Introduzione ai bandha

pranava
Questo è un piccolo ma molto importante gruppo di pratiche yogiche.
Queste tecniche fisiche permettono al praticante di controllare diversi organi e nervi del corpo.
La parola bandha significa “tenere o stringere” che esattamente descrive le azioni fisiche che vengono richieste per praticare queste tecniche.
Varie parti del corpo vengono gentilmente ma potentemente contratte e strette.
Questo ha l’effetto di massaggiare gli organi interni, di rimuovere il sangue stagnante e di stimolare e regolare i nervi che innervano questi organi.
Questo migliora il funzionamento e la salute del corpo.
Anche se questi bandha vengono eseguiti fisicamente hanno effetti sottili sui chakra tramite un influsso di vibrazioni psichiche in tutto l’essere del praticante.
Aiutano a sciogliere i granthi (nodi psichici) – Brahma granthi, Vishnu granthi e Shiva granthi – che impediscono il liberfo flusso di prana lungo la nadi sushumna.
In questo modo viene liberato il potere spirituale.
I praticanti esperti possono fare esperienza del tendersi di sushumna nadi che è un segno sicuro che l’energia psichica si sta manifestando.
Quelle persone che hanno raggiunto alti stadi di meditazione sapranno che questa è la stessa esperienza che si prova quando un chakra si sta per aprire o rivelarsi o esprimersi.
I bandha in congiunzione con altre tecniche
Mentre si stanno sviluppando e perfezionando, i bandha possono essere praticati da soli ma via via che l’aspirante progredisce lungo il sentiero yogico i bandha dovrebbero essere incorporati con le pratiche di mudra e pranayama.
In questo modo si otterranno i massimi benefici.
Quando il flusso di prana viene stimolato come nella pratica di pranayama, i bandha controllano il flusso e lo dirigono nelle aree giuste prevenendone la dissipazione.
Quando le tecniche yogiche sono combinate le facoltà psichiche vengono risvegliate ed inizia lo yoga avanzato.
I metodi di utilizzazione dei bandha assieme ai mudra ed al pranayama sono trattati nello hatha yoga.
Kumbhaka
I bandha richiedono al praticante di trattenere il respiro.
Ovviamente all’inizio la ritenzione dovrebbe essere di breve durata, ma diventerà molto più lunga man mano che il praticante sviluppa la sua abilità.
La ritenzione può essere esterna o interna.
L’attività dei polmoni può essere sospesa dopo una profonda espirazione o l’aria può essere trattenuta nei polmoni dopo una inspirazione.
Questa pratica è una parte essenziale dei bandha, così come dei pranayama, e si consiglia al praticante di sviluppare lentamente la sua capacità di trattenere il respiro.
Il periodo di ritenzione dovrebbe essere aumentato gradualmente in un periodo di alcune settimane o mesi, senza imporre sforzi indebiti ai polmoni.

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Bhujangini mudra

Shri Yantra da shivashakti.com
Bhujangini mudra (respirazione del cobra)
Sedetevi in una posizione meditativa e rilassate tutto il corpo.
Cercate di “bere” aria attraverso la bocca e portarla dentro lo stomaco, non nei polmoni, in una serie di sorsate come se steste bevendo.
Espandete lo stomaco il più possibile, trattenete l’aria dentro per un breve periodo di tempo e poi espelletela eruttando.
Ripetete il procedimento.
Durata
Fatelo quante volte volete sebbene da tre a cinque volte sia sufficiente per molti scopi.
Per indisposizioni specifiche può essere ripetuto più volte.
Sequenza
Può essere eseguito in qualsiasi momento sebbene sia particolarmente efficace se eseguito dopo la pratica di hatha yoga di shankhaprakshalana.
Benefici
Questa pratica ringiovanisce le pareti dell’esofago e le ghiandole che secernono i succhi gastrici.
Tonifica l’intero stomaco, elimina l’aria stagnante da questa parte del corpo ed aiuta ad eliminare i disordini dello stomaco.
L’aria che si trattiene nello stomaco metterà in grado l’aspirante che ama l’acqua di galleggiare per qualsiasi durata di tempo senza affondare.
Nota
Questo mudra imita la respirazione di un serpente.

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Introduzione ai mudra

Shiva

Shiva


Per migliaia di anni la conoscenza delle pratiche yogiche come asana e pranayama è stata facilmente accessibile a molte persone in India, specialmente se ricercatori sinceri della verità.
Comunque la conoscenza delle pratiche più elevate e più potenti è stato un tesoro posseduto da pochi eletti ed evoluti, custodito nei testi sanskriti scritti da antichi rishi o tramandati da guru a discepolo.
Ma oggigiorno un gran numero di persone in tutto il mondo sono pronte ed interessate ad accelerare la loro evoluzione spirituale.
Il ricercatore di oggi ha una mente piena di domande e cerca la strada verso la realizzazione.
Questa nuova era è caratterizzata dalla divulgazione di pratiche che anticamente erano segrete e rigidamente custodite.
Alcune fra le più importanti di queste pratiche sono i mudra dello yoga.
Si dice che i mudra sono più importanti e più potenti delle asana e del pranayama perché aiutano a risvegliare nell’uomo il dormiente potere del serpente – kundalini shakti.
Il principale testo antico che tratta il soggetto dei mudra (e altre pratiche di yoga) è Gherand Samhita, un trattato sull’hatha yoga del Rishi Gherand.
In questo libro il Signore Shiva, signore degli yogi, spiegando alla sua consorte discepola Parvati le pratiche dello yoga dice: “Oh Devi, ho parlato a proposito dei mudra, la conoscenza dei quali da sola conferisce tutti i siddhi (poteri occulti)”.
Nel Gherand Samhita sono spiegati venticinque mudra, molti dei quali possono essere praticati sotto la guida di un guru competente.
Non è mai consigliabile provare pratiche elevate senza un’adeguata guida e quindi qui saranno spiegati solo pochi mudra in una forma semplificata che può essere facilmente compresa da tutti.
Un mudra può essere spiegato come una certa posizione o atteggiamento che rappresenta la psiche.
Nella danza classica indiana, mudra significa gesto simbolico delle mani che evoca un certo stato d’animo o emozione nell’essere interiore.
Molti mudra, anche in yoga, sono fatti con le mani come yoni mudra e chin mudra.
Essi hanno lo stesso scopo delle tecniche della danza, cioè evocare uno stato d’animo interiore spirituale.
Certi mudra vengono anche utilizzati per controllare i processi fisiologici involontari che avvengono normalmente al di fuori della coscienza abituale.
I mudra permettono al praticante di sviluppare la consapevolezza delle correnti di energia vitale (prana) entro il corpo sottile ed infine di raggiungere il controllo cosciente di queste forze.
Questo mette in grado il praticante di dirigere a volontà le energie in ogni parte del corpo (per lo scopo di autoguarigione) o fuori dal suo corpo verso un altro (per la guarigione pranica o psichica di un’altra persona).
Molti mudra sono composti da diversi bandha, asana e pranayama uniti a formare una pratica completa.
Queste sono combinazioni molto potenti perché sommano i benefici di ciascuna pratica.
I mudra preparano lentamente per la meditazione favorendo il ritiro dei sensi dagli oggetti esterni (pratyahara) dirigendo la mente su un punto e rendendo la mente unidirezionale (ekagrata).
Sebbene abbiano uno scopo spirituale molti mudra portano dei benefici fisici e mentali elencati nella descrizione di ogni singolo mudra.

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Shambhavi mudra

Shambhavi mudra

Shambhavi mudra


Shambhavi mudra (sguardo fisso al centro tra le sopracciglia)
Sedetevi in una posizione meditativa, tenete il dorso eretto e mettete le mani sulle ginocchia in chin o gyana mudra.
Guardate avanti verso un punto fisso.Poi guardate verso l’alto il più possibile senza muovere la testa.
Concentrate e focalizzate gli occhi al centro tra le sopracciglia.
Cercate di sospendere il pensiero e meditate sul sè (atma) o sulla coscienza suprema.
Durata
Inizialmente eseguite per alcuni minuti.Con la pratica il tempo può essere lentamente prolungato.
Benefici
Questa è una delle pratiche maggiormente considerate nello yoga e nei tantra shastra (antichi testi).
Chi ne è esperto può trascendere la mente, l’intelletto e l’ego ed entrare nei regni spirituali della coscienza.
E’ una tecnica potente per risvegliare ajna chakra.
Fisicamente rinforza i muscoli degli occhi.
Sul piano psichico calma la mente, rimuove lo stress e la collera.

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Nasikagra drishti

Nasikagra drishti

Nasikagra drishti


Nasikagra drishti (agochari mudra o guardare la punta del naso)
Sedete in una posizione meditativa con la colonna vertebrale eretta e lo sguardo rivolto in avanti.
Focalizzate gli occhi sulla punta del naso.
Respiro
Per un breve periodo il respiro può essere trattenuto all’interno o all’esterno.In questo caso glli occhi possono rimanere fissi sulla punta del naso mentre si inspira o si espira fra le ritenzioni.Se si pratica per lungo tempo, la respirazione dovrebbe essere normale.
Precauzioni
Non sforzate gli occhi.Aumentate lentamente la durata nell’arco di un periodo di settimane o mesi.
Benefici
Questo mudra, come shambhavi mudra, sviluppa il potere di concentrazione.
Risveglia muladhara chakra, determina introversione e porta il praticante entro i piani psichici e spirituali della coscienza.

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