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Riflessione sui centri psichici: anahata chakra – 1° parte

suryanamaskara 0

anahata chakra, centro del cuore
In kundalini yoga, anahata chakra è un centro di grande importanza. Questo perchè, sebbene il risveglio da manipura sia duraturo, la kundalini deve rimanere in anahata abbastanza a lungo.
Si dice che, attualmente, la coscienza dell’umanità stia passando attraverso la fase di anahata. Questo vuol dire che in molte persone anahata ha cominciato a funzionare, ma c’è una differenza tra funzionamento e risveglio. Nella maggior parte delle persone, anahata non è completamente attivo, ma funzione debolmente.
D’altra parte muladhara è molto attivo e oggi, nella maggior parte delle persone, è quasi risvegliato.
La parola anahata significa letteralmente “non colpito, non battuto”: Questo ccentro è chiamato così per la sua relazione con il cuore che pulsa, batte e vibra ad un ritmo costante ed ininterrotto. In molte scritture si dice che in questo centro c’è un suono che non è né fisico né empirico, ma di natura trascendentale, e questo suono è senza fine ed ininterrotto, proprio come il cuore che batte fedelmente e continuamente da prima della nascita fino alla morte.

Il punto di localizzazione

localizzazione dei chakra
Anahata chakra è situato nella colonna vertebrale, direttamente in linea con il centro del torace.
Lo kshetram è nel cuore e sebbene anahata sia conosciuto come il centro del cuore, non deve essere confuso con il cuore biologico, la pompa muscolare all’interno del torace.
Sebbene la sua componente fisiologica sia il plesso nervoso cardiaco, la natura di questo centro è ben oltre la dimensione fisiologica.
Nello Yoga il centro del cuore è conosciuto anche come hridayakasha, che vuol dire: “lo spazio dentro il cuore, dove risiede la purezza”. Questo chakra è un centro molto delicato, poichè è connesso direttamente con quella parte del cervello che sovrintende a tutte le facoltà creative e alle arti come la pittura, la musica, la poesia, ecc..

Simbologia tradizionale

Sebbene la maggior parte dei testi tantrici dica che anahata è di un colore cremisi splendente, simile a quello del fiore di bandhuka, esso può apparire di colore blu alla visione interiore. Esso ha dodici petali e in ciascuno una lettera scritta in vermiglio: kam, kham, gam, gham, nam, cham, chham, jam, jham, nam, tam, tham.
La parte interna è di forma esagonale e rappresenta l’elemento aria, vayu tattwa.
Esso è costituito da due triangoli intersecati, che simboleggiano l’unione tra Shiva e Shakti. Il triangolo capovolto è il simbolo della creatività, Shakti, mentre il triangolo dritto rappresenta la coscienza o Shiva.
Il veicolo, localizzato all’interno dell’esagono, è un’antilope nera, celebre per la sveltezza e l’agilità del passo. Sopra di essa è situato il bija mantra yam (यं), di colore grigio scuro. Nel bindu di questo mantra risiede il dio Isha (il Signore nella sua forma onnipervadente) che è luminoso come il sole. Con lui è la dea Kākinī (la benefattrice di tutti), di colore giallo, con tre occhi, quattro braccia, di lieto auspicio e dall’aspetto allegro.
Al centro del pericarpo del loto c’è un triangolo invertito, dentro cui arde l’akhanda jyotir, la fiamma eterna, non vacillante, che rappresenta jivatma, o anima individuale.
Alcuni testi tantrici riportano che all’interno del triangolo ci sia uno shivalinga. Esso è chiamato bana linga ed è come l’oro splendente.
Sotto il loto principale di anahata si trova un altro loto minore, con i petali rossi, che contiene il kalpa taru, l’albero che esaudisce i desideri. Molti santi hanno raccomandato la visualizzazione del kalpa taru o di un lago tranquillo all’interno dell’esagono di anahata. Sulla superficie del lago c’è un bellissimo loto blu.
Anahata appartiene a maha loka, il primo dei piani immortali.
Il vayu di anahata è prana, che passa attraverso il naso e la bocca, e il suo tanmatra è il tatto. Il gyanendriya è la pelle e il karmendriya sono le mani. Anahata chakra rappresenta manomaya kosha che controlla la mente e le emozioni.
Vishnu granthi, il secondo nodo psichico, è localizzato nel centro del cuore. Esso rappresenta la schiavitù degli attaccamenti emozionali, la tendenza a vivere la propria vita prendendo decisioni sotto la spinta delle emozioni e dei sentimenti, piuttosto che alla luce di una ricerca spirituale. Vishnu granthi si scioglie quando le emozioni si armonizzano e si intensificano invece di contrapporsi al risveglio spirituale.
Si dice che colui che medita sul loto del cuore è il primo fra gli yogi e viene adorato dalle donne. Egli è preminentemente saggio e dedito a nobili azioni. I suoi sensi sono completamente sotto controllo e la sua mente può essere assorbita in una intensa concentrazione. La sua parola è ispirata e, se lo desidera, ha la capacità di entrare nel corpo di un altro.

Da “Kundalini Tantra”, Swami Satyananda Saraswati, edizioni Satyananda Ashram Italia 1984