Brahmari pranayama

brahmari pranayama

brahmari pranayama


Brahmari pranayama (controllo ronzante del prana)
Sedetevi in una comoda asana meditativa.
La colonna vertebrale dovrebbe essere eretta ed il capo dritto.
Chiudete gli occhi e rilassate tutto il corpo.
Mantenete la bocca chiusa per tutta la pratica.
Inspirate profondamente attraverso entrambe le narici.
Trattenete il respiro e praticate jalandhara bandha e/o mula bandha.
Dopo circa due secondi lasciate i bandha ed otturate entrambe le orecchie con gli indici.
Tenendo la bocca chiusa separate i denti ed espirate lentamente producendo un suono ronzante, lungo e continuo come quello di un’ape.
L’espirazione dovrebbe esserre lenta e costante.
Sentite le vibrazioni sonore nel cervello e siate coscienti solo del suono.
Questo è un ciclo.
Iniziate con cinque cicli ed aumentate lentamente il numero.
Precauzioni
Non praticate in posizione supina.
Non sforzate i polmoni in nessun modo.
Benefici
Allevia la tensione cerebrale, rimuove ira, ansia e frustrazione, riduce la pressione sanguigna.
Elimina disturbi alla gola, rinforza e migliora la voce.
Crea anche la consapevolezza di nada (suono psichico).

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Shitkari pranayama

shitkari pranayama

shitkari pranayama


Shitkari pranayama (respirazione sibilante)
Questo pranayama è molto simile a shitali pranayama e viene praticato nello stesso modo tranne che per la posizione della lingua.
La lingua dovrebbe essere piegata indietro in modo che la superficie inferiore tocchi la parte alta del palato.
Serrate i denti e separate le labbra il più possibile.
Inspirate attraverso i denti.
Tutti gli altri dettagli come per shitali pranayama.

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Introduzione ai bandha

pranava
Questo è un piccolo ma molto importante gruppo di pratiche yogiche.
Queste tecniche fisiche permettono al praticante di controllare diversi organi e nervi del corpo.
La parola bandha significa “tenere o stringere” che esattamente descrive le azioni fisiche che vengono richieste per praticare queste tecniche.
Varie parti del corpo vengono gentilmente ma potentemente contratte e strette.
Questo ha l’effetto di massaggiare gli organi interni, di rimuovere il sangue stagnante e di stimolare e regolare i nervi che innervano questi organi.
Questo migliora il funzionamento e la salute del corpo.
Anche se questi bandha vengono eseguiti fisicamente hanno effetti sottili sui chakra tramite un influsso di vibrazioni psichiche in tutto l’essere del praticante.
Aiutano a sciogliere i granthi (nodi psichici) – Brahma granthi, Vishnu granthi e Shiva granthi – che impediscono il liberfo flusso di prana lungo la nadi sushumna.
In questo modo viene liberato il potere spirituale.
I praticanti esperti possono fare esperienza del tendersi di sushumna nadi che è un segno sicuro che l’energia psichica si sta manifestando.
Quelle persone che hanno raggiunto alti stadi di meditazione sapranno che questa è la stessa esperienza che si prova quando un chakra si sta per aprire o rivelarsi o esprimersi.
I bandha in congiunzione con altre tecniche
Mentre si stanno sviluppando e perfezionando, i bandha possono essere praticati da soli ma via via che l’aspirante progredisce lungo il sentiero yogico i bandha dovrebbero essere incorporati con le pratiche di mudra e pranayama.
In questo modo si otterranno i massimi benefici.
Quando il flusso di prana viene stimolato come nella pratica di pranayama, i bandha controllano il flusso e lo dirigono nelle aree giuste prevenendone la dissipazione.
Quando le tecniche yogiche sono combinate le facoltà psichiche vengono risvegliate ed inizia lo yoga avanzato.
I metodi di utilizzazione dei bandha assieme ai mudra ed al pranayama sono trattati nello hatha yoga.
Kumbhaka
I bandha richiedono al praticante di trattenere il respiro.
Ovviamente all’inizio la ritenzione dovrebbe essere di breve durata, ma diventerà molto più lunga man mano che il praticante sviluppa la sua abilità.
La ritenzione può essere esterna o interna.
L’attività dei polmoni può essere sospesa dopo una profonda espirazione o l’aria può essere trattenuta nei polmoni dopo una inspirazione.
Questa pratica è una parte essenziale dei bandha, così come dei pranayama, e si consiglia al praticante di sviluppare lentamente la sua capacità di trattenere il respiro.
Il periodo di ritenzione dovrebbe essere aumentato gradualmente in un periodo di alcune settimane o mesi, senza imporre sforzi indebiti ai polmoni.

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Introduzione al pranayama – Consigli e precauzioni

sorriso interiore
I seguenti punti dovrebbero essere osservati con attenzione prima di iniziare la pratica del pranayama.
a) Aspettate almeno quattro ore dopo i pasti prima di praticare pranayama poiché la vescica, lo stomaco e l’intestino dovrebbero essere vuoti.
b) Praticare pranayama dopo le asana e prima della meditazione.
c) Durante la pratica il corpo dovrebbe essere rilassato il più possibile.
La colonna vertebrale, il collo ed il capo dovrebbero essere eretti e centrati o allineati.
d) Non dovrebbe esservi alcuno sforzo.
Il respiro non dovrebbe essere trattenuto più di quanto sia comodo.
Questo è della massima imporranza dal momento che i polmoni sono organi molto delicati e qualsiasi abuso può facilmente causare loro dei danni.
e) Praticare in un ambiente ben ventilato (non ventoso), pulito e piacevole.
Non praticare pranayama in stanze maleodoranti con fumo e polvere.
f) Quando si inizia può verificarsi una certa stitichezza ed una riduzione nella quantità di urina espulsa.
In caso di stitichezza smettere di ingerire sale e spezie.
Se avete diarrea cessate per alcuni giorni e prendete riso e yogurt.
g) Coprite il corpo con indumenti comodi, un lenzuolo o una coperta in modo che non vi sia nessun disturbo esterno durante la pratica.
h) Siddhasana e siddha yoni asana sono le asana migliori per pranayama poiché aumentano al massimo l’apertura delle spalle.
i) Nei suoi stadi più elevati pranayama dovrebbe essere imparato solo in presenza di un istruttore qualificato.
j) Le persone che praticano pranayama intensivamente non dovrebbero fumare tabacco, cannabis o altro.
Articoli precedenti
Introduzione al pranayama – 1° parte
Introduzione al pranayama – 2° parte
Introduzione al pranayama – 3° parte
Introduzione al pranayama – La respirazione corretta
Introduzione al pranayama – Esercizi preliminari

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Introduzione al pranayama – 3° parte

Shri Yantra da shivashakti.com
Swara yoga
Swara yoga è lo studio del respiro.
Questa scienza rivela molti segreti nascosti della vita.
Secondo i sottili cambiamenti del flusso di aria attraverso le narici, lo swara yogi è in grado di conoscere cosa accadrà nel futuro.
La respirazione cambia secondo le circostanze.
Per esempio, quando una persona è arrabbiata o ha dei diturbi emozionali, il ritmo e la forza della sua respirazione aumentano, mentre se è contenta, la sua respirazione è lenta e calma.
La seguente tavola mostra la distanza dal naso alla quale si può sentire l’aria espirata durante differenti stati d’animo:
normale – 6 angul camminando – 24 angul
emozionale – 12 angul dormendo – 30 angul
cantando – 16 angul unione sessuale – 36 angul
mangiando – 20 angul ginnastica – 36 angul
Nota: Un angul equivale alla larghezza di un dito.
Questi sono esempi grossolani ma è possibile scoprire informazioni più profonde su una persona studiando il suo respiro.
Il flusso d’aria attraverso ciascuna narice determina lo stato d’animo di ogni individuo.
Qualche volta, se il flusso d’aria è maggiore attraverso la narice sinistra, l’individuo è più incline alla riflessione.
Se il flusso d’aria è maggiore attraverso la narice destra, l’individuo è più incline all’azione fisica.
Secondo lo swara yoga questo flusso cambia continuamente, cosicché qualche volta il flusso è maggiore attraverso la narice destra e qualche volta attraverso la sinistra.
Si dice che questo flusso cambi approssimativamente ogni ora e questo è responsabile delle fluttuanti attività dell’uomo.
La lunghezza dell’inspirazione di giorno porta la mente dell’uomo in relazione con l’ambiente esterno.
La lunghezza dell’espirazione predomina durante il sonno e permette all’uomo di entrare nel mondo della pace e del riposo.
La connessione pranica
Il prana è il mezzo che connette il corpo all’anima.
E’ la forza di connessione tra la coscienza e la materia.
Attiva il corpo grossolano tramite le nadi (canali di energia vitale).
Sostiene e mantiene la vita fornendo vitalità a ciò che altrimenti sarebbe senza vita.
L’aria che respiriamo è il veicolo del prana più sottile.
Pranayama e l’aspirante spirituale
Innanzitutto il pranayama assicura che il flusso di prana attraverso pranamaya kosha (corpo vitale) sia libero e non impedito.
Questo mantiene il corpo in salute.
In secondo luogo il ricercatore spirituale acquista la tranquillità mentale.
Durante alcune tecniche la respirazione viene progressivamente rallentata e la forza dell’aria espirata viene ridotta.
Alcune tecniche utilizzano anche kumbhaka (ritenzione del respiro) per interrompere il processo della respirazione per breve tempo.
Questo porta al controllo sul flusso del prana del corpo vitale il che calma la mente e limita il procedimento del pensare, un preludio essenziale per le pratiche spirituali.
Il flusso d’aria attraverso la narice sinistra è strettamente collegato col flusso del prana nella nadi ida. Il flusso dell’aria attraverso la narice destra è strettamente collegato col flusso del prana nella nadi pingala.
Quando il flusso d’aria nelle due narici è uguale, anche il flusso di prana nelle nadi ida e pingala diventa uguale.
Poi il prana inizia a fluire lungo la nadi più impportante del corpo vitale, sushumna.
In queste condizioni è possibile una profonda concentrazione che mette in grado di ottenere alti stadi di meditazione.
Vai alla quarta parte dell’introduzione
Torna alla seconda parte
Torna alla prima parte

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