere come segue:

  1. Instaurare una condizione di equilibrio nei diversi apparati del corpo, in vista di un funzionamento armonico. Ciò assicura all’individuo la massima energia a livello organico.
  2. Allenare il sistema nervoso (specialmente il sistema nervoso autonomo) in modo che possa agevolmente sopportare l’impatto dell’energia spirituale (kundalini) quando questa viene risvegliata.
  3. Indurre uno stato di stabilità e di pace mentale, come pure un senso di benessere, e condizionare le diverse articolazioni, i muscoli e i tendini, così da offrire una postura stabile e comoda per le pratiche più elevate, quali pranayama, dharana, dhyana.

Caratteristiche principali

  1. I movimenti per assumere e per abbandonare ogni asana sono lenti e dolci. Questo consente all’azione reciproca dei muscoli e delle articolazioni di esplicarsi con la massima efficacia e comporta un tempo piuttosto lungo per correggere il tono muscolare e influire sulla circolazione sanguigna nei muscoli stessi. I movimenti lenti e il mantenimento dell’asana in una condizione di rilassamento richiedono una minima attività muscolare e un minimo impiego di energia, e pertanto non vi è sforzo da parte dei vari apparati. Il ritmo cardiaco e la respirazione restano normali: questo significa che non vi è sforzo da parte dell’apparato cardiorespiratorio.
  2. In determinati asana, quali paschimottanasana, halasana, cakrasana, il rilassamento nella fase finale della postura consente alla forza di gravità di agire come stiramento dei muscoli, i quali vengono allungati rimanendo passivi. In asana come vakrasana, ardha-matsyendrasana, matsyasana, gli allacciamenti e le prese aiutano i muscoli a rimanere in una condizione di stiramento, mentre in bhujangasana, shalabhasana, dhanurasana, lo stiramento dei muscoli è provocato da un certo sforzo necessario per mantenere la postura. Questo stiramento passivo riduce le tensioni muscolari e corregge perciò il tono nei gruppi muscolari antagonisti.
  3. Gli asana educativi comprendono i vari movimenti della colonna vertebrale, effettuati al meglio.
    a) piegamento in avanti (flessione): paschimottanasana, halasana, yoga mudra.
    b) piegamento indietro (estensione): bhujangasana, dhanurasana, ustrasana, matsyasana.
    c) piegamento laterale (a destra o a sinistra): chakrasana, konasana.
    d) rotazione della spina dorsale rispetto all’asse verticale: vakrasana, matsyendrasana.
    e) posizioni capovolte e di equilibrio (nelle quali occorre contrastare la forza di gravità): sarvangasana, shirshasana, viparita karani, mayurasana, kukkutasana, bakasana.
  4. Anche i movimenti del tronco sono lenti e perciò si ha uno spostamento graduale delle vertebre. I muscoli profondi e i legamenti della colonna vertebrale vengono stirati in vario grado e in direzioni differenti. Questo esercizio mantiene flessibile ed elastica la spina dorsale e previene la rigidità dei muscoli e delle articolazioni. Nei bambini, durante lo sviluppo, cioè attorno ai dodici anni, questi asana possono influenzare l’accrescimento delle vertebre, mediante lo stiramento e la trazione su di esse.
    Questi asana esplicano la loro azione favorendo al massimo i movimenti naturali di tutte le articolazioni, comprese quelle della colonna vertebrale. La circolazione del sangue attorno alle articolazioni aumenta: rapporto di nutrimento alle articolazioni stesse viene incrementato e le sostanze di rifiuto vengono efficacemente eliminate. Ciò previene l’irrigidimento delle giunture ed aumenta la loro mobilità. In sarvangasana, ad esempio, a causa della particolare posizione della testa (con il mento bloccato contro lo sterno) le arterie della zona cervicale subiscono uno stiramento: si ha quindi una compressione dei tessuti molli, delle vene giugulari e della ghiandola tiroide, con un temporaneo deflusso di sangue dal cervello. Quando la compressione viene meno, si ha per reazione un aumento dell’apporto di sangue: ciò provoca probabilmente un’efficace immissione in circolo degli ormoni tiroidei.
  5. Un’ovvia osservazione, relativa agli asana correttivi, è che i movimenti del tronco vengono accentuati. L’azione della postura viene incentrata sulla colonna vertebrale, sugli organi viscerali e sulle radici nervose che si trovano in tale parte del corpo. La circolazione è stimolata, i nervi vengono tonificati e ricevono un migliore apporto di sostanze nutritive.
    Questo rafforzamento dei nervi a livello viscerale è necessario per permettere al soggetto di sopportare l’energica azione di kundalini. È stato verificato sperimentalmente che una pratica yoga comprendente il maggior numero possibile di asana correttivi ha per conseguenza un funzionamento equilibrato del sistema nervoso simpatico.
  6. L’incremento della circolazione viscerale e le modificazioni di pressione, che operano ad intervalli su visceri stessi, favoriscono e mantengono la buona salute delle ghiandole endocrine nella zona addominale e pelvica: ciò costituisce una buona base per l’attività nervosa. Grazie alla pressione sulle pareti addominali, gli organi viscerali vengono massaggiati e tonificati. Inoltre, come già si è detto, durante la fase di mantenimento dei diversi asana la cavità addominale è sottoposta a variazioni di pressione che si riflettono sugli organi viscerali, come la milza il colon, lo stomaco, i polmoni, ecc. Anche le diverse fasi del respiro (inspirazione/espirazione) che durante gli asana si effettuano regolarmente, danno origine, come si è visto, a variazioni (positive, negative o di tipo fluttuante) della pressione. Queste variazioni unitamente allo stiramento dei muscoli viscerali, stimolano il sistema nervoso vegetativo attraverso i viscerocettori e, se la corteccia cerebrale non è impegnata in questa attività, si realizza la stabilità emotiva della persona, mantenendo al tempo stesso un tono viscerale ottimale.
  7. Le caratteristiche mentali e perfino la personalità sono in stretto rapporto con la condizione posturale: ad esempio, il disappunto e la depressione provocano una flessione (parziale o totale) del corpo, mentre l’eccitazione (e in generale una situazione stimolante) provocano l’estensione del corpo stesso. Ciò significa che ogni atteggiamento del corpo è collegato con fattori emotivi o psicologici che contribuiscono a formare la personalità. I modelli posturali che caratterizzano gli asana correttivi, quando questi vengono praticati con giudizio, sono in grado di eliminare i piccoli difetti strutturali e funzionali propri dei fattori suddetti (emotivi e psicologici), in modo da rendere la personalità equilibrata e priva di disturbi. Sappiamo che le attività posturali dipendono dal tono muscolare dei muscoli scheletrici, che è mantenuto ad un livello ottimale, mediante il normale meccanismo del riflesso da stiramento, attraverso il cervelletto. Se gli asana correttivi sono praticati senza sforzo, l’attività corticale (intelletto) non interferisce con l’asse funzionale cervelletto-ipotalamo, e perciò non è possibile che nuove tensioni emotive esercitino sul corpo un’azione negativa. Al contrario, a causa del meccanismo riflesso da stiramento passivo, il tono muscolare è ridotto ad un livello ottimale, il che riduce le tensioni emotive esistenti: il soggetto sperimenta allora una gradevole condizione mentale di pace. Attraverso una lunga pratica vengono necessariamente indotti cambiamenti o correzioni del comportamento, in modo del tutto involontario, grazie alla modificazione del tono di base. È perfino possibile che venga cambiata l’intera visione della propria esistenza.
  8. Nelle posture capovolte, a causa della posizione rovesciata del corpo, i meccanismi riflessi cardiovascolari vengono stimolati. Il ritorno al cuore del sangue venoso diviene quindi molto facile, perché non deve vincere la forza di gravità: il problema delle vene varicose non esisterebbe se si praticassero queste posizioni ogni giorno. Inoltre il cervello viene irrorato di sangue e così i tessuti nervosi ricevono abbondante apporto di sostanze nutritive. Allo scopo di prevenire un afflusso eccessivamente violento di sangue al cervello, si instaura un nuovo tipo di meccanismo riflesso, riguardante la circolazione nell’estremità superiore del corpo. In questo modo non solo viene tenuta sotto controllo l’intensa circolazione cerebrale durante la postura, ma anche la pressione del sangue viene mantenuta al livello ottimale durante l’attività quotidiana.
  9. Tanto gli asana capovolti quanto quelli in equilibrio stimolano il vestibolo dell’orecchio interno (che presiede appunto all’equilibrio) e ne migliorano la funzione. Per conservare l’equilibrio, contrastando la forza di gravità, è necessaria un’attenzione costante ed una mente ben ferma. Un allenamento regolare in asana di questo tipo dona alla mente una sempre maggiore fermezza ed una migliore concentrazione, dal momento che le tensioni esterne e il processo del pensiero vengono meno quando si è consapevoli della funzione dell’equilibrio.
    Questi asana correttivi condizionano vari muscoli, articolazioni, tendini, e molti meccanismi riflessi, così da rendere il corpo e la mente adatti alle pratiche yoga più elevate.

Trikonasana Trikonasana
Halasana Halasana
Chakrasana Chakrasana
Padahastasana Padahastasana

Ardha-shalabhasana Ardha-shalabhasana
Shalabhasana Shalabhasana
Vakrasana Vakrasana
Ardha-Matsyendrasana Ardha-Matsyendrasana

Shirshasana Shirshasana
Mayurasana Mayurasana
Pavanamuktasana Pavanamuktasana
Bhujangasana Bhujangasana
Ushtrasana Ushtrasana

Viparita karani Viparita karani
Janu-shirshasana Janu-shirshasana
Sarvangasana Sarvangasana
Paschimottanasana Paschimottanasana
Dhanurasana Dhanurasana

Supta-vajrasana Supta-vajrasana
Vrikshasana Vrikshasana


Tratto da :M. M. Gore – Anatomia e fisiologia delle tecniche yoga – PromolibriM. M. Gore – Anatomia e fisiologia delle tecniche yoga – Promolibri