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Le sette qualità del polso ayurvedico

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Sita, Rama e Lakshmana presso l'Eremo di Bharadvaja
Sita, Rama e Lakshmana presso l’Eremo di Bharadvaja

La lettura del polso è uno strumento essenziale di diagnosi nella pratica della scienza medica Ayurvedica, attraverso il quale è possibile conoscere la costituzione originale di un individuo al momento del concepimento (Prakriti) e la costituzione attuale (Vikriti), risultato delle esperienze e della condotta di vita. Essa richiede esperienza, uno stato meditativo, dedizione. Secondo la scienza di Nadi Vigyan, nella pulsazione percepibile nel tratto prestiloideo dell’arteria radiale è possibile distinguere sette diverse caratteristiche o qualità:


Nadi Vigyan – Caratteristiche del polso ayurvedico

Qualità Vāta Pitta Kapha
Gati (Movimento) Sarpa (cobra) Mandūka (rana) Hamsa (cigno)
Vega (Frequenza) 80 – 95 70 – 80 50 – 60
Tāla (Ritmo) irregolare regolare regolare
Bala (Forza) bassa
+
alta
+++
moderata
++
Ākriti (Volume e Tensione) basso alto moderato
Tapamāna (Temperatura) freddo caldo da tiepido a fresco
Kāthinya (Consistenza delle pareti del vaso sanguigno) dura elastico, flessibile soffice

Nadi Vigyan - i tre gati fondamentali del polso

Gati (Movimento)
La parola gati significa movimento. Questo movimento, secondo la tradizione degli antichi rishi (veggenti), può essere percepito confrontandolo con i movimenti di diversi animali.

Nadi Vigyan – I tre Gati fondamentali

Polso Vāta Polso Pitta Polso Kapha
Nome Sarpa Gati
(Movimento del cobra)
Mandūka Gati
(Movimento della rana)
Hamsa Gati
(Movimento del cigno)
Carattere freddo, leggero, sottile, debole, vuoto, scompare esercitando una pressione maggiore caldo, brusco, ampio, voluminoso e forte profondo, lento, acquoso, ondulato e fresco al tatto
Localizzazione Sotto il dito indice Sotto il dito medio Sotto l’anulare
Tipo di movimento si muove come un piccolo cobra si muove come una rana che salta si muove come un cigno che nuota
Rappresentazione grafica rappresentazione grafica del movimento del cobra rappresentazione grafica del movimento della rana rappresentazione grafica del movimento del cigno

Oltre ai tre Gati fondamentali, ci sono altri movimenti che aiutano a identificare specifici disordini della totalità dell’essere umano.

In Jalauka Gati (movimento della sanguisuga), il polso tocca i polpastrelli dell’esaminatore uno dopo l’altro con un movimento simile a quello di una sanguisuga. Qui il dosha Pitta, veicolato da rakta dhātu (il sangue), si approfondisce in asthi dhātu (ossa e articolazioni), portando a gotta e artrite.

rappresentazione grafica del movimento della sanguisuga
Rappresentazione grafica del movimento della sanguisuga (Jalauka gati)

Sotto Mandūka, il polso pitta, i rishi osservarono Lāvaka, Tittiraka e Kāka.
Lāvaka è una quaglia comune. Un polso Lāvaka indica la possibilità di prostatite in un uomo o cervicite in una donna.

rappresentazione grafica del movimento della quaglia
Rappresentazione grafica del movimento della quaglia (lāvaka gati)

Tittiraka è una pernice. La pernice fa un passo e poi si ferma. Questo polso mostra un forte sbalzo sotto il dito medio indicante ulcera gastrica.

rappresentazione grafica del movimento della pernice
Rappresentazione grafica del movimento della pernice (tittiraka gati)

Kāka significa corvo. Questo polso ha un picco superiore rispetto a tittiraka e denota un disturbo di pitta in eccesso nel piccolo intestino (enterite).

rappresentazione grafica del movimento del corvo
Rappresentazione grafica del movimento del corvo (kāka gati)

Il polso denominato “del pavone” si chiama Mayura Gati. Il Gati pavone è pieno e deciso, ma nella fase finale dell’onda si espande come la ruota di un pavone. Mayura Gati è rilevabile in presenza di ipercolesterolemia, nell’ipertensione arteriosa e in individui di costituzione kapha-pitta.

rappresentazione grafica del movimento del pavone
Rappresentazione grafica del movimento del pavone (mayura gati)

Un altro polso, percepibile sotto le dita vata e pitta (l’indice ed il medio) è il “polso del cammello”, che, come indica il suo nome, sembra avere una gobba. Allentate leggermente la pressione del polpastrello sull’arteria radiale, si sentirà come un incavo. Questo si chiama Ushtra Gati (ushtra significa cammello). Esso indica stenosi aortica con ispessimento o restringimento della valvola aortica.

rappresentazione grafica del movimento del cammello
Rappresentazione grafica del movimento del cammello (ushtra gati)

Sotto kapha, l’anulare, il cui movimento fondamentale è quello del cigno, si può osservare Gaja Gati (polso dell’elefante). C, il polso dell’elefante ha un movimento lento e profondo. Sentite il movimento dell’elefante sotto il dito anulare, lasciando che operino intuizione e consapevolezza. Esso si presenta con una piccola tacca, come la testa di un elefante. È lento, profondo e pesante, così come l’elefante cammina lentamente. È indicativo di un dosha kapha estremamente elevato, bloccato nel tessuto linfatico. Può indicare elefantiasi o linfosarcoma.

rappresentazione grafica del movimento dell'elefante
Rappresentazione grafica del movimento dell’elefante (gaja gati)

Sotto il dito kapha si può sentire Padma Gati, il polso del loto. Proprio come il loto si muove e galleggia in acqua, il polso sotto il dito si sposta avanti e indietro. Padma Gati è un polso molto sacro, che indica che la persona è illuminata. Il loto dai mille petali è aperto. Il polso è ampio, ma si trasferisce avanti e indietro, come se un costante “so – hum, hum – sa” si stia muovendo nel respiro. Questo impulso è presente durante la meditazione profonda e indica illuminazione o uno stato di beatitudine.

rappresentazione grafica del movimento del loto
Rappresentazione grafica del movimento del loto (padma gati)

Queste osservazioni, dette darshana del polso, sorgono da antar darshana, visione interiore o intuizione. Praticando questo tipo di osservazioni si aprono nuove porte della percezione attraverso le punte delle dita.

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Vega (Frequenza)
Ci sono diverse qualità del polso che sono relativamente facili da rilevare ma comunque importanti. Una di queste qualità, conosciuta sia in Ayurveda che nella medicina allopatica, è Vega. Significa frequenza del polso, ovvero il numero di battiti al minuto. Vega varia con l’esercizio fisico e lo stato mentale, per cui la sua rilevazione deve essere fatta di mattina presto e in condizioni di riposo e rilassamento.
Vega è normalmente alto in vata, moderato in pitta e basso in kapha.
Sentire il polso per un minuto e contare il numero di pulsazioni.

Qualità Vāta Pitta Kapha
Vega (Frequenza) 80 – 95 70 – 80 50 – 60

La frequenza cardiaca è alta in alcune condizioni patologiche.
Ad esempio, nell’anemia il volume del sangue è basso e i tessuti hanno bisogno di più ossigeno, così il cuore aumenta la frequenza ottimale per fornire ossigeno ai tessuti.
Vega aumenta anche in caso di insufficienza cardiaca, tireotossicosi o ghiandola tiroide iperattiva. La tireotossicosi è confermata dalla lettura del polso mentre la persona è addormentata. In questo disturbo, la frequenza è elevata anche nelllo stato di sonno profondo.
Le persone alte hanno frequenze cardiache più basse, quelle di bassa statura hanno frequenze cardiache più alte, quindi la frequenza cardiaca è inversamente proporzionale all’altezza.
Anche i bambini hanno tassi più elevati, circa 90-100.
Nelle persone anziane Vega è più basso. La vecchiaia è l’età di Vata dosha, nella vecchiaia vata è stanco. Le qualità leggere e ruvide di vata indeboliscono la forza di prana vayu e vyana vayu, portando ad un polso fisiologicamente più lento.

Periodi della vita che influenzano il polso
Infanzia e fino a 16 anni Kapha predomina nel polso
Dai 17 ai 50 anni Pitta predomina nel polso
Dai 50 ai 70 anni Pitta predomina nel polso
con un graduale aumento di Vata
Oltre 70 anni Vata predomina nel polso

Vata rende la frequenza cardiaca alta, pitta è moderata e kapha la rende lenta. Questa legge si applica quando i dosha governano Vega. Ma Vega varia fisiologicamente e secondo dell’altezza e del peso. La frequenza diventa patologicamente elevata nell’anemia, nell’insufficienza cardiaca congestizia, nelle infezioni e nella febbre . Quando c’è infezione, il corpo invia più sangue alla zona interessata. Tutte queste condizioni devono essere prese in considerazione al fine di capire se la Vega nell’individuo è normale o meno.
Non bisogna dimenticare la componente psicologica: nel momento in cui un medico in camice bianco e stetoscopio si avvicina, la frequenza cardiaca paziente aumenta.
Così è meglio sentire la Vega all’inizio e alla fine dell’esame, al fine di ottenere una lettura accurata.

C’è solo una condizione in cui c’è infezione con un Vega basso: la febbre tifoide. In queste condizioni una persona ha una febbre alta continua per diversi giorni, ma c’e bradicardia, ovvero la frequenza del polso è bassa. Questa è una condizione unica. Una lingua villosa nella zona centrale con margini rossi, febbre alta e unpolso lento sono un classico quadro di febbre tifoide.

Durante l’inspirazione la frequenza cardiaca aumenta e diminuisce durante l’espirazione. Questa alternanza della frequenza cardiaca si chiama aritmia sinusale respiratoria e, normalmente, non è una condizione patologica.
Più bassa è la frequenza cardiaca, più lento è il metabolismo, più alta è la frequenza cardiaca, più veloce è il metabolismo. Il metabolismo è governato da Agni. Quando agni è forte, il polso è relativamente veloce, leggero e caldo. Se agni è lento, il polso è lento, pesante e fresco. In questo modo la qualità di agni può essere rilevata attraverso l’esame del polso.
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Tāla (Ritmo)
Tāla è il ritmo, definito come l’intervallo di tempo tra due pulsazioni consecutive o successive. In tāla equilibrato, sano e normale, l’intervallo di tempo è regolare, grazie alla sincronizzazione delle funzioni di prana vayu, vyana vayu, avalambaka kapha e sadhaka pitta. Quando vata dosha è fuori equilibrio, esso creerà irregolarità del polso. Quando kapha sta bloccando vata, il ritmo sarà regolarmente irregolare (ad esempio, ogni tre pulsazioni manca la quarta pulsazione. Dire che kapha blocca vata significa che la forza di kapha dosha, a causa di qualche squilibrio, inibisce la normale attività di vata. Kapha può bloccare vata e pitta, pitta può bloccare vata. Tuttavia, solo vata può spingere pitta e kapha.
Un ritmo irregolarmente irregolare coinvolge sia vata che pitta, perché entrambi sono mobili. Questo polso irregolarmente irregolare è presente nel flutter atriale (una aritmia sopraventricolare). Questa condizione si può verificare quando pitta sta bloccando vata e quando vata sta bloccando vata.
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Bala (Force)
Bala significa forza. Essa dipende dalla pressione arteriosa. Premete l’arteria radiale con le tre dita (indice, medio e anulare). Secondo il terzo principio della dinamica, azione e reazione sono opposte ed equivalenti. La forza esercitata dal sangue sul vaso sanguigno si ripercuote sulle dita. La forza è pari alla differenza tra pressione sistolica e diastolica, definita come pressione di pulsazione o pressione arteriosa differenziale.
Supponiamo che la pressione arteriosa sistolica sia 120 e quella diastolica 70. La differenza è 50, che è un valore normale. Ma nella persona con un polso “scoccante”, la pressione sistolica è 200 e la diastolica è 30, con una pressione arteriosa differenziale di 170, che è molto alta. Quando la pressione del polso è alta, il cuore sta lavorando sotto grande stress.
Esattamente nella condizione opposta, se la pressione sistolica è 70 e la diastolica è 60, la pressione di pulsazione è solo 10. Questa persona non riceve abbastanza prana o ossigeno al cervello.
Se la pressione del polso è molto debole, la persona è colta da vertigini, si può verificare una transitoria perdita di coscienza e persino shock. Bala è molto bassa in vata, alta in pitta e moderata in kapha.
Riguardo bala, può sorgere confusione su quanto fermamente l’arteria deve essere premuta per sentire la forza del polso. La quantità di pressione varia da l’individuo a individuo, a seconda della prakriti individuale e del volume di sangue nell’arteria radiale. Quantitativamente, una bala alta è rappresentata da tre più (+ + +), quella bassa da un più (+), quella moderata da due più (+ +). Se è necessaria una maggiore pressione del dito per interrompere l’arteria, significa che bala è alta. Se con una pressione superficiale il polso tende a scomparire, bala è bassa. Il polso di una persona obesa è di difficile lettura a causa del tessuto adiposo, ma una volta percepito, bala è di solito moderata.
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Ākriti (Volume e Tensione)
Il volume è sperimentato come sollevamento del dito applicato all’arteria radiale. Non è necessario premere forte, basta sentire il sollevamento mentre le dita poggiano leggermente sull’arteria. Il volume del polso corrisponde alla pressione sistolica, ovvero la quantità di sangue che è pompata fuori dal cuore durante una contrazione (sistole) ventricolare.
Se il volume è alto, la pressione sistolica è alta. Se il volume è basso, la pressione sistolica è bassa. In questo modo il medico ayurvedico legge la pressione del sangue senza l’utilizzo di uno strumento. Con un volume alto, una grande quantità di sangue viene spinta attraverso l’apparato vascolare. Pitta ha un volume alto, che solleva le dita. In caso di insufficienza cardiaca congestizia, il volume è basso. Il volume è basso anche nell’anemia e in uno stato di disidratazione. Le persone con costituzione vata hanno un basso ākriti e quelle di costituzione kapha hanno un ākriti moderato. In un paziente in stato di shock, c’è un’improvviso calo di pressione, sudorazione e perdita di coscienza.
La pienezza del vaso sanguigno dipende dall’assunzione di acqua, dalla qualità di rasa dhātu e dalla quantità complessiva di sangue presente all’interno del sistema circolatorio (volemia). Se una persona ha una buona volemia ed ottimale rasa dhātu, le vene sono prominenti. Le persone vata, che di solito non dispongono di grasso in eccesso, hanno vene prominenti, ma arterie sottili. In contrasto, individui paffuti tendenzialmente kapha hanno vene sottili e arterie ben evidenti. Ecco perché in grave anemia, disidratazione e perdita di sangue, le vene sono compresse e sottili.
Per sentire ākriti, provate a premere l’arteria delicatamente e sentite il palpito spingere contro le dita. Un palpito intenso indica un volume alto (+ + +). Se il volume può a malapena essere sentito, è basso (+). Questo tipo di classificazione si può applicare alla prakriti individuale. Se il battito si sente soprattutto sul dito medio, il volume è buono (+ + +) e la prakriti individuale è pitta. Se si fa sentire sotto il dito anulare, il volume è moderato (+ +), la prakriti individuale è kapha.
Se il battito è appena percepito sotto il dito indice, il volume è basso (+), la costituzione è vata.
Se il volume è veramente forte, il dito medio sembrerà saltare. Ecco perché un polso pitta è descritto come una rana saltante.
La tensione si sente premendo l’anulare per fermare la pulsazione dell’arteria radiale e poi sentendo il sollevamento sotto il medio e l’indice, come se il vaso sanguigno fosse un tubo di gomma pieno d’acqua. La tensione è la pressione tra due pulsazioni. È la pressione diastolica, avvertita dal medio e dall’indice. Tra due battiti consecutivi, il vaso sanguigno non rimane mai vuoto. Se il vaso è vuota, la vita è vuota e il paziente è in stato di shock.
La tensione è mantenuta da vyana vayu e avalambaka kapha, mentre il volume è mantenuto da prana vayu e ranjaka pitta. Ranjaka pitta è caldo ed espande il vaso sanguigno.
Prana crea la pulsazione. Avalambaka, che è presente nel cuore, mantiene costante la pressione del vaso sanguigno. Per descrivere completamente Ākriti, si deve determinare sia il volume che la tensione.
Alcune interessanti osservazioni cliniche possono essere fatte per quanto riguarda volume e tensione. Se una persona con pitta prakriti ha una frequenza cardiaca molto lenta, ad esempio 55, ma una tensione elevata, può essere che sta assumendo un beta-bloccante per la pressione alta. I beta-bloccanti possono aumentare kapha dosha nel rasa dhātu, con l’effetto di ridurre la frequenza cardiaca e la pressione del sangue, ma anche di bloccare l’albero bronchiale con conseguente broncospasmo e asma.
Esiste un particolare tipo di polso, chiamato waterhammer pulse (polso a martello pneumatico o a colpo d’ariete) o più correttamente polso di Corrigan, in cui il volume è alto ma la tensione è bassa. Questo polso ha una pressione arteriosa sistolica alta, circa 200, ma la diastolica è solo circa 30. Tale grande differenza tra pressione sistolica e pressione diastolica crea un polso scoccante o collassante. In medicina moderna questo polso è collegato al rigurgito aortico. In questa condizione il sangue risale dall’aorta nel ventricolo sinistro.
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Tapamāna (temperatura)
Tapamana significa temperatura. Un polso vata è freddo, quello pitta è caldo e quello kapha è tiepido e quasi fresco. Quando vata dosha si sta muovendo attraverso rasa dhātu, il polso diventa freddo.
Esiste una relazione tra il movimento (gati), l’onda del polso, la sua temperatura e il fuoco agni o fuoco gastrico o fuoco metabolico dell’individuo. Quando il polso è freddo, veloce e leggero, significa che vata è alto e agni è basso (vishama agni). Ma in pitta, quando il polso è caldo, netto e leggero al tatto, agni è alto (tikshna agni).
Relazione tra agni, gati e dosha
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Kāthinya (Consistenza della parete del vaso)
La consistenza della parete del vaso, che si può sentire facendo rotolare l’arteria tra il dito che palpa e l’osso radiale, è chiamata kathinya. Palpare in questo modo rivela se la parete del vaso è spessa o sottile, elastica o plastica, rigida, dura e ruvida.
Se vata è alto, le sue qualità ruvide e dure rendono ruvidi e duri i vasi sanguigni e possono manifestarsi come arteriosclerosi. I vasi sanguigni si restringono e c’è insufficiente apporto di sangue al cervello e altri organi. Questa condizione può anche portare alla sindrome di Alzheimer, che è una lenta morte delle cellule cerebrali. Con pitta alto i vasi sanguigni sono elastici ma diventano fragili, creando una tendenza a ecchimosi. In alcuni individui, pitta aggravato può causare pressione sui nervi che portano a emicrania. Vi è anche la possibilità di emorragia capillare. Con kapha alto i vasi sanguigni diventano larghi e spessi perché kapha è ampio e di spesso. La deposizione di grasso (una sostanza kapha) sulle pareti del vaso sanguigno può portare a ateroma, una placca formata da grassi, proteine e tessuto fibroso che configura il quadro dell’aterosclerosi.

Queste sono le sette condizioni importanti da osservare nella lettura del polso in Ayurveda. Leggete per alcuni minuti il polso della persona che vi sta davanti, sia essa un paziente, il vostro partner, un amico, in uno stato mentale recettivo, privo di costruzioni mentali. Praticate la lettura del polso su una sola mano, la mano destra sul maschio e la mano sinistra sulla femmina. Uno di fronte all’altro, prendere il polso della mano sinistra del soggetto con la mano destra e viceversa. Non attraversate il campo dell’aura. Provare a leggere la vega, la frequenza, il gati, maniera con cui il polso si muove, il tāla, ritmo, la bala, forza, e poi l’ākriti, tapamāna e kāthinya.
Sentire il polso è un’arte, quando la vita diventa un’arte, la felicità è a portata di mano.


Bibliografia

  • Vasant Dattatray Lad : Secrets of the Pulse – The Ancient Art of Ayurvedic Pulse Diagnosis