Ashwini mudra

mula bandha e ashwini mudra
Ashwini mudra (il mudra del cavallo)
Stadio 1
Sedetevi in una posizione meditativa.
Rilassate tutto il corpo.
Chiudete gli occhi e respirate normalmente.
Contraete i muscoli sfinterici dell’ano per alcuni secondi.
Poi rilassateli per alcuni secondi.
Ripetete il procedimento quante più volte possibile.
Stadio 2
Inspirate mentre contemporaneamente contraete l’ano.
Trattenete il respiro mentre mantenete la contrazione dei muscoli sfinterici.
Espirate e rilassate la contrazione dell’ano.
Ripetete per quanto vi è possibile.
Non forzate.
Concentrazione
Spirituale: su muladhara chakra.
Fisica: sull’ano.

muladhara chakra

muladhara chakra


Sequenza
Qualsiasi momento del giorno o durante il programma di yoga.
Benefici
Praticando questo mudra si diviene capaci di acquisire controllo sui muscoli sfinterici dell’ano nello stesso modo in cui può riuscirci un cavallo.
Una persona che è capace di eseguire questo mudra perfettamente può impedire la fuoriuscita di energia pranica dal corpo.
Perciò la forza vitale può essere conservata e diretta verso l’alto per scopi spirituali.
Questo è un eccellente esercizio preparatorio per mula bandha.
E’ molto utile per persone che soffrono di emorroidi o prolasso del retto o dell’utero.
In questi casi questo mudra è efficacissimo se fatto in congiunzione con qualsiasi posizione capovolta.
Stimola la peristalsi intestinale rimuovendo così la stitichezza.

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Shambhavi mudra

Shambhavi mudra

Shambhavi mudra


Shambhavi mudra (sguardo fisso al centro tra le sopracciglia)
Sedetevi in una posizione meditativa, tenete il dorso eretto e mettete le mani sulle ginocchia in chin o gyana mudra.
Guardate avanti verso un punto fisso.Poi guardate verso l’alto il più possibile senza muovere la testa.
Concentrate e focalizzate gli occhi al centro tra le sopracciglia.
Cercate di sospendere il pensiero e meditate sul sè (atma) o sulla coscienza suprema.
Durata
Inizialmente eseguite per alcuni minuti.Con la pratica il tempo può essere lentamente prolungato.
Benefici
Questa è una delle pratiche maggiormente considerate nello yoga e nei tantra shastra (antichi testi).
Chi ne è esperto può trascendere la mente, l’intelletto e l’ego ed entrare nei regni spirituali della coscienza.
E’ una tecnica potente per risvegliare ajna chakra.
Fisicamente rinforza i muscoli degli occhi.
Sul piano psichico calma la mente, rimuove lo stress e la collera.

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Vajrasana

Vajrasana

Vajrasana


Vajrasana (posizione del fulmine)
Mettetevi in ginocchio con i piedi distesi dietro e con gli alluci incrociati.
Le ginocchia dovrebbero essere unite, i talloni separati.
Abbassate le natiche portandole all’interno dei piedi con i talloni di fianco alle anche.
Mettete le mani sulle ginocchia, palmi in basso.
Durata
Praticate vajrasana il più possibile, specialmente dopo i pasti per almeno cinque minuti per migliorare le funzioni digestive.
Concentrazione
Sul normale processo del respiro.Questo porterà tranquillità alla mente se praticato con gli occhi chiusi.
Nota
Vajrasana è la posizione di preghiera dei musulmani e la posizione di meditazione dei buddhisti giapponesi.
Benefici
Vajrasana modifica il flusso del sangue e gli impulsi nervosi nelle regioni pelvica e viscerale.
Questa posizione aumenta l’efficienza del sistema digestivo.E’ utile come posizione dopo i pasti, specialmente per persone che soffrono di indigestione.
Riduce il flusso sanguigno ai genitali e ne massaggia le fibre nervose che li innervano.Questo la rende utile agli uomini con testicoli dilatati.
Rinforza i muscoli pelvici, previene l’ernia e agevola il parto.
E’ l’unica posizione meditativa per persone con sciatica o infezioni sacrali.
E’ molto utile per alleviare disturbi allo stomaco come ulcera o iperacidità.

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Paramahamsa Satyananda mahasamadhi

Chi coltiva un pensiero raccoglie un’azione, chi coltiva un’azione raccoglie un’abitudine, chi coltiva un’abitudine raccoglie un carattere, chi coltiva un carattere raccoglie un destino.

Paramahamsa Satyananda

Swami Satyananda è nato in una piccola città vicino ad Almora, ai piedi dell’Himalaya.

Fin da bambino mostrò qualità straordinarie ed ebbe la sua prima esperienza spirituale all’età di sei anni. Fu benedetto da molti saggi e sadhu che passavano dalla sua casa diretti verso le più alte regioni himalayane. Essi ispirarono ed evocarono in lui un intenso desiderio di raggiungere le stesse levature spirituali e un forte senso di vairagya (discernimento) che era rimarchevole per una persona così giovane.

A diciannove anni lasciò la sua famiglia e la casa, alla ricerca del suo maestro spirituale, Swami Sivananda. Durante i dodici anni trascorsi con il suo guru, Paramahansa Satyananda si immerse nel karma yoga a tal punto che Swami Sivananda diceva che faceva il lavoro di quattro persone. Come un discepolo ideale lavorava dall’alba fino a notte tarda, coinvolgendosi in ogni tipo di lavoro, dalle pulizie alla gestione dell’ashram. Il servizio al guru era la sua passione e la sua gioia. Sebbene avesse un intelletto molto acuto e fosse descritto come un genio versatile, la conoscenza di Paramahansa Satyananda non veniva dall’istruzione o dallo studio nell’ashram.

Egli seguì con fede l’unico ordine del suo guru: “Lavora duro e sarai purificato. Non devi attrarre la luce. La luce si svilupperà da dentro te stesso”. E questo è quello che accadde: in giovane età egli acquisì una comprensione illuminata dei segreti della vita spirituale.

Dopo aver trascorso dodici anni con il suo guru, Paramahansa Satyananda intraprese la vita di parivrajka, viaggiando per nove anni attraverso India, Afghanistan, Burma, Nepal e Ceylon. Durante questo periodo incontrò grandi santi e yogi e trascorse del tempo in isolamento, formulando le tecniche di yoga per alleviare le sofferenze dell’umanità.

Nel 1963 la sua missione divenne manifesta e poiché la realizzò durante la sua permanenza in Munger, si stabilì in quel luogo, vicino al Gange, e fondò l’International Yoga Fellowship Movement e la Bihar School of Yoga per aiutare un maggior numero di persone lungo il cammino spirituale. In poco tempo vi confluirono studenti da tutta l’India e dall’estero e gli insegnamenti di Paramahansa Satyananda si diffusero rapidamente in tutto il mondo.

Nel 1968 fece un ampio giro del mondo diffondendo le antiche pratiche yogiche fra persone di ogni casta, credo, religione e nazionalità. Negli anni seguenti divenne molto conosciuto in ogni continente come un esponente principale dello yoga e del tantra. Con il suo approccio dinamico e scientifico allo yoga e alla vita spirituale, ha guidato e ispirato migliaia di centri e ricercatori spirituali di tutto il mondo. Nel 1983 ha designato Paramahansa Niranjanananda come suo successore e Presidente della Bihar School of Yoga e dei centri associati. Nel 1984 ha fondato Sivananda Math, un’istituzione sociale e caritatevole, e la Yoga Research Foundation (Fondazione per le Ricerche sullo Yoga) come istituzioni indipendenti in collaborazione con la Bihar School of Yoga.

Nel 1988 Paramahansa Satyananda ha lasciato Munger ed ha intrapreso kshetra sannyasa, la rinuncia all’istituzione, compiendo un pellegrinaggio attraverso i siddhatirtha dell’India come sadhu itinerante, senza nessuna assistenza dagli ashram e dalle istituzioni da lui fondate.

Nel 1990 ha fondato Sri Panchdashnam Alakh Bara, dove ha iniziato a seguire lo stile di vita dei paramahamsa sannyasin, che non lavorano solamente per il loro seguito e missione poiché hanno una visione universale.

fonte Scuola di Yoga Satyananda Ashram Italia – Swami Satyananda Saraswati

sito dell’ashram dove viveva Paramhamsa Satyananda

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Introduzione alle asana – Classificazione

In questo sito verranno divise le asana in diversi gruppi principali.
Non è necessario praticare tutte le asana, non è possibile per l’indaffarato uomo moderno che ha un quantità limitata di tempo libero.
Le asana sono suddivise in tre gruppi:per principianti, intermedio, avanzato.
Il gruppo per principianti deve essere praticato da coloro che prima non hanno mai fatto yogasana, che comunque sono infermi o deboli e malati e quindi non in condizioni di sostenere pratiche difficili.Questo gruppo comprende tecniche elementari che si propongono di preparare il corpo e la mente per le asana e le posizioni meditative.
Queste pratiche non sono in alcun modo inferiori alle asana più avanzate e sono moòto utili per migliorare la salute del corpo.In questo gruppo sono comprese la serie di pawanmuktasana e le posizioni premeditative e meditative.
Il gruppo intermedio consiste di asana che sono di ragionevole difficoltà per coloro che possono praticare il gruppo per principianti senza il minimo disagio o sforzo.In queste asana viene richiesto un maggior grado di stabilità, concentrazione e coordinazione col respiro.
Sono comprese in questo gruppo asana quali yoga nudra, surya namaskara, ecc..
Il gruppo avanzato è inteso per le persone che hanno un considerevole controllo sui loro muscoli e sul sistema nervoso, che hanno già dominato il gruppo intermedio di asana.
Le persone non dovrebbero essere troppo ansiose di iniziare queste asana.
E’ preferibile praticarle sotto la guida di un buon maestro di yoga.

Le asana sono anche suddivise in pratiche dinamiche e statiche.

Pratiche dinamiche sono le asana che implicano movimenti energetici del corpo.
Questi sono in effetti esercizi, ma in questo libro ci riferiremo ad essi come asana, nonostante il vero significato della parola asna sia “posizione ferma”.
Non sono intesi per sviluppare i muscoli o per rendere una persona ginnica, ma per sciogliere i muscoli e le giunture e rimuovere il sangue stagnante dalle diverse parti del corpo.Queste asana tonificano la pelle ed i muscoli, fortificano i polmoni e favoriscono il funzionamento dei sistemi digestivo ed escretorio.
Sono particolarmente utili per i principianti.
Le pratiche dinamiche comprendono surya namaskara, la serie di pawanmuktasana, paschimottanasana dinamica, bhujangasana dinamica ecc..
Pratiche statiche sono eseguite con scarso od alcun movimento, il corpo stesso rimane in una posizione per pochi minuti o più.Queste hanno lo scopo di massaggiare gentilmente organi interni, ghiandole e muscoli oltre a rilassare i nervi di tutto il corpo.
Sono specificatamente rivolte a portare tranquillità mentale e a preparare il praticante alle pratiche di yoga più avanzate come ad esempio la meditazione.
Alcune di esse sono particolarmente utili nell’indurre uno stato di ritiro dei sensi, alcune preparano il corpo alla meditazione rendendolo stabile e fermo.In queste pratiche il ritmo respiratorio è generalmente rallentato ed il praticante dirige la sua consapevolezza in una particolare area del corpo secondo l’asana.
Quasi tutte le asana appartengono a questo genere, comprese sirshasana, sarvangasana, paschimottanasana e così via.

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