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Shat-Chakra-Nirupana: il Fiore di Loto Anahata

suryanamaskara 0

Anahata chakra
Shat-Chakra-Nirupana

Shat-Chakra-Nirupana

La descrizione dei sei centri


Il Fiore di Loto Anahata è descritto nel Shat-Chakra-Nirupana nei versetti 22, 23, 24, 25, 26 e 27.
Esso è del colore del fiore Bandhūka (Pentapetes phoenicea L.) e sui suoi dodici petali vi sono le lettere da Ka a Tha (Ka, Kha, Ga, Gha, Ña, Ca, Cha, Ja, Jha, Na, Ṭa, Ṭha) col Bindu sopra, di color vermiglio. Nel suo pericarpo si trova il Vayu-Mandala esagonale, color fumo, e sopra vi è il Surya-Mandala con il Trikona lucente come dieci milioni di lampi nell’interno. Sopra di esso il Vayu Bija, color fumo, è seduto su di un’antilope nera, ha quattro braccia e tiene il pungolo (Ankusha). Nel grembo di Vayu Bija vi è Isha dai tre occhi, simile allo Hamsa. Le sue due braccia sono protese nei gesti di esaudire le preghiere e di scacciare la paura. Nel pericarpo di questo Fiore di Loto, seduta su di un fiore di loto rosso, si trova la Shakti Kākinī. Ella ha quattro braccia, reca il nodo scorsoio (Pāsha), il teschio (Kapāla) e fa gesti di concedere grazie (Vara) e di scacciare la paura (Abhaya). È di un colore dorato, è vestita di giallo, ed ha indosso ogni specie di gioielli e una ghirlanda di ossa. Il suo cuore è reso mite dal nèttare. Nel mezzo del Trikona v’è Shiva nella forma di un Vāna-Linga, con la mezzaluna e il bindu sulla testa. Egli è color oro. Ha sguardo gioioso e pieno di ardente desiderio. Sotto di lui si trova il Jivātmā simile allo Hamsa. È simile alla fiamma immobile di una lampada. Sotto il pericarpo di questo Fiore di Loto vi è il fiore di loto rosso ad otto petali, con la corolla rivolta verso l’alto. In questo fiore di loto (rosso) vi sono l’albero Kalpa e l’altare ingioiellato sormontato da un padiglione e decorato da bandiere e simili, che è il luogo dell’adorazione mentale.

Le lettere sui petali di Anahata chakra
Le lettere sui petali di Anahata chakra

Le divinità in Anahata chakra: Vayu, Isha, Kakini (in senso antiorario dal basso)
Le divinità in Anahata chakra: Vayu, Isha, Kakini (in senso antiorario dal basso). Fonte: http://www.kheper.net/topics/chakras/Anahata.htm


Shatchakranirupana - versetto 21 prima parte
Shatchakranirupana - versetto 21 seconda parte

Tasyordhve hṛdi paṅkajaṁ sulalitaṁ bandhūkakantyujjvalaṁ
kādyairdvādaśavarṇakairupahitaṁ sīndūrarāganvitaiḥ
Nāṁnāṇāhatasamjñakaṁ surataruṁ vācchātiriktapradaṁ
vāyormaṇdalamatra dhūmasadṛśaṁ şatkoṇaśobhānvitaṁ

22 – Sopra, nel cuore, v’è il delizioso Fiore di Loto che ha lo splendido colore del fiore Bandhuka, con tutt’intorno le dodici lettere, a cominciare da Ka, del colore del cinabro. È noto col nome di Anahata, ed è simile al celeste albero del desiderio, poiché concede sempre più di quello che (il supplice) desidera. Quivi è la regione di Vayu, bellissima e con sei angoli, che è di colore simile a quello del fumo.


Shatchakranirupana - versetto 23

Tanmadhye pavanākşaraṁ ca madhuraṁ dhūmāvalīdhūsaraṁ
dhyayetpāṇicatuştayena lasitaṁ kṛşnādhirūḍhaṁ paraṁ
Tanmadhye karuṇānidnamamalaṁ haṁsābhamiśabhidhaṁ
pāṇibhyāmabhayaṁ varaṁ ca vidadhallokatrayāṇāmapi

23 – Si mediti, all’interno di esso, sul dolce ed eccellente Pavana Bija, grigio come una nuvola di fumo, con quattro braccia, seduto su di un’antilope nera. E, all’interno di esso, (si mediti) anche sulla Dimora della Misericordia, sul Signore Immacolato che splende come il Sole, le cui due mani fanno il gesto che esaudisce le preghiere e discaccia la paura dei tre mondi.


Shatchakranirupana - versetto 24

Atrāste khalu kākinī navataḍitpītā triṇetrā śubhā
sarvālaṁkaraṇānvitā hītakari saṁyagjnānāṁ mudā
hastaiḥ pāśakapālaśobhanavarān saṁbibhrati cābhyaṁ
mattā pūrṇasudhārasārdrahṛdayā kaṅkālamālādharā

24 – Quivi dimora Kakini, che è di colore giallo, a guisa d’un lampo nuovo, ilare e fausta; ha tre occhi ed è la benefattrice di tutti. Ella ha indosso ogni specie di ornamenti, e con le quattro mani reca il nodo scorsoio e il teschio, fa il gesto della benedizione e il gesto che discaccia la paura. Il suo Cuore è reso mite dalle libagioni di nèttare.


Shatchakranirupana - versetto 25

Etannīrajakarṇikāntaralasacchaktistrikoṇābhidha
vidyutkotisamānakomalavapuḥ sāste tadantargataḥ
Baṇākhyaḥ śivalinṅgakoऽpi kanakākārāṅgarāgojjvalo
maulau sūkşma-vibheda-yuṅ maṇiriva prollāsalakşmyālayaḥ

25 – La Shakti il cui tenero corpo è simile a dieci millioni di lampeggianti folgori è nel pericarpo di questo Fiore di Loto, nella forma di un triangolo (Trikona). All’interno del Triangolo v’è lo Shivalinga noto col nome di Vana. Questo Linga è come splendente oro, e sulla testa ha un foro minuscolo, da gemma. Esso è la risplendente dimora di Lakshmi.


Shatchakranirupana - versetto 26

Dhyayedyo hṛdi paṅkajaṁ surataruṁ śarvasya pīthālayaṁ
devasyānila-hīna-dīpa-kalikā-haṁsena saṁ-śobhitaṁ
bhānormaṇdala-maṇditāntara-lasat kiñjalka-śobhādharaṁ
vācāmīśvara īśavaroऽpi jagatāṁ rakşavināśe kşamaḥ

26 – Chi medita sul Fiore di Loto del cuore diviene (simile al) Signore del Linguaggio e, (come) Ishvara, è in grado di proteggere e distruggere i mondi. Questo Fiore di Loto è come l’albero celeste dei desideri, dimora e sede di Sharva. È abbellito dallo Hamsa, che è come la fiamma immobile di una lampada in un luogo senza vento. Belli sono i filamenti che ne circondano il pericarpo, illuminati dalla regione solare.


Shatchakranirupana - versetto 27

Yogīśo bhavati priyātpriyatamaḥ kāntākulasyāniśaṁ
jñānīśoऽpi kṛti jitendriyagaṇo dhyānāvadhānakşamaḥ
Gadyaiḥ padyapadādibhiśca satataṁ kavyāmbhudhārāvaho
lakşmiraṅgaṇadaivataḥ parapure śaktaḥ praveştuṁ kşaṇāt.

27 – Primo tra gli yogi, egli viene anteposto al prediletto dalle donne. È supremamente saggio e solito a compiere nobili azioni. I suoi sensi sono completamente sotto controllo. La sua mente, nella sua intensa concentrazione, è assorbita nei pensieri del Brahman. La sua parola ispirata fluisce come un ruscello di acqua (limpida). Egli è simile al Deva che è il benemerito di Lakshmi ed è in grado, a volontà, di entrare nel corpo di un altro.

Fonti

Arthur Avalon, il cui nome originario è John Woodrofe, oltre a quest’opera, ha curato una serie di testi tantrici (Inni alla Dea Madre ed. Mediterranee 1984; Shakti e Shakta ed. Mediterranee 1984; Il mondo come potenza ed. Mediterranee 1988; ecc.) oltre ad altri lavori su temi analoghi.
Egli si è avvalso dell’aiuto e dell’insegnamento di maestri ed eruditi indù con cui venne a contatto nei trent’anni trascorsi nel luogo ricoprendo un’alta carica dell’aministrazione anglo-indiana.
Il Potere del Serpente ed. Mediterranee è stato stampato nel 1968 ed ha avuto numerose ristampe.

Note


Kalpataru, il celeste albero dei desideri, che concede sempre più di quello che il supplice desidera, e che può essere rappresentato come un albero capovolto, le qui radici affondano nell’assoluto indifferenziato, mentre i rami e le foglie sono le parti più periferiche che danno origine al nostro mondo