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Anahata chakra

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anahata chakra
Anahata chakra
Anahata chakra letteralmente significa “non colpito” (an-non, ahat-colpito).
Tutti i suoni nell’universo manifesto sono prodotti dall’urto di oggetti e questo crea vibrazioni o onde sonore.
Ma quel suono che nasce al di là di questo mondo materiale, il suono primordiale, è la sorgente di tutti i suoni ed è anahata nada (suono).
Il centro del cuore è il centro in cui questo suono si manifesta.
Può essere percepito dallo yogi come una vibrazione interna, mai nata, immortale, il pulsare dell’universo.
Anahata chakra è simboleggiato da un loto blu scuro con 12 petali sui quali sono scritte le lettere: kam, kham, gam, gham, nam, cham, chham, jam, jham, nam, tam, tham.
Nel centro del loto vi è un esagramma formato da due triangoli intrecciati (come la stella di David) ed il bija mantra yam posto su di una veloce antilope nera, simbolo dell’elemento aria.

Le lettere sui petali di Anahata chakra
Le lettere sui petali di Anahata chakra

Le divinità in Anahata chakra: Vayu, Isha, Kakini (in senso antiorario dal basso)
Le divinità in Anahata chakra: Vayu, Isha, Kakini (in senso antiorario dal basso). Fonte: http://www.kheper.net/topics/chakras/Anahata.htm

Le divinità che vi presiedono sono Isha, il signore che tutto pervade e la dea Kakini, regolatrice dell’elemento grasso.
Anahata è associato sul piano fisico al cuore, ai polmoni ed ai sistemi circolatorio e respiratorio.
I sofferenti di malattie come anemia, ipertensione, palpitazioni, tubercolosi, asma e bronchiti dovrebbero praticare la concentrazione su anahata chakra, preferibilmente mentre praticano le asana o altre tecniche di yoga.
Si può meditare su anahata chakra immaginando una stanza o una grotta buia e vuota nella regione del torace.
Questo è chiamato lo spazio del cuore (hridayakasha) ed è riempito con l’espansione e la contrazione del procedimento del respiro e con il ritmo del battito del cuore.
Si dovrebbe cercare di visualizzare la piccola fiamma di una lampada accesa.
Immaginatela ferma e senza alcun tremolio come una fiamma in un posto senza vento.
È il simbolo dell’anima individuale (jivatma), lo spirito che risiede in tutti gli esseri indisturbato dai venti del mondo.
Anahata chakra
Da “Il potere del serpente”, Arthur Avalon, Edizioni Mediterranee 1987, La descrizione dei sei centri (Shatchakra nirupana) vv 22-26:
22 – Sopra, nel cuore, v’è il delizioso Fiore di Loto che ha lo splendido colore del fiore Bandhuka, con tutt’intorno le dodici lettere, a cominciare da Ka, del colore del cinabro.
È noto col nome di Anahata, ed è simile al celeste albero del desiderio, poiché concede sempre più di quello che (il supplice) desidera.
Quivi è la regione di Vayu, bellissima e con sei angoli, che è di colore simile a quello del fumo.
23 – Si mediti, all’interno di esso, sul dolce ed eccellente Pavana Bija, grigio come una nuvola di fumo, con quattro braccia, seduto su di un’antilope nera.
E, all’interno di esso, (si mediti) anche sulla Dimora della Misericordia, sul Signore Immacolato che splende come il Sole, le cui due mani fanno il gesto che esaudisce le preghiere e discaccia la paura dei tre mondi.
24 – Quivi dimora Kakini, che è di colore giallo, a guisa d’un lampo nuovo, ilare e fausta;
ha tre occhi ed è la benefattrice di tutti.
Ella ha indosso ogni specie di ornamenti, e con le quattro mani reca il nodo scorsoio e il teschio, fa il gesto della benedizione e il gesto che discaccia la paura.
Il suo Cuore è reso mite dalle libagioni di nèttare.
25 – La Shakti il cui tenero corpo è simile a dieci millioni di lampeggianti folgori è nel pericarpo di questo Fiore di Loto, nella forma di un triangolo (Trikona).
All’interno del Triangolo v’è lo Shivalinga noto col nome di Vana.
Questo Linga è come splendente oro, e sulla testa ha un foro minuscolo, da gemma.
Esso è la risplendente dimora di Lakshmi.
26 – Chi medita sul Fiore di Loto del cuore diviene (simile al) Signore del Linguaggio e, (come) Ishvara, è in grado di proteggere e distruggere i mondi.
Questo Fiore di Loto è come l’albero celeste dei desideri, dimora e sede di Sharva.
È abbellito dallo Hamsa, che è come la fiamma immobile di una lampada in un luogo senza vento.
Belli sono i filamenti che ne circondano il pericarpo, illuminati dalla regione solare.