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Riflessione sui centri psichici: muladhara chakra – 2° parte

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Il punto di localizzazione

chakras kshetram

La sede del muladhara nel corpo maschile è situata leggermente all’interno del perineo, a metà strada tra lo scroto e l’ano. Esso è l’aspetto più profondo di quel complesso nervoso che trasporta tutti i tipi di sensazioni, ed è direttamente connesso con i testicoli. Nel corpo femminile, muladhara chakra è situato nella parte posteriore della cervice.

punto di localizzazione di muladhara chakra
Sia nell’uomo che nella donna, in muladhara chakra c’è una rudimentale ghiandola che assomiglia ad un nodo.
In Sanskrito è conosciuta come Brahma granthi, il nodo di Brahma.
Fiché questo nodo rimane intatto, l’energia localizzata in quest’area rimane bloccata.
Dal momento in cui il nodo si scioglie, la shakti si risveglia.
Solo quando l’individuo diviene consapevole della possibilità di una coscienza divina, di una forza e di uno scopo più grandi di quello che è la vita istintiva animale, Brahma granthi inizia a sciogliersi.
Quando l’aspirazione dell’individuo si risveglia, la coscienza inizia a liberarsi dalla radice.
Molte persone si sentono esitanti e timorose nel pensare la kundalini in muladhara chakra, e affermano che è in manipura perché non vogliono associare l’energia sacra della kundalini con il non sacro apparato sessuale.
Comunque, ricerche scientifiche dimostrano che questa minuscola ghiandola in muladhara chakra contiene energia infinita e che molte esperienze psichiche e spirituali hanno origine da muladhara.
Il fatto che muladhara sia situato nella regione sessuale non lo rende di certo un centro impuro.

Simbologia tradizionale

Muladhara chakra è tradizionalmente rappresentato da un fiore di loto con quattro petali di colore rosso.
In ciascun petalo c’è una lettera sanscrita: vam, sham, sciam e sam, scritta in oro.
Nel pericarpo c’è un quadrato giallo, simbolo dell’elemento terra, circondato da otto punte di lancia dorate: quattro in ogni angolo e quattro nei punti cardinali.
Si dice che queste rappresentino le sette montagne Kula alla base dell’asse terrestre.
Il quadrato giallo dorato, yantra dell’elemento terra, è sostenuto da un elefante con sette proboscidi.
L’elefante è il più grosso fra tutti gli animali della terra e possiede molta forza e solidità.
Questi sono gli attributi di muladhara: un grande potere addormentato, che riposa in un luogo completamente stabile e solido.
Le sette proboscidi dell’elefante rappresentano i sette minerali che sono necessari alle funzioni fisiche, in sanskrito conosciuti come sapta dhatu.
L’elefante dalle sette proboscidi è il veicolo della grande mente, della grande creatività.
Sopra il dorso dell’elefante, nel centro del quadrato, c’è un triangolo rosso scuro capovolto.
Questo è il simbolo di shakti o energia creativa che è responsabile della riproduzione e della moltiplicazione di tutte le cose.
Dentro il triangolo c’è lo swayambhu o dhumra linga, di colore grigio fumo.
Attorno a questo linga, che rappresenta il corpo astrale, kundalini è attorcigliata per tre spire e mezza, il suo splendore è come quello del fulmine.
Il tre rappresenta i tre guna o qualità della natura in un individuo.
Finché i tre guna sono operanti, l’individualità funziona entro i confini dell’ego.
Il mezzo giro rappresenta la trascendenza.
Nel Tantra questo serpente arrotolato è conosciuto come mahakala, il grande tempo o tempo senza fine.
Lì, la kundalini giace nel grembo dell’inconscio, oltre il tempo e lo spazio.
Quando la kundalini comincia a manifestarsi, penetra nelle dimensioni della personalità e dell’individualità e diviene soggetta al tempo e allo spazio.
Quello è il risveglio del grande potere del serpente entro la forma, la struttura e la coscienza individuali dell’essere umano.
Nella maggior parte delle persone è addormentata.
Nel suo aspetto risvegliato, kundalini shakti rappresenta il nostro potenziale spirituale, ma nel suo aspetto addormentato rappresenta quel livello istintivo di vita che sostiene la nostra esistenza fondamentale.
Entrambe le possibilità si trovano in muladhara.
Posto sopra il triangolo invertito c’è il bija mantra lam (लं). Dentro il bindu che si trova sopra il mantra, risiede il dio elefante Ganesha e la dea Dakini con quattro braccia e lucenti occhi rossi.
Essa risplende come la luminosità di molti soli che sorgono contemporaneamente.
É il veicolo dell’intelligenza sempre pura.
L’olfatto è il tanmatra o senso associato a muladhara, dove si manifestano gli odori psichici.
Il gyanendriya, od organo di senso, è il naso, ed il karnendriya, organo d’azione, è l’ano.
Il risveglio di muladhara è spesso accompagnato da una sensazione di prurito attorno al coccige o all’ano, e il senso dell’olfatto diviene così acuto che diviene difficile sopportare gli odori sgradevoli.
Muladhara è l’interruttore diretto per il risveglio di agya chakra.
Appartiene a bhu loka, il primo piano dell’esistenza mortale, ed è il centro principale di apana.
Muladhara è anche la sede di annamaya kosha, il corpo del nutrimento, connesso con l’assorbimento del cibo e l’evacuazione delle feci.
Attraverso la meditazione sulla kundalini in muladhara chakra, un uomo diventa padrone del linguaggio, un re tra gli uomini e un adepto in ogni genere di sapere.
Egli diviene libero per sempre da tutte le malattie ed è sempre contento.