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Riflessione sui centri psichici: agya chakra – 4° parte

suryanamaskara 0

Agya chakra e la mente

Il composto mentale: manas, buddhi, chitta e ahamkara
Agya è essenzialmente il chakra della mente, rappresentando un più ampio livello di consapevolezza.
Ogni qualvolta vi concentrate su qualcosa, sia su muladhara, swadhisthana o manipura chakra, oppure su un oggetto esterno o su un’idea, agya è interessato, moderatamente o potentemente, secondo il livello della vostra concentrazione.

È attraverso agya che sopravviene la visione interiore quando sogniamo o quando visualizziamo.
Se state mangiando, dormendo o parlando e non ne siete consapevoli, allora agya non sta operando.
Ma se state parlando e un’area della vostra consapevolezza lo sa, questa coscienza, questa consapevolezza è la facoltà di agya.
Quando sviluppate agya, potete acquisire della conoscenza anche senza l’aiuto dei sensi.
Normalmente tutta la conoscenza ci giunge attraverso le informazioni che i sensi inviano al cervello e ad un processo di classificazione, logico ed intellettivo, che ha sede nella parte frontale del cervello.
Supponiamo che sia un giorno molto nuvoloso: attraverso la logica, possiamo supporre che pioverà, e questa conoscenza è sorta grazie alle informazioni provenienti dal senso della vista che ci ha fatto percepire il cielo coperto di nubi. Ma se non ci sono nuvole in cielo, e al di là di ogni dubbio sapete che pioverà, significa che i mezzi della vostra percezione e intuizione sono molto acuti e che agya chakra sta funzionando.
Quando agya chakra viene risvegliato, l’instabilità della mente individuale si disperde e la buddhi (l’intelligenza sottile o percezione superiore) purificata si manifesta.
L’attaccamento, che è causa di ignoranza, e la mancanza di discriminazione svaniscono; sankalpa shakti (la forza di volontà) diviene molto forte.
I propositi mentali sono quasi immediatamente convertiti nei risultati, purché in accordo con il dharma individuale.
Agya è il centro dell’osservatore, dove si diviene l’osservatore distaccato di tutti gli eventi, inclusi quelli che avvengono entro il corpo e la mente. Qui, il livello di consapevolezza è sviluppato in modo tale che si comincia a “vedere” l’essenza più nascocta che sta sotto ogni apparenza visibile.
Quando agya viene risvegliato, il senso ed il significato dei simboli appaiono all’improvviso nelle percezioni conscie e la conoscenza intuitiva sorge senza sforzo.
Questo è il centro della percezione extrasensoriale, dove si manifestano i vari siddhi secondo i propri samskara o tendenze mentali.
Per questa ragione si dice che agya chakra assomigli ad un nodo alla sommità del midollo spinale.
SAecondo il Tantra, questo nodo è chiamato rudra granthi, il nodo di Shiva.
Questo nodo è il simbolo dell’attaccamento dell’aspirante ai siddhi appena sviluppati che accompagnano il risveglio di agya.
Il nodo effettivamente blocca l’evoluzione spirituale finché l’attaccamento ai fenomeni psichici è superato e il nodo si dissolve nella coscienza.

Comprensione di causa ed effetto

Finché agya chakra non si risveglia, siamo soggetti a delusioni, consideriamo le cose in modo inesatto, abbiamo moltissimi concetti sbagliati circa l’amore e l’attaccamento, l’odio e la gelosia, il tragico e il comico, la vittoria e la sconfitta e molte altre cose.
Le nostre paure sono infondate, e così le nostre gelosìe e gli attaccamenti, ma nondimeno li abbiamo.
La nostra mente funziona entro una sfera limitata e non possiamo trascenderla.
Proprio come sogniamo di notte e le esperienza nel sogno sono relative, così sogniamo anche durante lo stato di veglia e le nostre esperienze sono altrettanto relative.
Nello stesso modo in cui ci risvegliamo da un sogno, quando agya si risveglia avviene un processo di risveglio dal sogno presente in cui stiamo vivendo, per cui possiamo comprendere completamente la relazione tra causa ed effetto.
Per noi è necessario capire la legge di causa ed effetto in relazione alla nostra vita, altrimenti rimaniamo rattristati e depressi da certi avvenimenti della vita.
Supponiamo che diate alla luce un bambino e che subito dopo muoia.
Perché è successo?
Questo è ciò che tutti si chiederebbero, non è così?
Se un bambino è nato per morire immediatamente dopo la nascita, perché mai è nato?
Potrete capirne la ragione solo se capirete la legge di causa ed effetto.
Causa ed effetto non sono eventi istantanei.
Ogni azione è nello stesso tempo causa ed effetto.
Questa vita che noi abbiamo è un effetto, ma quale ne è stata la causa?
Voi dovete scoprirlo, allora potrete capire la relazione tra causa ed effetto.
Ed è solo dopo il risveglio di agya chakra che queste leggi possono essere conosciute.
Allora il vostro atteggiamento filosofico ed il vostro approccio alla vita cambieranno.
Nessun evento della vita vi colpirà più negativamente, e le varie situazioni ed esperienze che entrano ed escono dalla vostra vita non vi disturberanno più.
Parteciperete a tutti gli eventi della vostra vita vivendoli appieno, ma come un testimone distaccato.
La vita fluirà come una veloce corrente e voi vi arrenderete e fluirete con essa.

Ascendere da agya a sahasrara

Arrivare ad agya chakra richiede sadhana, disciplina, fede e sforzo continuo.
Con il nostro attuale stato mentale non è possibile sapere come raggiungere sahasrara, ma quando agya chakra diviene attivo, svilupperete una percezione superiore e realizzerete come raggiungere sahasrara.
È come prepararsi a fare un viaggio da Munger a Marine Drive, vicino a Bombay.
La fase più importante è il lungo viaggio in treno fino a Bombay.
Una volta che siete lì, arrivare a Marine Drive non è un problema.
È facile trovare la strada, basta prendere un taxi e andarci.
Così, per noi non è importante sapere come raggiungere sahasrara da agya chakra, ma è essenziale sapere come risvegliare agya.

Da “Kundalini Tantra”, Swami Satyananda Saraswati, edizioni Satyananda Ashram Italia 1984