Ayurveda:varietà e funzione del vento (vata, vayu)

Vayu

Immagine tratta da Wikipedia raffigurante la divinità induista Vayu, personificazione del vento


Il vento viene distinto in cinque soffi: prana, udana, samana, vyana, apana.

  • Il prana (soffio anteriore) risiede nella testa, torace, gola, lingua, bocca, naso;
    esso provoca l’espettorazione, lo sternuto, l’eruttazione, la respirazione, la deglutizione.
  • L’udana (soffio ascendente) sta nell’ombelico, nel torace e nella gola.
    Esso dà luogo alla parola, alla volizione, all’energia, alla forza, al colorito.
  • Il samana (soffio equalizzante o concentrato), che si trova nei canali del sudore, dei dosha, dell’acqua e ai lati del fuoco digestivo, dà forza a tale fuoco.
  • Il vyana (soffio pervadente) si muove con rapidità e pervade tutto il corpo;
    sue funzioni sono il movimento, l’estensione, la contrazione, il battere delle palpebre.
  • L’apana (soffio discendente), che è nei testicoli, vescica, pene, ombelico, cosce, inguine, retto, fa uscire lo sperma, l’urina, le feci, il sangue mestruale, il feto.

Secondo la Sushrutasamhita o “collezione di Sushruta”, uno dei testi fondamentali della medicina ayurvedica, ciascuno di questi soffi produce particolari disturbi:

  • il prana dà origine al singhiozzo, alle difficoltà respiratorie
  • l’udana alle malattie sopra le clavicole
  • il samana ai gonfiori addominali, alle indigestioni, alla diarrea
  • il vyana ai mali diffusi in tutto il corpo
  • l’apana alle malattie della vescica e del retto.

Molti altri disturbi sono attribuiti al vento in generale, senza distinguere fra i cinque soffi, oppure alla combinazione del vento con bile e flemma.
La dottrina dei soffi è molto antica: il prana è già menzionato nel Rigvedasamhita (“Raccolta delle strofe della sapienza”), gli altri soffi nello Yajurvedasamhita (“Raccolta delle formule sacrificali”), nell’Atharvaveda (anche Atharvangirasah o Brahmaveda), nei Brahmana (“affermazioni sul Brahman”, i più antichi testi sanscriti composti in prosa) e nelle Upanishad, un insieme di testi religiosi e filosofici.
Spesso i soffi vengono designati collettivamente con il nome di prana, e hanno uno speciale valore simbolico e rituale.
Essi vengono poi citati nella letteratura epica e puranica (da Purana, gruppo di testi sanscriti di carattere principalmente celebrativo e cosmologico), nelle opere filosofiche e religiose, talvolta insieme ad altri cinque soffi chiamati naga, kurma, krikala, devadatta e dhananjaya.

Da “La medicina indiana (Ayurveda)” Antonella Comba – Promolibri

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Vajroli mudra

Vajroli mudra (mudra del fulmine)
Sedetevi in una comoda posizione meditativa.
Mettete le mani sulle ginocchia, chiudete gli occhi e rilassatevi.
Cercate di tirare verso l’alto gli organi sessuali tendendo la parte bassa dell’addome e contraendo il sisitema urinario.
Questa contrazione è simile a quella che si fa quando si ha uno stimolo urgente di urinare ma si vuole trattenerlo per qualche tempo.
I testicoli nel maschio e la vagina nella femmina dovrebbero muoversi un po’ verso l’alto.
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Moola-bandha-ashwini-mudra-vajroli-sahjoli-mudra-male

Le immagini sono tratte dal sito www.kundalini-and-chakra.com e mostrano le differenze tra mula bandha, ashwini mudra e vajroli/sahajoli mudra. I numeri indicano i punti di contrazione neuromuscolare per:

  1. vajroli mudra (sahajoli per le donne)
  2. Mula bandha
  3. Ashwini mudra


Forma avanzata
La forma avanzata di vajroli mudra deve essere tentata sotto la guida di un guru competente, poiché implica pratiche dalla cui scorretta esecuzione potrebbero Continua a leggere

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Le nadi, i sottili canali lungo i quali fluisce la forza vitale del prana

I chakra e le nadi nel corpo umano

I chakra e le nadi nel corpo umano

Nadi significa letteralmente “un flusso di corrente”.


Nei testi antichi è scritto che ci sono 72000 nadi nel corpo psichico dell’uomo.
Queste sono visibili come correnti di luci ad una persona che ha sviluppato la visione psichica.
In tempi recenti la parola nadi è stata tradotta come nervo, ma in realtà le nadi non sono i nervi come li intende la medicina occidentale, dato che sono composte da materia astrale.
Come per i chakra queste si trovano nel corpo fisico, anche se Continua a leggere

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Uddiyana bandha

uddiyana bandha

uddiyana bandha


Uddiyana bandha (retrazione addominale)
Sedetevi in una posizione meditativa in modo che le ginocchia siano appoggiate sul pavimento.
Mettete i palmi delle mani sulle ginocchia.
Chiudete gli occhi e rilassate tutto il corpo.
Espirate profondamente e trattenete fuori il respiro.
Praticate jalandhara bandha.
Poi contraete i muscoli sddominali il più possibile verso l’interno ed in alto.
Questa è la posizione finale.
Mantenete questa chiusura per quanto potete trattenere il respiro fuori.
Poi lentamente rilassate i muscoli addominali, jalandhara bandha ed inspirate.
Quando la respirazione è tornata normale il procedimento può essere ripetuto.
Praticate fino a dieci volte.
Concentrazione
Su manipura chakra.
Manipura chakra
Sequenza
Prima della meditazione e dopo le asana e pranayama se praticato da solo.
Meglio se praticato assieme a pranayama e mudra.
Precauzioni
Praticate solo quando lo stomaco e l’intestino sono vuoti.
Rilassate la chiusura del mento prima di inspirare.
Limiti
Non è per persone che soffrono di cuore, ulcera peptica o duodenale né per donne incinte.
Benefici
In questo bandha il diaframma viene tirato su, verso la gabbia toracica (cavità toracica) e gli organi addominali tirati in dentro verso la colonna vertebrale.
E’ la panacea di tutti i disturbi addominali e malattie di stomaco.
Stitichezza, indigestione, vermi intestinali, diabete, ecc. vengono alleviati attraverso questa pratica.
Il fuoco digestivo viene stimolato e tutti gli organi addominali vengono tonificati e resi più efficienti.
Il fegato, il pancreas, i reni, la milza ecc. vengono massaggiati e resi più sani ed i disturbi associati vengono rimossi con la pratica regolare.
Le surrenali, situate sopra i reni, vengono normalizzate.
Questo dà vitalità alla persona letargica e tranquillità alla persona ansiosa o sovreccitata.
I nervi simpatici del plesso solare vengono stimolati.
Questi innervano molti organi del corpo specialmente quelli addominali.
Il funzionamento di tutti questi organi viene migliorato sia per questa ragione sia per il massaggio che ricevono.
Manipura chakra, localizzato nella regione dell’ombelico, viene stimolato.
Questo è il centro del prana nel corpo e quindi viene aumentata la sua distribuzione ed il suo flusso.
Il prana è stimolato a salire lungo sushumna nadi.
Nota
Agnisar kriya è una buona tecnica preparatoria o un sostituto per uddiyana bandha.

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Introduzione ai bandha

pranava
Questo è un piccolo ma molto importante gruppo di pratiche yogiche.
Queste tecniche fisiche permettono al praticante di controllare diversi organi e nervi del corpo.
La parola bandha significa “tenere o stringere” che esattamente descrive le azioni fisiche che vengono richieste per praticare queste tecniche.
Varie parti del corpo vengono gentilmente ma potentemente contratte e strette.
Questo ha l’effetto di massaggiare gli organi interni, di rimuovere il sangue stagnante e di stimolare e regolare i nervi che innervano questi organi.
Questo migliora il funzionamento e la salute del corpo.
Anche se questi bandha vengono eseguiti fisicamente hanno effetti sottili sui chakra tramite un influsso di vibrazioni psichiche in tutto l’essere del praticante.
Aiutano a sciogliere i granthi (nodi psichici) – Brahma granthi, Vishnu granthi e Shiva granthi – che impediscono il liberfo flusso di prana lungo la nadi sushumna.
In questo modo viene liberato il potere spirituale.
I praticanti esperti possono fare esperienza del tendersi di sushumna nadi che è un segno sicuro che l’energia psichica si sta manifestando.
Quelle persone che hanno raggiunto alti stadi di meditazione sapranno che questa è la stessa esperienza che si prova quando un chakra si sta per aprire o rivelarsi o esprimersi.
I bandha in congiunzione con altre tecniche
Mentre si stanno sviluppando e perfezionando, i bandha possono essere praticati da soli ma via via che l’aspirante progredisce lungo il sentiero yogico i bandha dovrebbero essere incorporati con le pratiche di mudra e pranayama.
In questo modo si otterranno i massimi benefici.
Quando il flusso di prana viene stimolato come nella pratica di pranayama, i bandha controllano il flusso e lo dirigono nelle aree giuste prevenendone la dissipazione.
Quando le tecniche yogiche sono combinate le facoltà psichiche vengono risvegliate ed inizia lo yoga avanzato.
I metodi di utilizzazione dei bandha assieme ai mudra ed al pranayama sono trattati nello hatha yoga.
Kumbhaka
I bandha richiedono al praticante di trattenere il respiro.
Ovviamente all’inizio la ritenzione dovrebbe essere di breve durata, ma diventerà molto più lunga man mano che il praticante sviluppa la sua abilità.
La ritenzione può essere esterna o interna.
L’attività dei polmoni può essere sospesa dopo una profonda espirazione o l’aria può essere trattenuta nei polmoni dopo una inspirazione.
Questa pratica è una parte essenziale dei bandha, così come dei pranayama, e si consiglia al praticante di sviluppare lentamente la sua capacità di trattenere il respiro.
Il periodo di ritenzione dovrebbe essere aumentato gradualmente in un periodo di alcune settimane o mesi, senza imporre sforzi indebiti ai polmoni.

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