Maha bandha

maha bandha

maha bandha

Maha bandha (triplice chiusura)
Sedetevi in una posizione meditativa, preferibilmente siddhasana o siddha yoni asana.
Inspirate profondamente ed espirate completamente.
Praticate jalandhara bandha, uddiyana bandha e poi mula bandha.
Ruotate la coscienza concentrandovi su ognuno dei sseguenti chakra a turno, ripetendone mentalmente il nome:

muladhara
manipura
vishuddhi

Rimanete consapevoli di ogni chakra solo per pochi secondi e poi spostatevi al successivo.
Quando avete diretto la coscienza a tutti e tre, uno dopo l’altro, ritornate a muladhara e ripetete il procedimento.
Continuate a fare questo finché potete trattenere il respiroil più a lungo possibile comodamente.
Poi lasciate mula bandha.
Lasciate uddiyana bandha.
Infine lasciate jalandhara bandha ed inspirate lentamente.
Inspirate ed espirate ancora una volta e poi ripetete maha bandha.
Nota
La maggior parte delle persone avranno difficoltà a localizzare l’esatta posizione dei chakra durante la rotazione della coscienza.
Queste persone potrebbero trovare utile questa figura

localizzazione dei chakra

localizzazione dei chakra


Questo bandha è più efficace se il respiro viene trattenuto il più a lungo possibile.
Il praticante dovrebbe sforzarsi di aumentare lentamente la sua abilità di trattenere il respiro per periodi più lunghi.
Durata
Praticate fino a nove cicli.
Precauzioni
Come per i tre bandha separati.
Non si dovrebbe tentare maha bandha finché non si è acquisita la padronanza degli altri tre bandha, jalandhara, mula e uddiyana.
Limiti
Come per gli altri tre bandha separati.
Benefici
Tutti i benefici degli altri tre bandha singolarmente.
Particolarmente utile per gli aspiranti spiritualli dal momento che è un metodo molto potente per stimolare il flusso dell’energia psichica rendendo la mente introversa prima della meditazione.

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Introduzione ai bandha

pranava
Questo è un piccolo ma molto importante gruppo di pratiche yogiche.
Queste tecniche fisiche permettono al praticante di controllare diversi organi e nervi del corpo.
La parola bandha significa “tenere o stringere” che esattamente descrive le azioni fisiche che vengono richieste per praticare queste tecniche.
Varie parti del corpo vengono gentilmente ma potentemente contratte e strette.
Questo ha l’effetto di massaggiare gli organi interni, di rimuovere il sangue stagnante e di stimolare e regolare i nervi che innervano questi organi.
Questo migliora il funzionamento e la salute del corpo.
Anche se questi bandha vengono eseguiti fisicamente hanno effetti sottili sui chakra tramite un influsso di vibrazioni psichiche in tutto l’essere del praticante.
Aiutano a sciogliere i granthi (nodi psichici) – Brahma granthi, Vishnu granthi e Shiva granthi – che impediscono il liberfo flusso di prana lungo la nadi sushumna.
In questo modo viene liberato il potere spirituale.
I praticanti esperti possono fare esperienza del tendersi di sushumna nadi che è un segno sicuro che l’energia psichica si sta manifestando.
Quelle persone che hanno raggiunto alti stadi di meditazione sapranno che questa è la stessa esperienza che si prova quando un chakra si sta per aprire o rivelarsi o esprimersi.
I bandha in congiunzione con altre tecniche
Mentre si stanno sviluppando e perfezionando, i bandha possono essere praticati da soli ma via via che l’aspirante progredisce lungo il sentiero yogico i bandha dovrebbero essere incorporati con le pratiche di mudra e pranayama.
In questo modo si otterranno i massimi benefici.
Quando il flusso di prana viene stimolato come nella pratica di pranayama, i bandha controllano il flusso e lo dirigono nelle aree giuste prevenendone la dissipazione.
Quando le tecniche yogiche sono combinate le facoltà psichiche vengono risvegliate ed inizia lo yoga avanzato.
I metodi di utilizzazione dei bandha assieme ai mudra ed al pranayama sono trattati nello hatha yoga.
Kumbhaka
I bandha richiedono al praticante di trattenere il respiro.
Ovviamente all’inizio la ritenzione dovrebbe essere di breve durata, ma diventerà molto più lunga man mano che il praticante sviluppa la sua abilità.
La ritenzione può essere esterna o interna.
L’attività dei polmoni può essere sospesa dopo una profonda espirazione o l’aria può essere trattenuta nei polmoni dopo una inspirazione.
Questa pratica è una parte essenziale dei bandha, così come dei pranayama, e si consiglia al praticante di sviluppare lentamente la sua capacità di trattenere il respiro.
Il periodo di ritenzione dovrebbe essere aumentato gradualmente in un periodo di alcune settimane o mesi, senza imporre sforzi indebiti ai polmoni.

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Sahasrara chakra

sahasrara chakra

sahasrara chakra


Sahasrara non è realmente un chakra ma la sede della coscienza superiore.
Viene visualizzato come un loto splendente di mille petali contenente tutte le lettere dell’alfabeto sanskrito, con tutti i poteri associati ad ogni suono (50 di numero) per venti volte.
Nel centro del loto vi è uno splendente shivalinga, simbolo della pura coscienza.
E’ in sahasrara che ha luogo la mistica unione di Shiva e Shakti, la fusione della coscienza con la materia e l’energia, dell’anima individuale con l’anima suprema.
Nella filosofia yogica e tantrica, l’universo si manifesta con la separazione di queste due forze, che sono in sostanza una e la stessa.
La coscienza è la forza statica e la natura è la forza dinamica.
Dapprima, la natura si separa in tre guna o qualità: tamas (inerzia, letargia), rajas (attività, energia) e sattwa (equilibrio, stabilità, pace).
I tre guna pervadono l’intero universo.
Da essi evolvono gli otto elementi della natura.
La manifestazione procede dal sottile al grossolano, cioè dall’ego, buddhi, manas, spazio, aria, fuoco, acqua, terra.
L’elemento terra, essendo il più grossolano, è quindi l’ultimo ad evolversi.
Quando la manifestazione più bassa si è evoluta verso la più alta, il processo di creazione è completo.
Così vediamo che i cinque chakra inferiori sono collegati ad elementi profressivamente più sottili procedendo fino ad ajna che è il centro più sottile.
Il centro più alto, sahasrara, è la dimora della pura coscienza e trascendenza.
Quando kundalini si risveglia, sale attraverso i chakra verso sahasrara e si unisce alla fonte da cui è venuta.
Materia ed energia si immergono nella pura coscienza in uno stato di inebriante beatitudine, la meta dello yoga.
Avendo raggiunto ciò, lo yogi ottiene la suprema conoscenza e va oltre la nascita e la morte.

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Swadhisthana chakra

svadhisthana chakra

svadhisthana chakra


(immagine da thunderreiki.com)
Sopra muladhara, nella regione spinale direttamente dietro gli organi genitali, vi è swadhisthana chakra.Il significato letterale della parola swadhisthana è “la propria dimora” (swa – sè, sthan – dimora).Questo chakra è simboleggiato da un loto color cremisi con sei petali, su cui sono scritte le lettere dell’alfabeto sanscrito bam, bham, mam, yam, ram lam.
Nel centro vi è una bianca luna crescente ed il bija mantra Vam situati sopra un coccodrillo che rappresenta l’elemento acqua.
Le divinità che vi presiedono sono ilo Signore Vishnu, preservatore e mantenitore dell’universo, e la dea Rakini, che controlla l’elemento sangue nel corpo.
Sul piano fisico, swadhisthana è principalmente associato con gli organi escretori e di riproduzione.
La vitalizzazione di questo centro può quindi rettificare qualsiasi disordine delle funzioni escretorie e riproduttive.
Ad un livello più profondo, swadhisthana chakra è la sede della mente inconscia, la coscienza collettiva, magazzino di tutti i samskara, le remote memorie ancestrali.
Questo è il centro degli istinti più primitivi e più profondamente radicati dell’uomo.
Purificando questo centro ci si può elevare dalla natura animale.
Per meditare su questo centro, si dovrebbe visualizzare un profondo, vasto oceano con onde continue e turbolente sotto un cielo scuro di notte.Le maree dell’oceano rappresentano il flusso e riflusso della nostra consapevolezza.
swadhisthana chakra

swadhisthana chakra


(immagine da angelstarcreations.com)
Da “Il potere del serpente”, Arthur Avalon, Edizioni Mediterranee 1987, La descrizione dei sei centri (Shatchakra nirupana) vv 14-18:
14 – Un altro Fiore di Loto è posto dentro la Sushumna alla radice dei genitali, ed è un bellissimo fiore vermiglio.Sui suoi sei petali vi sono le lettere da Ba a Purandara con sovrapposto Bindu, del lucente color del lampo.
15 – Dentro di esso vi è la bianca, splendente, acquea regione di Varuna, a forma di mezzaluna, e là, seduto su una Makara, vi è il Bija “Vam”, immacolato e bianco come la luna d’autunno.
16 – Ci protegga Hari, che è dentro di esso, il quale è nella gloria della prima giovinezza, il cui corpo è di un blu luminoso e bello a guardarsi, che è ammantato di una veste gialla, ha quattro braccia e indossa lo Shri-vatsa e il Kaustubha.
17 – E’ qui che abita sempre Ràkini.Ella ha il colore del loto blu.La bellezza del suo corpo è accresciuta dalle Sue braccia levate ad impugnare varie armi.Ella indossa vesti e ornamenti celestiali, e la Sua mente è esaltata dalle libagioni d’ambrosia.
18 – Colui che medita su questo Fiore di Loto immacolato, che ha nome Swadhisthana, è immediatamente liberato di tutti i suoi nemici, quali la colpa di Ahamkara e il resto.Egli diventa un Signore tra gli yogi ed è simile al Sole che illumina il buio fitto dell’ignoranza.La ricchezza delle sue nettaree parole fluisce in prosa e in versi in un discorso ben ragionato.

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Ajna chakra

ajna chakra

ajna chakra


Questo chakra è conosciuto come il terzo occhio, gyana chakshu (occhio della saggezza), trikuti o triveni (confluenza dei tre fiumi), bhrumadhya (centro tra le sopracciglia), chakra del guru e occhio di Shiva.
La parola ajna significa comando.
Attraverso questo chakra il discepolo, negli stati profondi della meditazione, riceve comandi e guida dal suo guru.Questo è anche il punto dove si ricevono comandi dal sé divino, più elevato.
E’ rappresentato da un loto grigio pallido o bianco, che ha due petali con le lettere ham e ksham iscritte su di essi..Queste rappresentano i flussi negativo e positivo del prana (energia vitale) convergenti in questo centro.
Nel centro del loto si trova il sacro bija mantra aum.
Le divinità che presiedono ajna chakra sono Paramashiva, coscienza senza forma, e la dea Hakini che controlla l’elemento di questo chakra, la mente sottile (manas).
Ajna chakra è un centro ben conosciuto che viene usato per la concentrazione in molti sistemi di meditazione.
Di solito il punto usato a questo scopo è il centro tra le sopracciglia, sebbene in realtà la sede reale di ajna sia dentro il cervello.La parte fisica corrispondente è la ghiandola pineale, una minuscola ghiandola, della grandezza di un pisello, dentro il cervello, che è quasi atrofizzata nell’essere umano adulto.
Sul piano psichico questo punto delicato è il ponte tra il corpo fisico, mentale e psichico.
Attraverso il risveglio di ajna chakra si sviluppano facoltà sopramentali come chiaroveggenza, chiaroudienza, telepatia ed altre potenziali facoltà latenti in ogni persona.
L’energia del pensiero ha anche una forma, essendo una materia di qualità molto sottile.
Quando la mente è elevata e resa sensitiva, è possibile mandare e percepire l’energia del pensiero attraverso ajna chakra.
E’ come una soglia psichica che si apre entro i più profondi ed elevati piani di consapevolezza.
Inoltre, stimolando ajna chakra, si possono incrementare tutte le facoltà della mente:intelligenza, memoria, forza di volontà e concentrazione.
pranava
Da “Il potere del serpente”, Arthur Avalon, Edizioni Mediterranee 1987, La descrizione dei sei centri (Shatchakra nirupana) vv 32-36:
32 – Il Fiore di Loto denominato Ajna è simile alla Luna (meravigliosamente bianco).
Sui suoi due petali vi sono le lettere Ha e Ksha, che sono pure bianche e ne accrescono la bellezza.
Esso risplende con la gloria di Dhyana.
All’interno di esso v’è la Shakti Hakini, le cui sei facce son come molte lune.
Ella ha sei braccia con una delle quali regge un libro, altre due sono alzate nel gesto di scacciare la paura e di accordare favori, e nelle altre ha un teschio, un tamburello ed un rosario.
La sua mente è pura (Shudda-Chitta).
33 – Dentro questo Fiore di Loto dimora il mentale sottile (Manas), che è ben noto.
Dentro la Yoni nel pericarpo v’è lo Shiva chiamato Itara, nella sua forma fallica.
Ivi Egli risplende come una catena di fulgidi lampi.
Vi è anche il primo Bija dei Veda, che è la dimora della più eccellente Shakti, e che col suo splendore rende visibile il Brahmasutra
Il Sadhaka, con mente ferma, deve meditare su questi secondo l’ordine (prescritto).
34 – L’eccellente Sadhaka, l’Atma del quale altro non è che una meditazione su questo Fiore di Loto, ha la facoltà di entrare lestamente nel corpo di un altro sol che lo voglia, e diventa il più eccellente tra i Muni, onnisciente ed onniveggente.
Egli diventa il benefattore di tutti ed è versato in tutti gli Shastra.
Egli realizza l’unità col Brahman ed acquisisce poteri eccellenti e sconosciuti.
Famosissimo e longevo, egli diventa il Creatore, il Distruttore ed il Conservatore dei tre mondi.
35 – Dentro il triangolo in questo Chakra sempre risiede la combinazione di lettere che forma il Pranava.
Esso è l’Atma interiore quale puro mentale (Buddhi), e per il suo fulgore è simile ad una fiamma.
Sopra di esso v’è la mezzaluna (crescente), e sopra ancora v’è il Ma-kara che splende nella sua forma di Bindu.
Sopra questo c’è Nada, il cui candore eguaglia quello di Bala-rama e riverbera i raggi della Luna.
36 – Quando lo yogi chiude la casa che pende senza sostegno e che egli ha imparato a conoscere mettendosi al servizio del suo Parama-Guru;
e quando il Chetas per la continua pratica viene dissolto in questo luogo che è la dimora della beatitudine ininterrotta, allora egli vede al centro e al di sopra (del triangolo) scintille di fuoco che rifulgono distintamente.

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