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Le strofe del Sankhya – Lo spazio tridimensionale

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SANKHYA KARIKA

sankhya-cube

Secondo il Sankhyakarika (Le strofe del Sankhya), così come decodificato da Gopalahrishna Srinivasan, lo spazio è un mezzo volumetrico costituito da elementi nascosti che sono ciascuno in perpetuo stato oscillatorio armonico, con una frequenza costante C, che dipende unicamente dal rapporto aureo.
I componenti nascosti dello spazio sono di per sé non rilevabili perché il sostrato da cui emerge lo spazio fisico è immanifesto (non fisico) ma perennemente dinamico e coerente (sincronizzato).

Sutra 1

Il Sostrato Dinamico – La reale natura dello spazio

दुःख त्रय अभिघाताज् जिज्ञासा तद् अभिघातके हेतो |

दृष्टे सा अपार्था चेन्न ऐकान्त अत्यन्त अतो अभावात् || १ ||


दुःख        त्रय         अभिघाताज्      जिज्ञासा
Du:kha     traya      abhighātāj     jijñāsā
Tensione   tripla     interazione    ricerca

तद्      अभिघातके               हेतो
thad    abhighātake            hetho
Tale    modalità interattiva   esiste

ष्टे         सा                    अपार्था                  चेन्न
drishte   sā                    apārthā                chenna
Rilevare  queste interazioni    sarebbe impossibile    se non fosse per

ऐकान्त      अत्यन्त     अतो        अभावात्
aikāntha   atyantha   atho       abhāvāth
Coerente   perpetuo   dinamico   immanifesto

La ricerca sulla triade delle tensioni interattive mostra che tale modalità interattiva esiste ma non sarebbe rilevabile, se non fosse per l’esistenza delle caratteristiche del sostrato (coerenza – eternità – dinamicità) che lo rendono immanifesto.

Questo Sutra/Teorema forma la base del Sankhya perchè l’interazione in tre modalità può aver luogo solo quando il medium – lo spazio tridimensionale – possiede le tre caratteristiche che lo rendono immanifesto. Inoltre, con l’uso della locuzione “se non fosse per”, si vuole rendere implicito che le caratteristiche sopra definite devono rimanere tali in ogni Sutra/Teorema successivo, affinchè l’intera teoria abbia una coerenza interna.

Solo un cambiamento può essere rilevato, e un’interazione tra componenti o oggetti provoca una variazione che può essere osservata. Una interazione che non è osservabile o rilevabile provoca una tensione. Un’interazione risonante continua all’infinito se è equilibrata. Se una interazione è ostacolata, le reazioni ad essa si accumulano in quel punto. Uno stress è causato se non è possibile bilanciarlo immediatamente. Una tensione si accumula come pressione o forza se non vi è alcun modo per rilasciarla.
La parola दुःख = Du: Kha è decodificata come “tensione”, piuttosto che tradotta come “dolore”.
Le interazioni causano collisioni o stati di collisione che normalmente implicano l’esistenza di una componente di velocità prima di un impatto.
In un mare di componenti identici che formano un continuum un movimento libero non sarebbe possibile, ma la pressione di contatto con le unità adiacenti crea tensioni dirette o verso l’interno o verso l’esterno o oscillanti. Queste tre variazioni in un’interazione si svolgono ciclicamente in un oceano di identici componenti, di qualunque natura essi siano. Queste sollecitazioni interattive sono conservate in un periodo di tempo, rilasciate periodicamente o immediatamente. Questi tre aspetti formano le 3 modalità di rappresentazione di una tensione in un determinato periodo. La definizione dei tre Guna fa riferimento a questi stati di tensione come Duhkhatraya (दुःख त्रय).
Le tre modalità di sollecitazioni interattive sono descritte come i Tre Guna: Tamas, Rajas e Sattva. Uno dei significati di Guna è “corda tesa”, a significare un tensore o vettore di una forza, come in una corda risonante. Qualsiasi interazione ha tre caratteristiche: collisione anelastica, reazione elastica o stato risonante.
Tamas è compressione densa e anelastica, Rajas è risonante, Sattva è espansivo, radiante ed elastico.


Sutra 2

Le proprietà del sostrato

द्रुष्टवद् आनुश्रविक: सहि अविशुद्धि क्षयाति शययुक्तं |

तद् विपरीत: श्रेयान् व्यक्त अव्यक्त ज्ञ विज्ञानात् || २ ||


द्रुष्टवद्             आनुश्रविक:
drishtavad       ānuśravika:
Osservazione     metodo convenzionale

सहि          अविशुद्धि       क्षयाति         शययुक्तं
sahi         aviśuddhi    kshrayāti     śayayukta
certamente   distorta     attenuata     a bassa risoluzione

तद्       विपरीत:        श्रेयान्
Tad      viparīta:     śreyān
Quindi   alternativa   soddisfacente

व्यक्त        अव्यक्त         ज्ञ                    विज्ञानात्
vyakta      avyakta       jña                  vijñānāt
manifesto   immanifesto   potenziale statico   potenziale cinetico

Metodi standard di valutazione attraverso il rilevamento sono affetti da distorsione, attenuazione e bassa risoluzione, ma un metodo alternativo che è totalmente soddisfacente, si basa sul principio del riconoscimento dell’esistenza di un sostrato di base dinamico e delle sue proprietà.

I metodi di osservazione dei fenomeni naturali hanno una limitazione dovuta al fatto che l’intervallo di tempo necessario alla misurazione può essere di diversi ordini di grandezza superiore al ciclo temporale del fenomeno che si sta osservando, per cui è necessario stabilire un metodo intellettuale per ottenere soluzioni accurate individuando l’entità non osservabile e la causa che la crea.

I termini Aikaantha e Aathyantha logicamente portano ai concetti di manifesto e immanifesto, mentre Atho e Abhaavaath implicano una differenziazione dello stato dinamico in una fase cinetica o attiva e una fase potenziale o statica. Il primo Sutra stabilisce che tutte le interazioni nel sostrato spaziale sono coerenti, equilibrate e auto-contenute.
La logica dietro questa Sutra è da comprendere attraverso un’analisi olistica: il rilevamento di un oggetto/fenomeno dipende dal segnale/informazione che emana da esso, eppure l’oggetto/fenomeno può esistere e tuttavia non essere rilevato perché da esso non emana alcuna informazione/segnale. Se viene rilevato alcunché è perché da esso proviene una informazione. Qualsiasi informazione interpretata correttamente costituisce intelligenza. Informazioni non rilevabili esistono in forma potenziale, informazioni o segnali rilevabili devono logicamente esistere in uno stato di movimento relativo.


Sutra 3

Dinamica delle onde nello spazio tridimensionale

मूल प्रक्रुतिर् अविकृतिर् महद् अद्याः प्रक्रुति विक्रुतय: सप्त |

षोडश कस् तु विकारो न प्रक्रुतिर् नि विकृतिः पुरुष: ||३||


मूल      प्रक्रुतिर्           अविकृतिर्
mūla     prakruthir      avikruthir
Radice   oscillatoria    coerente e sincronizzata

महद्      अद्याः        प्रक्रुति                     विक्रुतय:       सप्त
mahad    adyāh       prakruthi                vikrutaya:    saptha
grande   iniziale    frequenza fondamentale   armonica      sette

षोडश         कस्           तु              विकारो
shodaśa      kas           tu             vikāro
sedicesimo   approaching   reference to   radiazione

न    प्रक्रुतिर्          नि    विकृतिः       पुरुष:
na   prakrutir       ni   vikrutir     purusha:
né   oscillatorio    né   armonico     nucleo

Lo stato oscillatorio risonante fondamentale è sincronizzato, coerente e stabile; il primo stato interattivo possiede la massima intensità; seguono sette livelli armonici seguiti da una radiazione espansiva oltre la sedicesima armonica rispetto al livello fondamentale; la particella stabile non è né oscillatoria né armonicamente interattiva.

Questo eccellente teorema di scienza vedica definisce ed identifica gli stati cruciali che danno luogo alla varietà dei fenomeni manifesti mediante una formulazione assiomatica.

I principi fondamentali di una teoria delle onde tridimensionali sono definiti in modo assiomatico. Gli stati oscillatori sono basati su valori relazionali. Il valore di una armonica o stato vibratorio sincronizzato o coerente è pari alla metà o al doppio del valore fondamentale. Oscillazioni sincronizzate lungo i tre assi cartesiani variano secondo il valore volumetrico delle vibrazioni. Poiché i conteggi sono sovrapposti o in fase tra loro lo stato risultante è descritto come coerente ed è denominato Prakriti. Se perde la sua fase ma il numero di conteggi per ciclo oscillatorio rimane lo stesso è in uno stato armonico o Vikriti. Quando si perde anche lo stato armonico è uno stato di movimento libero o di espansione-radiazione-accelerazione chiamato Vikaro. Il passaggio da uno stato all’altro è condizionato da rapporti assiomatici. Se lo stato volumetrico coerente è una unità, l’espansione a 2 unità richiederà un rapporto incrementale di 2 elevato a 1/3. La differenza tra i due stati sarà quindi 1,259921-1 = 0,259921. Se il valore sul lato di una unità cubica è 1 allora un aumento a 2 determinerà un incremento volumetrico pari a 2 al cubo ossia 8 e in tal caso la differenza sarà 8-1 = 7. Quindi gli stati Prakriti Vikriti aumentano di 7 quando il raggio raddoppia. Il passaggio ad uno stato Vikaro richiede il raddoppio e cioè 2 alla quarta ossia 16.

Lo spazio consiste di una successione infinita di componenti elementari di forma cubica che riempiono tutto lo spazio. Tutti i cubi elementari interagiscono tra loro in modalità frattale. Il grado di separazione tra loro definisce il parametro interattivo. Otto cubi adiacenti definiscono un piccolo cubo di spazio nel centro, dove otto spigoli dei cubi si incontrano. Questo è Mulaprakriti.


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