Brahmacharya: teoria e pratica della continenza

Swami Sivananda di Rishikesh

Swami Sivananda di Rishikesh


Che cos’è il Brahmacharya
Il brahmacharya è purezza nel pensiero, nella parola e nelle azioni.
Il brahmacharya è celibato e continenza.
Il brahmacharya non comprende solo il controllo del sesso o dell’organo (indriya) della riproduzione, ma anche quello di tutti gli altri indriya.
Yama è il primo passo del raja yoga e comprende la pratica di ahimsa, satya, asteya, brahmacharya, aparigraha (non-violenza, verità, non-rubare, continenza, non-ricevere doni).
Di questi, brahmacharya è il più importante.
Il brahmacharya è il voto di celibato, nel pensiero, nelle parole e nelle azioni, attraverso il quale il sadhaka (il sincero ricercatore spirituale sul sentiero dello yoga) ottiene l’autorealizzazione o realizza il Brahman (l’Assoluto).
Dio è rasa.
Il rasa è virya (fluido vitale o seme).
Solo ottenendo il rasa o virya potete avere la beatitudine eterna.
Brahmacharya significa controllo del seme, studio dei Veda e contemplazione di Dio.

Come è stato definito dal grande rishi Yajnavalkya:
Kayena manasa vaccha sarvavasthasu sarvada
Sarvatra maythunatyago brahmacharyam prachakshate
.
“Brahmacharya è astenersi per sempre, in tutti i luoghi e in tutte le circostanze dal maithuna (piacere sessuale), sia fisicamente che mentalmente che nelle parole”.
Il brahmacharya è di due tipi: Continua a leggere

Print Friendly
Share on TwitterShare on TumblrSubmit to StumbleUponSave on DeliciousDigg ThisSubmit to redditShare on MyspaceShare via email

Paramahamsa Satyananda mahasamadhi

Chi coltiva un pensiero raccoglie un’azione, chi coltiva un’azione raccoglie un’abitudine, chi coltiva un’abitudine raccoglie un carattere, chi coltiva un carattere raccoglie un destino.

Paramahamsa Satyananda

Swami Satyananda è nato in una piccola città vicino ad Almora, ai piedi dell’Himalaya.

Fin da bambino mostrò qualità straordinarie ed ebbe la sua prima esperienza spirituale all’età di sei anni. Fu benedetto da molti saggi e sadhu che passavano dalla sua casa diretti verso le più alte regioni himalayane. Essi ispirarono ed evocarono in lui un intenso desiderio di raggiungere le stesse levature spirituali e un forte senso di vairagya (discernimento) che era rimarchevole per una persona così giovane.

A diciannove anni lasciò la sua famiglia e la casa, alla ricerca del suo maestro spirituale, Swami Sivananda. Durante i dodici anni trascorsi con il suo guru, Paramahansa Satyananda si immerse nel karma yoga a tal punto che Swami Sivananda diceva che faceva il lavoro di quattro persone. Come un discepolo ideale lavorava dall’alba fino a notte tarda, coinvolgendosi in ogni tipo di lavoro, dalle pulizie alla gestione dell’ashram. Il servizio al guru era la sua passione e la sua gioia. Sebbene avesse un intelletto molto acuto e fosse descritto come un genio versatile, la conoscenza di Paramahansa Satyananda non veniva dall’istruzione o dallo studio nell’ashram.

Egli seguì con fede l’unico ordine del suo guru: “Lavora duro e sarai purificato. Non devi attrarre la luce. La luce si svilupperà da dentro te stesso”. E questo è quello che accadde: in giovane età egli acquisì una comprensione illuminata dei segreti della vita spirituale.

Dopo aver trascorso dodici anni con il suo guru, Paramahansa Satyananda intraprese la vita di parivrajka, viaggiando per nove anni attraverso India, Afghanistan, Burma, Nepal e Ceylon. Durante questo periodo incontrò grandi santi e yogi e trascorse del tempo in isolamento, formulando le tecniche di yoga per alleviare le sofferenze dell’umanità.

Nel 1963 la sua missione divenne manifesta e poiché la realizzò durante la sua permanenza in Munger, si stabilì in quel luogo, vicino al Gange, e fondò l’International Yoga Fellowship Movement e la Bihar School of Yoga per aiutare un maggior numero di persone lungo il cammino spirituale. In poco tempo vi confluirono studenti da tutta l’India e dall’estero e gli insegnamenti di Paramahansa Satyananda si diffusero rapidamente in tutto il mondo.

Nel 1968 fece un ampio giro del mondo diffondendo le antiche pratiche yogiche fra persone di ogni casta, credo, religione e nazionalità. Negli anni seguenti divenne molto conosciuto in ogni continente come un esponente principale dello yoga e del tantra. Con il suo approccio dinamico e scientifico allo yoga e alla vita spirituale, ha guidato e ispirato migliaia di centri e ricercatori spirituali di tutto il mondo. Nel 1983 ha designato Paramahansa Niranjanananda come suo successore e Presidente della Bihar School of Yoga e dei centri associati. Nel 1984 ha fondato Sivananda Math, un’istituzione sociale e caritatevole, e la Yoga Research Foundation (Fondazione per le Ricerche sullo Yoga) come istituzioni indipendenti in collaborazione con la Bihar School of Yoga.

Nel 1988 Paramahansa Satyananda ha lasciato Munger ed ha intrapreso kshetra sannyasa, la rinuncia all’istituzione, compiendo un pellegrinaggio attraverso i siddhatirtha dell’India come sadhu itinerante, senza nessuna assistenza dagli ashram e dalle istituzioni da lui fondate.

Nel 1990 ha fondato Sri Panchdashnam Alakh Bara, dove ha iniziato a seguire lo stile di vita dei paramahamsa sannyasin, che non lavorano solamente per il loro seguito e missione poiché hanno una visione universale.

fonte Scuola di Yoga Satyananda Ashram Italia – Swami Satyananda Saraswati

sito dell’ashram dove viveva Paramhamsa Satyananda

Print Friendly
Share on TwitterShare on TumblrSubmit to StumbleUponSave on DeliciousDigg ThisSubmit to redditShare on MyspaceShare via email

Affermazioni principali

banner di Suryanamaskara.altervista.org
Questo sito è dedicato alla descrizione e illustrazione delle pratiche fondamentali dello yoga, ed alla condivisione e divulgazione delle esperienze derivanti da tali pratiche.
Questo sito non fa e-commerce.
Ognuno può usare queste pagine per esprimere il proprio pensiero.
Non sono ammessi contenuti offensivi.

Print Friendly
Share on TwitterShare on TumblrSubmit to StumbleUponSave on DeliciousDigg ThisSubmit to redditShare on MyspaceShare via email