Crea sito
Press "Enter" to skip to content

Gyana mudra e chin mudra

suryanamaskara 0

Gyana mudra (gesto psichico della conoscenza)
gyana mudra (gesto psichico della conoscenza)
Assumete un’asana meditativa.
Piegate gli indici di entrambe le mani in modo da toccare la base interna dei rispettivi pollici.
Aprite le altre dita di ciascuna mano in modo da tenerle leggermente separate.
Mettete le mani sulle ginocchia, con i palmi rivolti in basso, le tre dita (medio, anulare e mignolo) dritte ed il pollice di ciascuna mano diretto verso il pavimento di fronte ai piedi.

Chin mudra (gesto psichico della coscienza)
chin mudra (gesto psichico della coscienza)
Chin mudra si esegue allo stesso modo di gyana mudra tranne che i palmi delle mani sono rivolti verso l’alto quando vengono poste sulle ginocchia.


Durata
Uno di questi due mudra dovrebbe essere eseguito ogni qualvolta una persona assuma una posizione meditativa.
Benefici
Gyana mudra e chin mudra sono semplici ma importanti chiusure psiconeurali delle dita che rendono le asana meditative ed altre asana complete e più potenti.
Dirigendo alcuni impulsi nervosi dalle mani, essi aiutano il praticante a mantenere una posizione rilassata e stabile per lunghi periodi.
Le palme e le dita delle mani hanno molte terminazioni nervose che emettono energia costantemente. Quando il dito indice tocca il pollice, si crea un circuito che permette all’energia che normalmente
viene dissipata all’esterno di tornare attraverso il corpo al cervello.
Quando le dita delle mani sono poste sulle ginocchia, le ginocchia vengono sensibilizzate, creando un altro circuito pranico che mantiene e reindirizza il prana all’interno del corpo. In aggiunta, mettere le mani sulle ginocchia stimola una nadi che corre dal ginocchio all’interno della coscia fino al perineo. Questa nadi è nota come gupta nadi o la nadi nascosta. Sensibilizzare questo canale aiuta a stimolare le energie a livello di Muladhara chakra.
Quando i palmi sono rivolti verso l’alto in chin mudra, nella zona del torace si produce una sorta di apertura che il praticante sperimenta come un senso di leggerezza e ricettività, che è assente nelle pratica di jnana mudra.
Variazione
Jnana e chin mudra sono spesso eseguiti con le punte del pollice e dell’indice che si toccano a formare
un cerchio. I principianti possono trovare questa variazione meno sicura per prolungati periodi di meditazione, dato che il pollice e l’indice tendono a separarsi più facilmente quando la consapevolezza del corpo si attenua. Altrimenti, questa variazione è efficace quanto quella di base.
Nota pratica
L’effetto di chin o jnana mudra è molto sottile e richiede grande sensibilità da parte del praticante a percepire il cambiamento di coscienza. Con la pratica, però, la mente familiarizza con il mudra che, quando è adottato, trasmette il segnale per entrare in uno stato meditativo.

Nota
La parola gyana significa ‘saggezza’ o ‘conoscenza’, e quindi jnana mudra è il gesto della conoscenza intuitiva. D’altra parte, chin deriva dalla parola chit o chitta, che significa ‘coscienza o consapevolezza o campo mentale’. Chin mudra, dunque, è il gesto psichico della coscienza.
Simbolicamente, il mignolo, l’anulare e il medio rappresentano i tre guna o qualità della natura: Tamas, stabilità, Rajas, attività e creatività, e Sattva, luminosità e armonia. Affinché la coscienza si evolva dall’ignoranza alla conoscenza, questi tre stati devono essere trascesi. Il dito indice rappresenta la coscienza individuale, o Jivatma, mentre il pollice simboleggia la coscienza suprema. In gyana e chin mudra la consapevolezza individuale (dito indice) si inchina alla coscienza suprema (il pollice), riconoscendone la superiorità. Il dito indice, tuttavia, tocca il pollice, simboleggiando così l’unità finale delle due esperienze al culmine dello Yoga.