
Il termine asana significa, letteralmente, “posizione seduta” o semplicemente “posizione”: esso indica una postura corporea che contribuisce alla stabilità fisica e mentale e ingenera un senso di benessere.
Il termine asana è anche usato per indicare una stuoia vegetale, o anche una pelle d’antilope ben conciata, che costituiscono un comodo supporto per sedersi sul terreno.
Nello Hatha Yoga gli asana occupano il primo posto, mentre costituiscono il terzo passo nell’ottuplice yoga di Patanjali (ashtanga).
Di solito il termine asana è tradotto con la parola posizione: troviamo quindi espressioni come continua a leggere
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Introduzione al pranayama – Consigli e precauzioni

I seguenti punti dovrebbero essere osservati con attenzione prima di iniziare la pratica del pranayama.
a) Aspettate almeno quattro ore dopo i pasti prima di praticare pranayama poiché la vescica, lo stomaco e l’intestino dovrebbero essere vuoti.
b) Praticare pranayama dopo le asana e prima della meditazione.
c) Durante la pratica il corpo dovrebbe essere rilassato il più possibile.
La colonna vertebrale, il collo ed il capo dovrebbero essere eretti e centrati o allineati.
d) Non dovrebbe esservi alcuno sforzo.
Il respiro non dovrebbe essere trattenuto più di quanto sia comodo.
Questo è della massima imporranza dal momento che i polmoni sono organi molto delicati e qualsiasi abuso può facilmente causare loro dei danni.
e) Praticare in un ambiente ben ventilato (non ventoso), pulito e piacevole.
Non praticare pranayama in stanze maleodoranti con fumo e polvere.
f) Quando si inizia può verificarsi una certa stitichezza ed una riduzione nella quantità di urina espulsa.
In caso di stitichezza smettere di ingerire sale e spezie.
Se avete diarrea cessate per alcuni giorni e prendete riso e yogurt.
g) Coprite il corpo con indumenti comodi, un lenzuolo o una coperta in modo che non vi sia nessun disturbo esterno durante la pratica.
h) Siddhasana e siddha yoni asana sono le asana migliori per pranayama poiché aumentano al massimo l’apertura delle spalle.
i) Nei suoi stadi più elevati pranayama dovrebbe essere imparato solo in presenza di un istruttore qualificato.
j) Le persone che praticano pranayama intensivamente non dovrebbero fumare tabacco, cannabis o altro.
Articoli precedenti
Introduzione al pranayama – 1° parte
Introduzione al pranayama – 2° parte
Introduzione al pranayama – 3° parte
Introduzione al pranayama – La respirazione corretta
Introduzione al pranayama – Esercizi preliminari
Kati chakrasana
Kati chakrasana (posizione di rotazione della vita)
State eretti con i piedi separati di circa 50 cm.
Intrecciate le dita delle mani davanti all’ombelico.
Sollevate le braccia soprail capo e ruotate i polsi girando i palmi verso l’alto.
Inclinatevi in avanti all’altezza delle anche formando un angolo retto fra il busto e le gambe.
Guardate le mani e tenete il dorso dritto.
Ruotate lentamente il tronco all’estrema destra, poi all’estrema sinistra e poi tornate a destra.
Dopo il quinto movimento a destra riportate il tronco al centro e poi ritornate alla posizione eretta.
Abbassate le braccia.
Praticate cinque volte.
Respiro
Inspirate mentre alzate le braccia, ruotando verso destra e riassumendo la posizione eretta.
Espirate mentre inclinate il tronco, ruotando verso sinistra e quando abbassate le braccia.
Supta vajrasana
Supta vajrasana (posizione del fulmine dormiente)
Sedetevi in vajrasana.
Piegatevi indietro appoggiandovi sugli avambracci e sui gomiti finché la sommità del capo tocca il pavimento tenendo il dorso completamente arcuato.
Mettete le mani sulle cosce e assicuratevi che le ginocchia rimangano sul pavimento.
Chiudete gli occhi e rilassate il corpo.
Respiro
Lento e profondo.
Durata
Per benefici fisici sono sufficienti pochi minuti.
Per benefici spirituali praticate per estesi periodi di tempo.
Concentrazione
Fisica: sul dorso, sull’addome o sulla respirazione.
Spirituale: su swadhisthana chakra, nel coccige.
Sequenza
E’ una buona posizione da fare dopo asana di piegamento in avanti.
Precauzioni
Si dovrebbe fare attenzione a non sforzare troppo i muscoli ed i legamenti delle cosce e delle ginocchia nel cercare di appoggiare le ginocchia al pavimento.
Limiti
Non dovrebbe essere praticata da chi soffre di disturbi sacrali.
Benefici
E’ una buona asana per i disturbi addominali, specialmente la stitichezza.
Tonifica i nervi spinali.

Supta vajrasana - variante
Supta vajrasana – variante
Il metodo è lo stesso descritto in precedenza, tranne che per la testa che non è appoggiata sul pavimento nella posizione finale.
La nuca è appoggiata sulle braccia piegate come mostrato nella figura.
Cercate di tenere le ginocchia sul pavimento.
Chiudete gli occhi e rilassate tutto il corpo.
Benefici
Questa è un’importante variante che intensifica l’allungamento della regione addominale anche se non lavora molto sul collo.
Nota
La forma di base e la variante dovrebbero essere praticate una dopo l’altra per uguali periodi di tempo.
Asana eseguite in o da Vajrasana
Vajra è il nome di una importante nadi (canale pranico) collegata direttamente al sistema urogenitale.
Si dice che se potete conttrollare coscientemente questa nadi a volontà potete divenire molto potenti.
Essa regola l’energia sessuale nel corpo.
Questa nadi è l’arma di Indra, re di tutti i deva (dei).
Allo stesso modo, la nostra mente è il re di tutti i sensi.
Controllando vajra nadi, la mente è in grado di controllare l’energia sessuale.
Così vajrasana e le asana eseguite in o da vajrasana sono molto efficaci e sono anche ragionevolmente facili da eseguire.
I principianti dovrebbero sentire un po’ di dolore ai piedi dopo essere stati un breve periodo in vajrasana.
Come rimedio dovrebbero lasciare vajrasana, sedere con le gambe distese, afferrare le caviglie e scuotere vigorosamente i piedi uno dopo l’altro finché scompare la rigidità.
Poi possono riassumere vajrasana.










