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La discesa della kundalini

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la discesa della kundalini

La discesa della kundalini

Tutti parlano dell’ascesa della kundalini, ma pochi parlano della sua discesa.

Quando si verifica la discesa della kundalini, significa che il piano mentale inferiore dell’essere umano non è più influenzato dalla mente comune ed il controllo viene preso dalla mente superiore.
Questa forma superiore di coscienza governa il corpo, la mente e i sensi e dirige la vita, i pensieri e le emozioni.
Da quel momento in poi, la kundalini sarà la guida della propria vita.
Questo è il concetto di discesa.

L’intero procedimento dopo l’unione

Quando Shiva e Shakti si uniscono in sahasrara si ha l’esperienza del samadhi, il cervello diviene illuminato e le zone prima silenti cominciano a funzionare.
Per un certo periodo di tempo Shiva e Shakti restano in una condizione di reciproca unione, e durante questo periodo vi è una totale perdita di coscienza di entrambi.
In quel momento si evolve un bindu.
Bindu significa punto, goccia, e quel bindu è il substrato di tutto il cosmo.
Entro quel bindu vi è la sede dell’intelligenza umana e la sede dell’intera creazione.
Poi bindu si divide in due e Shiva e Shakti si manifestano nuovamente nella dualità.
Quando si era manifestata l’ascesa, si trattava della sola Shakti, ma ora, durante la discesa, Shiva e Shakti discendono insieme al livello grossolano e vi è nuovamente conoscenza della dualità.
Coloro che hanno studiato la fisica quantistica potranno comprendere meglio questo evento, perché è difficile comprendere il procedimento dal punto di vista filosofico.
Dopo l’unione totale vi è un procedimento di discesa attraverso lo stesso canale utilizzato per l’ascesa.
La coscienza grossolana che si era raffinata,torna ad essere grossolana.
Questo è il concetto di incarnazione divina o avatara.

L’esperienza non-duale del samadhi

Quando una persona raggiunge le vette più alte del samadhi, purusha e prakriti, Shiva e Shakti, sono in totale unione ed esiste solo advaita, l’esperienza non-duale.
In quel momento, quando non esistono più soggetto, oggetto e distinzione, è molto difficile poter discriminare.
Si può apparire come un idiota e non saperlo, si può apparire come un grande maestro e non esserne consapevoli.
Non si sa neppure se la persona alla quale si rivolge la parola sia un uomo oppure una donna, perché non se ne percepisce la differenza.
Può darsi che ci si avvicini a persone spirituali o divine senza esserne consapevoli, perché in quello stato la coscienza è ridotta al livello di innocenza di un bambino.
Nello stato di samadhi siete bambini.
Un bambino non può distinguere la differenza tra un uomo e una donna perché non ha il concetto di distinzione fisica o sessuale.
Non sa distinguere un maestro da un idiota e non può neanche vedere la differenza tra un serpente ed una corda.
Può tenere in mano un serpente proprio come terrebbe in mano un pezzo di corda.
Questo avviene precisamente nel momento dell’unione di Shakti e Shiva, il momento più alto del samadhi.
Quando Shiva e Shakti discendono al livello grossolano, cioè in muladhara chakra, si separano e vivono come due entità distinte.
In muladhara chakra vi è dualità.
Vi è dualità nella mente e nei sensi e nel mondo dei nomi e delle forme, ma in samadhi non vi è alcuna dualità.
Non vi è un essere che vede o che percepisce nello stato di samadhi.
Non c’è nessuno che possa dire che cosa sia samadhi perché è un’esperienza di non-dualità.

Perché sia Shiva che Shakti discendono

E’ molto difficile capire perché Shiva e Shakti discendono al livello grossolano dopo aver raggiunto l’unione più elevata.
Che senso ha distruggere il mondo per poi ricrearlo?
A quale scopo trascendere la coscienza se poi si deve di nuovo ritornare indietro?
Perché sforzarsi a risvegliare la kundalini e unirsi con Shiva in sahasrara, se poi si deve ritornare giù in muladhara chakra?
Questo è qualcosa di molto misterioso e possiamo ben chiederci: “Perché allora risvegliare la kundalini?”
Perché costruire una grande casa se sapete che dovete bruciarla quando sarà terminata?
In realtà noi creiamo moltissime cose che alla fine sono destinate ad essere distrutte.
Allora, perché farle?
Sembra pazzesco!
Pratichiamo molta sadhana per trascendere i chakra e ascendere dalla terra al cielo.
Poi, quando abbiamo raggiunto il paradiso e siamo divenuti uno con quell’immensa realtà, all’improvviso decidiamo di tornare giù.
E non torniamo soli, portiamo l’immensità con noi.
Sarebbe più comprensibile se Shakti tornasse giù da sola e Shiva restasse in cielo.
Forse, quando Shakti è sul punto di lasciarlo, Shiva dice: “Aspetta, vengo con te.”

Una nuova esistenza sul piano grossolano

Quando la kundalini discende, tornate giù al livello grOssolano con una coscienza totalmente trasformata.
Vivete una vita normale, socializzando con gli altri e svolgendo i vostri compiti quotidiani come fanno tutti.
Forse giocate anche il gioco dei desideri, delle passioni, delle ambizioni e di altre cose simili.
Forse fate il gioco delle vittorie e delle sconfitte, degli attaccamenti e delle infatuazioni, ma state solo giocando un gioco.
Lo sapete e fate ogni cosa come un attore.
Non siete coinvolti anima e corpo.
E’ in questo stadio che il genio o la coscienza trasformata si manifesta attraverso voi.
Non avete bisogno di pensare o progettare come fare miracoli.
Dovete ricordarvi che siete discesi sotto forma di coscienza trasformata.
Dovete ricordare che siete ora collegati con quelle aree del cervellop che prima erano silenti.
E dovete ricordare anche che siete in contatto con quelle riserve di conoscenza, di potere e di saggezza che appartengono al regno degli universi superiori.
Finché la discesa non è completata, tale persona vive una vita molto semplice, senza che nessuno la noti o le presti attenzione.
Una volta che la discesa è completata, allora comincia ad assumere la sua parte e viene riconosciuta come un’incarnazione divina.
La gente vede che in quella persona c’è qualcosa di speciale rispetto a chiunque altro e la chiamano guru.
Una tale persona è in effetti un piccolo dio.

Trattare con le espressioni della realtà

Quando Shiva e Shakti discendono al livello grossolano di consapevolezza, vi è di nuovo dualità.
Ecco perché l’uomo che si è realizzato è capace di comprendere il dolore e tutte le situazioni esteriori della vita.
Egli capisce l’intero gioco della dualità, della molteplicità e della diversità.
A volte noi comuni mortali non riusciamo a capire come quest’uomo, che ha raggiunto le mete più elevate, sia in grado di far fronte alle situazioni di dualità della vita.

Da “Kundalini Tantra”, Swami Satyananda Saraswati, edizioni Satyananda Ashram Italia 1984