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Yogasutra – Libro delle facoltà sovrannaturali (Vibhuti pada): Sutra 17 – 37

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Alba in campagna
Yogasutra – Libro delle facoltà sovrannaturali (Vibhuti pada): Sutra 17 – 37
17
शब्दार्थप्रत्ययामामितरेत्रराध्यासात्संकरः तत्प्रविभागसंयमात् सर्वभूतरुतज्ञानम् ॥१७॥

śabdārtha-pratyayāmām-itaretrarādhyāsāt-saṁkaraḥ tat-pravibhāga-saṁyamāt sarvabhūta-ruta-jñānam

Parola, significato e rappresentazione, sovrapponendosi reciprocamente, si confondono insieme: concentrandosi sulla loro distinzione [si ottiene] la conoscenza delle voci di tutti gli esseri.
Traduzione alternativa: “Il suono, lo scopo e l’idea che vi stanno alle spalle sussistono insieme nella
mente, in uno stato confuso. Grazie al samyama sul suono avviene una separazione e sorge la comprensione dei significati dei suoni prodotti dagli esseri viventi, ovvero la comprensione di come nasce e si struttura il linguaggio in relazione alla coscienza.”

18
संस्कारसाक्षात्करणात् पूर्वजातिज्ञानम् ॥१८॥

saṁskāra-sākṣātkaraṇāt pūrva-jāti-jñānam

Per effetto dell’intuizione delle impressioni [si ottiene] la conoscenza delle vite antecedenti.
Traduzione alternativa: “Osservando le impressioni del passato si ottiene la conoscenza delle proprie
nascite, ovvero facendo samyama sui Samskara (1), i propri condizionamenti provenienti dal passato, se ne
conosce l’origine.”

19
प्रत्ययस्य परचित्तज्ञानम् ॥१९॥

pratyayasya para-citta-jñānam

[Concentrandosi] sulla rappresentazione [si ottiene] la conoscenza del pensiero altrui.

20
न च तत् सालम्बनं तस्याविषयी भूतत्वात् ॥२०॥

na ca tat sālambanaṁ tasya-aviṣayī bhūtatvāt

Ma esso è [conosciuto] senza il suo soggetto, poiché questo non è tematizzato.

21
कायरूपसंयमात् तत्ग्राह्यशक्तिस्तम्भे चक्षुः प्रकाशासंप्रयोगेऽन्तर्धानम् ॥२१॥

kāya-rūpa-saṁyamāt tat-grāhyaśakti-stambhe cakṣuḥ prakāśāsaṁprayoge-‘ntardhānam

Concentrandosi sulla forma del corpo [si ottiene] l’invisibilità, allorché la sua percepibilità è soppressa e non viene a contatto con la rivelatività della vista.

22
सोपक्रमं निरुपक्रमं च कर्म तत्संयमातपरान्तज्ञानम् अरिष्टेभ्यो वा ॥२२॥

sopa-kramaṁ nirupa-kramaṁ ca karma tatsaṁyamāt-aparāntajñānam ariṣṭebhyo vā

Concentrandosi sul karman (2) imminente e differito, oppure dai segni premonitori, [si ottiene] la conoscenza del momento del trapasso.

23
मैत्र्यदिषु बलानि ॥२३॥

maitry-adiṣu balāni

[Concentrandosi] sulla benevolenza, [la compassione, il compiacimento e l’indifferenza si ottengono] le forze.

24
बलेषु हस्तिबलादीनी ॥२४॥

baleṣu hastibalādīnī

[Concentrandosi] sulle forze [si ottiene] la forza [delle diverse creature] come l’elefante.

25
प्रवृत्त्यालोकन्यासात् सूक्ष्माव्यावहितविप्रकृष्टज्ञानम् ॥२५॥

pravṛtty-āloka-nyāsāt sūkṣmā-vyāvahita-viprakṛṣṭa-jñānam

Volgendo ad esse il fulgore dell’intuizione [si ottiene] la conoscenza delle cose sottili, occulte e remote.

26
भुवज्ञानं सूर्येसंयमात् ॥२६॥

bhuva-jñānaṁ sūrye-saṁyamāt

Concentrandosi sul sole [si ottiene] la conoscenza delle città [cosmiche].

27
चन्द्रे तारव्यूहज्ञानम् ॥२७॥

candre tāravyūha-jñānam

[Concentrandosi] sulla luna [si ottiene] la conoscenza della configurazione degli astri.

28
ध्रुवे तद्गतिज्ञानम् ॥२८॥

dhruve tadgati-jñānam

[Concentrandosi] sulla stella polare [si ottiene] la conoscenza del moto delle stelle.

29
नाभिचक्रे कायव्यूहज्ञानम् ॥२९॥

nābhicakre kāyavyūha-jñānam

[Concentrandosi] sul chakra dell’ombelico si ottiene la conoscenza della configurazione corporea.

30
कन्ठकूपे क्षुत्पिपासा निवृत्तिः ॥३०॥

kanṭha-kūpe kṣutpipāsā nivṛttiḥ

[Concentrandosi] sul cavo gutturale cessa la fame e la sete.

31
कूर्मनाड्यां स्थैर्यम् ॥३१॥

kūrma-nāḍyāṁ sthairyam

[Concentrandosi] sulla nadi della tartaruga (kurma-nadi) si ottiene fermezza.

32
मूर्धज्योतिषि सिद्धदर्शनम् ॥३२॥

mūrdha-jyotiṣi siddha-darśanam

[Concentrandosi] sul luminare del capo si ottiene la visione dei Perfetti (siddha).

33
प्रातिभाद्वा सर्वम् ॥३३॥

prātibhād-vā sarvam

Oppure [si conosce] ogni cosa di conoscenza illuminata.

34
ह्र्डये चित्तसंवित् ॥३४॥

hrḍaye citta-saṁvit

[Concentrandosi] sul cuore si diviene consapevoli della mente.

35
सत्त्वपुरुषायोः अत्यन्तासंकीर्णयोः प्रत्ययाविशेषोभोगः परार्थत्वात्स्वार्थसंयमात् पुरुषज्ञानम् ॥३५॥

sattva-puruṣāyoḥ atyantā-saṁkīrṇayoḥ pratyayāviśeṣo-bhogaḥ para-arthat-vāt-sva-arthasaṁyamāt puruṣa-jñānam

La fruizione trae origine dall’indistinzione della rappresentazione del sattva e dello Spirito, che pure sono assolutamente disgiunti. Essa è finalizzata ad altrui: concentrandosi su ciò che invece è finalizzato a sé [si ottiene] la conoscenza dello Spirito.

36
ततः प्रातिभस्रावाणवेदनादर्शास्वादवार्ता जायन्ते ॥३६॥

tataḥ prātibha-srāvāṇa-vedana-ādarśa-āsvāda-vārtā jāyante

Da ciò nasce la conoscenza illuminata e l’udito, il tatto, la vista, il gusto e l’olfatto sovrannaturali.

37
ते समाधवुपसर्गाव्युत्थाने सिद्धयः ॥३७॥

te samādhav-upasargā-vyutthāne siddhayaḥ

Essi sono fenomeni negativi rispetto all’enstasi, ma perfezioni rispetto alla dispersione, ovvero, questi sono poteri se la mente è rivolta all’esterno, ma sono ostacoli sul cammino della consapevolezza, della realizzazione (Samadhi).

Note

(1) – Samskara
La teoria dei samskara è un corollario della legge del karma.
Durante il ciclo di morti e rinascite (samsara) l’anima trattiene con sé il corpo sottile costituito da prana, manas, dal karma e da ahankara. Il karma, più precisamente il karmashaya, contiene le impressioni di esperienze accumulate nelle vite precedenti (samskara) che determinano l’orientamento dell’essere incarnato (jiva) nella vita presente.
Tali impressioni una volta pervenute attraverso gli organi dei sensi , penetrano nella mente esteriore (manas), nella mente intermedia (buddhi), per poi passare alla mente profonda (citta), inaccessibile all’io cosciente.
Qui creano “solchi” nella psiche, i samskara appunto, i quali sono tracce di memoria, residui latenti, all’origine delle tendenze e degli automatismi mentali, estremamente difficili da estirpare proprio perché radicati a livello inconscio.
Sono gli aggregati psichici o samskara che generano le tendenze caratteriali (vasana) e costituiscono la base sommersa della personalità, quella che caratterizzerà il soggetto anche nella vita successiva.
Vasana è la risultante delle forze interagenti tra i vari samskara, è la traccia psichica che si esprime attraverso preferenze, gusti, propensioni, attitudini e modalità di comportamento i quali provano che una persona non giunge dal nulla, ma si porta dietro un cospicuo bagaglio esperienziale accumulato di vita in vita.
L’unica forza opponibile a quella potentemente condizionante e altrimenti invariabile della tendenza è la forza di volontà, con la quale è possibile arginare e riorientare le vasana distruttive e rafforzare i comportamenti positivi già acquisiti e propedeutici alla evoluzione psichica e spirituale dell’essere umano.
(Fonte: Oriente Spirituale)


(2) – Karma e Samsara
Secondo la cosmogonia vedica l’universo fenomenico si regge sulla legge di causa-effetto, la quale agisce non solo sugli oggetti fisici ma anche sui fenomeni più impercettibili del mondo psichico. Secondo questa legge infatti, definita legge del karma, ad ogni azione, positiva o negativa, segue una reazione dello stesso segno che l’autore attira su di sé di vita in vita. Dunque la legge del karma o della indefettibile remunerazione delle azioni, dirige l’essere spirituale, ontologicamente immortale, nella sua trasmigrazione di corpo in corpo, determinando le condizioni della rinascita, della forma mentis e della vita futura.
Derivato dalla radice kri-, “fare”, il termine karma significa letteralmente “atto, azione” ed indica la dottrina per cui ogni atto genera effetti che provocano la necessità di rinascere più volte: il ciclo delle nascite e morti ripetute è chiamato samsara, letteralmente “passaggio, trasmigrazione” cioè “giro, ciclo delle rinascite”.
“Come l’anima incarnata passa, in questo corpo, dall’infanzia alla giovinezza e poi alla vecchiaia, così l’anima passa in un altro corpo all’istante della morte. La persona saggia non è turbata da questo cambiamento” (Bhagavad-gita II, 13)
I testi della sapienza indovedica spiegano che la morte non è un’interruzione o addirittura una cessazione della vita, ma semplicemente una delle innumerevoli tappe nel viaggio della vita, un viaggio infinito ed affascinante.
La trasmigrazione si rivela necessaria perché l’uomo può essersi talmente identificato e racchiuso nei suoi schemi, nelle sue convinzioni nei suoi condizionamenti, da rendere indispensabili esperienze psicofisiche nuove, che rinvigoriscano la tensione evolutiva.
Nel contesto filosofico e psicologico il termine karma include anche il concetto di reazione, che si innesca in risposta all’azione precedentemente compiuta dal soggetto.
La dinamica dell’azione nasce da forze situate nella sfera inconscia a cui l’io non ha generalmente accesso: in sanscrito tale zona della mente profonda è chiamata karmashaya.
Perfetti conoscitori della mente umana, gli antichi saggi vedici sapevano vedere le conseguenze dell’azione, nell’azione stessa e ancora prima nella motivazione che la genera.
(Fonte: Oriente Spirituale)

Sutra precedenti
Libro delle facoltà sovrannaturali – Sutra 9 – 16
Libro delle facoltà sovrannaturali – Sutra 1 – 8
Libro del metodo – Sutra 46 – 55
Libro del metodo – Sutra 35 – 45
Libro del metodo – Sutra 26 – 34
Libro del metodo – Sutra 12 – 25
Libro del metodo – Sutra 1- 11
Libro dell’illuminazione – Sutra 33 – 51
Libro dell’illuminazione – Sutra 24 – 32
Libro dell’illuminazione – Sutra 12 – 23
Libro dell’illuminazione – Sutra 1 – 11