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Riflessione sui centri psichici: anahata chakra – 2° parte

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karma e libero arbitrio

Karma e libero arbitrio

Nelle scritture tantriche si dice che in anahata chakra i pensieri e i desideri dell’individuo si materializzano e si realizzano. Ci sono fondamentalmente due modi di pensare: dipendente e indipendente. Fino a manipura chakra è prevalente il primo, ma una volta che la shakti penetra anahata, prende il sopravvento il modo di pensare indipendente.

Questo significa che finché la consapevolezza si trova nei chakra più bassi, rimarrete completamente dipendenti da quello che è già stabilito per voi, il vostro fato o destino. Questo è chiamato prarabdha karma. Anche il risveglio dei chakra più bassi non cambia di molto la situazione. Una volta che la coscienza ascende attraverso manipura chakra, allora divenite padroni di alcune situazioni della vita, ma siete ancora influenzati e limitati dal vostro prarabdha karma; sapete che potete sfuggirlo, ma non sapete come fare.

I chakra più bassi appartengono al mondo empirico del corpo, della mente e dei sensi. Le persone che accettano il loro destino come inevitabile, non hanno ancora trasceso muladhara e swadhisthana chakra. Anche manipura è considerato grossolano, benché sia posto tra il piano mortale e quello immortale.

Coloro che creano attivamente il proprio destino attraverso la forza di volontà canalizzata in una direzione positiva, che guida alla realizzazione e al compimento, sono nel regno di manipura.

Anahata chakra è quasi completamente oltre questa dimensione empirica. A questo livello si capisce che il karma è senza dubbio reale, ma anche che si può andare completamente oltre i suoi dettami. È come lanciare qualcosa in alto. Se siete capaci di scagliare questo oggetto fuori dal campo gravitazionale terrestre, allora non ricadrà più. Nello stesso modo in cui un razzo viene lanciato a forte velocità per vincere la forza gravitazionale della Terra, così la coscienza viene accelerata in anahata chakra alla velocità del libero arbitrio per poter trascendere la forza di attrazione dei samskara latenti.

Solo quando raggiungete anahata divenite uno yogi. Fino ad allora, che siate in muladhara, swadhisthana o manipura, siete praticanti di yoga. In anahata divenite uno yogi poiché siete completamente stabiliti nella coscienza yogica e dipendete unicamente dal potere della vostra coscienza piuttosto che da qualsiasi cosa esterna o riguardante la fede.

La realizzazione dei desideri

In anahata chakra la libertà di sfuggire ad un fato prestabilito e di determinare il proprio destino diventa una realtà. Secondo i Tantra, alla base di anahata vi è un albero che esaudisce i desideri, conosciuto come kalpa taru o kalpa vriksha. Quando questo albero comincia a fruttificare, quello che pensate o desiderate diventa realtà. Normalmente abbiamo molti desideri, ma il più delle volte essi non arrivano ad essere altro che dei sogni ad occhi aperti. Comunque, se dovessero tutti diventare realtà, dovremmo subito cominciare a domandarci se veramente vogliamo che si avverino.

La maggior parte delle persone preferisce dipendere dal fato piuttosto che prendersi la responsabilità di creare il proprio destino, cosa che dovrebbe fare. C’è una bella storia per illustrare questa situazione: “Una volta un viaggiatore era seduto sotto un albero. Si sentiva molto stanco e aveva bisogno di bere. Così pensava ad un limpido ruscello e subito udì il gorgoglio dell’acqua che scorreva vicino a lui. Dopo aver bevuto un po’ d’acqua, pensò che avrebbe voluto un po’ di cibo per soddisfare la sua fame, ed anche quello apparve accanto a lui. Allora, dato che si sentiva stanco e pensava che avrebbe voluto riposarsi, apparve vicino a lui un bel letto e così si mise a dormire. Lo sciocco non sapeva che si era messo a dormire sotto l’albero dei desideri. La sera, quando si svegliò, il sole era già tramontato ed era scesa la notte. Si alzò e un pensiero attraversò la sua mente: ‘Che buio tremendo, forse verranno le tigri e mi mangeranno’, e così accadde”.

Questo può succedere a chiunque risvegli la capacità di soddisfare i desideri senza sufficiente preparazione. Se la coscienza si risveglia in anahata, ma non conoscete i poteri della vostra mente o possedete qualità negative, un’attitudine pessimistica, una visione deprimente della vita, siete apprensivi e avete paure e molte altre tendenze mentali negative, allora ne sarete immediatamente preda. Se ciò accade, correte il rischio di cadere giù da anahata. E se cadete da anahata, molto difficilmente avrete l’opportunità di fare una seconda partenza. Per evitare di cadere da questo punto, è necessario rimanere ssempre all’erta, come l’antilope, che è sensibile ad ogni suono. L’antilope è il veicolo di anahata per questa ragione: essa non è simbolo di irrequietezza, ma di vigilanza.

Quando quello che desiderate diventa realtà, questo vi rende molto felici, ma nello stesso tempo è necessario che continuiate ad analizzare costantemente il vostro atteggiamento verso voi stessi e verso gli altri. Dovete essere molto attenti ai pensieri dubbiosi. Per esempio, se sentite un po’ di palpitazioni al cuore e pensate: “Forse sta per venirmi l’angina pectoris”, oppure vi viene un dolore all’addome e pensate: “Ho l’appendicite o i calcoli alla cistifellea”, simili pensieri possono creare molti problemi e disordini al loro seguito. Dovete anche stare attenti ai dubbi che riguardano gli altri: “Forse quell’uomo è mio nemico”, “Mio figlio è malato, forse morirà”, “Il mio amico non si è messo in contatto con me, avrà avuto un incidente”. È importante avere un fermo e attento controllo sulle tendenze mentali e sulle fantasie della mente.

Ogni tipo di pensieri riguardanti il corpo, i figli, la moglie, la famiglia, il denaro, le situazioni sociali, economiche e politiche, sono sempre presenti in noi. Se la kundalini è addormentata, questi pensieri non hanno potere, ma quando la kundalini si risveglia in anahata chakra, tutti questi pensieri improvvisamente diventeranno realtà. Se in questo stadio non siamo sempre all’erta, potremmo avere la capacità di distruggerci. Nel testo tantrico Saundarya Lahari, questo processo di realizzazione dei desideri è propriamente descritto come chintamani, o gemma che esaudisce i desideri.
Chinta significa “processo di pensiero selettivo” e mani significa “gioiello”, pertanto “chintamani” significa “gioiello del corretto e positivo modo di pensare”. In questo testo anahata è descritto come il giardino dei deva. Nel suo centro c’è un piccolo lago divino all’interno del quale si trova chintamani. Non è necessario procurarsi questo gioiello; quando potete realizzare di esservi vicini, questo sarà sufficiente, allora tutto ciò che penserete diverrà realtà.

Da “Kundalini Tantra”, Swami Satyananda Saraswati, edizioni Satyananda Ashram Italia 1984

Note

Il karma è la sommatoria delle azioni fisiche e mentali compiute da un individuo nel corso dell’intera sua vita. Gli effetti innescati da queste azioni determinano la qualità della sua esistenza futura.
Vi sono tre tipi principali di karma:
Sanchita karma: è costituito da tutte le azioni accumulate nelle precedenti vite. Paragonandoci ad un arciere, esso può essere rappresentato dalle frecce che abbiamo nella faretra e che dobbiamo esaurire.
Prarabdha karma: consiste nelle azioni che trovano maturazione nel presente e creano l’attuale
situazione dell’individuo. Esso è la freccia già lanciata, che deve raggiungere il bersaglio e che nessuno può fermare.
Agami karma: sono le azioni che si compiono ora e che determinano la nostra condizione futura. Esso è la freccia appena incoccata che sta per partire.